INFORM - N. 183 - 6 ottobre 2009


RETE CONSOLARE

Occupata pacificamente la sede dalle organizzazioni rappresentative e consegnato all’agente consolare un comunicato

Belgio: protesta la comunità italiana del Limburgo per la programmata chiusura dell’Agenzia Consolare a Genk

 

GENK – Per protestare contro la programmata chiusura, nel giugno 2010, dell'Agenzia Consolare di  Genk la comunità italiana del Limburgo-Fiandre/Belgio ne ha oggi occupato pacificamente la sede, informano il presidente del Comites del Limburgo Antonio Enna e il consigliere CGIE Fernando Marzo. I quali ci hanno fatto pervenire un comunicato consegnato oggi nelle mani dell'agente consolare a Genk Lilia Aragona Ferri,  del Comites del Limburgo a nome della collettività italiana e firmato da Enna.

Nella nota di protesta si legge che “il Comites  del Limburgo, le Associazioni del Limburgo ed i partiti politici rappresentati ed organizzati nella stessa provincia apprendono con grande rammarico che, nonostante le ripetute proteste e i segnali inviati dalla comunità italiana da loro rappresentata,  le prese di posizione  formulate dalla  Commissione esteri della  Camera, dal CGIE e da diverse istanze  politiche  locali,  il Governo intende portare avanti la programmata ristrutturazione  della rete consolare” . E si “prende atto con grande  rammarico  che  a breve termine sarà proprio  l’Agenzia Consolare di Genk la prima struttura a dove chiudere”.

“Le organizzazioni  rappresentative del Limburgo – prosegue il comunicato – intendono  precisare che, l’Agenzia  Consolare di Genk  pur avendo competenza  per il solo territorio della Provincia del Limburgo è l’unica struttura Consolare di 1° categoria sul territorio delle Fiandre, Regione autonoma  dello stato Federale  del Belgio, regione di grande importanza politica economica e sociale. Il Limburgo – si fa osservare - occupa un’importante posizione strategica  in stretto collegamento con il Limburgo  olandese ed il Nord Reno-Westfalia. Il territorio circoscrizionale é anche parte integrante dell’EuroRegio Mosa-Reno, istituito nel 1991  con competenze finanziarie, economiche e programmatiche interregionali ed è rappresentato dal Governatore del Limburgo belga, dal Ministro Presidente della Comunità tedesca del Belgio e dal Governatore del Limburgo olandese, quest’ultimo con sede a Maastricht. Sono inoltre in corso di realizzazione – viene ricordato - progetti di  un centro  “ Parco  della Scienza e della Ricerca”  una sorta di Silicon Valley nel Limburgo , che potrebbe rappresentare  delle interessanti prospettive anche per investitori italiani, tale parco che sarà uno dei più grandi d’ Europa, ospiterà centri di ricerca creando circa  4.000 posti di lavoro nel settore delle nuove tecnologie pulite e  della loro applicazione. Al Parco verrà integrato  nella zona e centro industriale già in corso di  realizzazione e che darebbe lavoro a più di 20.000 persone.La provincia del Limburgo è quindi  - si sottolinea - un’area industriale, geografica e strategica molto importante, il suo interesse economico continua a crescere nonostante la crisi attuale, esso si colloca  anche nell’asse austostradale Anversa-Liegi-Germania da cui passano grandi flussi dello scambio economico con il nord dell’Europa. Per la nostra comunità é una nuova ed importante opportunità. La comunità italiana, di circa 25.000 connazionali, iscritti all’Anagrafe Consolare, concentrati nelle città minerarie provengono  in massima parte dalle regioni del meridione ,in larga misura  dalla grande immigrazione del 1946, impiegata attualmente nelle piccole e medie imprese o nelle grandi  fabbriche tipo la Ford di Genk.( la comunità italiana del Limburgo conta più di 35.000 residenti; compresi tutti, oriundi, doppi cittadini ed iscritti all’Anagrafe  Consolare).  Permangono,purtroppo, nella nostra provincia – continua la nota -  larghe fasce di indigenza , retaggio di una integrazione lenta e difficile ( fattori linguistici e culturali) la maggiora parte  della popolazione ( 1° e 2° generazione-anziani)  si esprime  poco o male nella lingua locale  ( fiammingo-nederlandese). La nostra  collettività è fortemente  ancorata all’italianità, essa si è sempre contraddistinta per l’alta partecipazione elettorale e referendaria, rimane  sempre al 2° posto in Belgio e per il  forte attaccamento  a tutto ciò che l’Italia rappresenta e dovrebbe rappresentare per loro”.

“Tutto questo – si sottolinea - rende la chiusura della struttura  consolare un  errore strategico per il nostro paese  (Bruxelles, a cui verrebbe accorpata la  provincia del Limburgo non é le Fiandre),il Belgio é uno stato federale con tre Regioni,  le Fiandre, la Vallonia e la Regione di Bruxelles,le Fiandre sono la Regione  più importante sia  per l’economia, la politica ed ha uno dei più importanti scali  portuali del nord Europa. Tenuto conto  dell’utenza particolare,  dei collegamenti con  Bruxelles ( non agevoli e non direttamente collegati  con  la maggior parte dei  comuni interessati del Limburgo), la particolare composizione della nostra collettività, il fattore linguistico ( il nederlandese) l’importanza strategica, politica e sociale  dell’Agenzia Consolare di  Genk resta primordiale. Nell’ottica poi della ristrutturazione  della rete consolare che dovrebbe  portare ad un risparmio per  lo stato italiano si fa presente a chi di competenza che tale struttura è la meno costosa dell’intera rete consolare in Belgio (occupa una palazzina decorosa e poco costosa)  e che la perdita delle percezioni consolari conseguenti alla particolare posizione della stessa Agenzia renderebbe nulla l’operazione di chiusura dell’Agenzia”.

Pertanto “le Associazioni del Limburgo occupano per protesta  l’Agenzia Consolare di  Genk”  e sono “pronte a tutto pur di  poter preservare per il futuro e garantire tutti i servizi di cui la nostra comunità ha bisogno, sopratutto le prime generazioni di immigrati  che tanto  hanno contribuito alla crescita del nostro paese, dello stesso Belgio e dell’Europa”. Le Associazioni del Limburgo chiedono “al governo italiano di voler rivedere  il piano di ristrutturazione della rete consolare e di deliberare in base a criteri  che tengano conto dei bisogni reali della nostra collettività e degli elementi qui riportati”. (Inform)

 

 


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