PIANETA AMERICA
Ro Pucci: “Obama, un’altra ciambella senza
buco”
Una sconfitta annunciata l’eliminazione di Chicago
HOUSTON, Texas
– Non è ancora chiaro a molti Americani ciò che il loro presidente si proponesse
realisticamente d’ottenere con la sua sortita lobbistica a favore della candidatura
di Chicago nelle Olimpiadi del 2016. Si cerca di capire se questa sconfitta
sia d’attribuire a cattivi consiglieri, a lui stesso o ad entrambi in misura
più o meno uguale. Una cosa però è certa: la spedizione del clan Obama a Copenhagen
e le di
Con la scelta
di Rio è prevalsa la ragione della logica che tutti, e specialmente gli Obama,
si sono ostinati a non prevedere prima di mettere in atto la spedizione a Copenhagen
dalla quale poi s’e’ dovuti rientrare con le pive nel sacco. Lo sconcerto e
la stizza degli abitanti di Chicago davanti agli schermi al momento in cui apprendevano
dell’eliminazione in prima battuta adesso non potranno non trasferirsi sul presidente.
Anche se in parte e, specialmente dall’elettorato conservatore, il patrocinatore
sconfitto sarà ritenuto responsabile dell’insuccesso e la sua figuraccia andrà
conseguentemente ad aggiungersi alla lista di recriminazioni tenuta sempre ben
aggiornata dai Repubblicani che, ancora nervosi per la sconfitta recente, preparano
puntigliosamente la loro riscossa. Il presidente venuto dalle blu Hawaii che
in linea con la celebre canzona del grande Sinatra ha di
Nella mente degli
Americani la batosta di Copenhagen, con la perdita dei miliardi che comporterà
per Chicago, ha evidenziato che Obama è stato battuto perché è battibile. Tornano
alla memoria le parole lapidarie di “Arnie” Schwarzenegger che nelle vesti
del commando “Dutch” Schaefer messo a confronto con un “Predator” alieno mostruosamente
imbattibile commenta: “ If it bleeds we can kill it”, se sanguina lo possiamo
ammazzare. In analogia con questa teoria espressa nel celebre film del 1987
lo stesso Obama, mostrandosi per la sua Chicago un avvocato inefficace, adesso
mentre si lecca le ferite, fa intravedere ai suoi avversari che non gli danno
tregua a proposito della riforma sanitaria che è stato e può essere ancora sconfitto.
In politica sono pochi a credere che secondo il noto detto olimpico “l’importante
è partecipare” e, anche se è scontato quanto ha di
In America adesso,
nel tentativo di dare una mano al “Comandante in Capo” si tenta d’alleggerire
la contrarietà e di togliersi l’amaro di bocca cercando di trovare almeno qualche
motivo per sollevarsi lo spirito e per ridere. E’ forse per questo motivo che
i soliti operatori sornioni dei media, con humour molto anglosassone, hanno
fatto notare che in tutta quest’operazione quella che viene veramente compromessa
è l’immagine di Oprah Winfrey, anche in quest’occasione al seguito degli Obama.
Si commenta che, purtroppo, all’estero alla nota Mida televisiva è andata male
perché non le è riuscito d’assicurare il successo di Chicago, come riesce sempre
a fare con tutti quelli che invita e che promuove col suo spettacolo in America.
(Ro Pucci-Info Usa Magazine/
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