RETE CONSOLARE
Occupata pacificamente la sede dalle organizzazioni rappresentative
e consegnato all’agente consolare un comunicato
Belgio: protesta la comunità italiana del Limburgo per
la programmata chiusura dell’Agenzia Consolare a Genk
GENK – Per protestare contro la programmata
chiusura, nel giugno 2010, dell'Agenzia Consolare di Genk la comunità
italiana del Limburgo-Fiandre/Belgio ne ha oggi occupato pacificamente la sede,
informano il presidente del Comites del Limburgo Antonio Enna e il consigliere
CGIE Fernando Marzo. I quali ci hanno fatto pervenire un comunicato consegnato
oggi nelle mani dell'agente consolare a Genk Lilia Aragona Ferri, del Comites del Limburgo a nome della collettività
italiana e firmato da Enna.
Nella nota di protesta si legge che “il Comites
del Limburgo, le Associazioni del Limburgo ed i partiti politici rappresentati
ed organizzati nella stessa provincia apprendono con grande rammarico che, nonostante
le ripetute proteste e i segnali inviati dalla comunità italiana da loro rappresentata,
le prese di posizione formulate dalla Commissione esteri della
Camera, dal CGIE e da diverse istanze politiche locali, il
Governo intende portare avanti la programmata ristrutturazione della rete
consolare” . E si “prende atto con grande rammarico che a
breve termine sarà proprio l’Agenzia Consolare di Genk la prima struttura
a dove chiudere”.
“Le organizzazioni
rappresentative del Limburgo – prosegue il comunicato – intendono precisare
che, l’Agenzia Consolare di Genk pur avendo competenza per
il solo territorio della Provincia del Limburgo è l’unica struttura Consolare
di 1° categoria sul territorio delle Fiandre, Regione autonoma dello stato
Federale del Belgio, regione di grande importanza politica economica e
sociale. Il Limburgo – si fa osservare - occupa un’importante posizione strategica
in stretto collegamento con il Limburgo olandese ed il Nord Reno-Westfalia.
Il territorio circoscrizionale é anche parte integrante dell’EuroRegio Mosa-Reno,
istituito nel 1991 con competenze finanziarie, economiche e programmatiche
interregionali ed è rappresentato dal Governatore del Limburgo belga, dal Ministro
Presidente della Comunità tedesca del Belgio e dal Governatore del Limburgo
olandese, quest’ultimo con sede a Maastricht. Sono inoltre in corso di realizzazione
– viene ricordato - progetti di un centro “ Parco della Scienza
e della Ricerca” una sorta di Silicon Valley nel Limburgo , che potrebbe
rappresentare delle interessanti prospettive anche per investitori italiani,
tale parco che sarà uno dei più grandi d’ Europa, ospiterà centri di ricerca
creando circa 4.000 posti di lavoro nel settore delle nuove tecnologie
pulite e della loro applicazione. Al Parco verrà integrato nella
zona e centro industriale già in corso di realizzazione e che darebbe
lavoro a più di 20.000 persone.La provincia del Limburgo è quindi - si
sottolinea - un’area industriale, geografica e strategica molto importante,
il suo interesse economico continua a crescere nonostante la crisi attuale,
esso si colloca anche nell’asse austostradale Anversa-Liegi-Germania da
cui passano grandi flussi dello scambio economico con il nord dell’Europa. Per
la nostra comunità é una nuova ed importante opportunità. La comunità italiana,
di circa 25.000 connazionali, iscritti all’Anagrafe Consolare, concentrati nelle
città minerarie provengono in massima parte dalle regioni del meridione
,in larga misura dalla grande immigrazione del 1946, impiegata attualmente
nelle piccole e medie imprese o nelle grandi fabbriche tipo
“Tutto questo
– si sottolinea - rende la chiusura della struttura consolare un
errore strategico per il nostro paese (Bruxelles, a cui verrebbe accorpata
la provincia del Limburgo non é le Fiandre),il Belgio é uno stato federale
con tre Regioni, le Fiandre,
Pertanto “le
Associazioni del Limburgo occupano per protesta l’Agenzia Consolare di
Genk” e sono “pronte a tutto pur di poter preservare per il futuro
e garantire tutti i servizi di cui la nostra comunità ha bisogno, sopratutto
le prime generazioni di immigrati che tanto hanno contribuito alla
crescita del nostro paese, dello stesso Belgio e dell’Europa”. Le Associazioni
del Limburgo chiedono “al governo italiano di voler rivedere il piano
di ristrutturazione della rete consolare e di deliberare in base a criteri
che tengano conto dei bisogni reali della nostra collettività e degli elementi
qui riportati”. (