QUIRINALE
“Un clima nuovo al Nord e al Sud per una
più forte coscienza unitaria”
POTENZA - "E’ la politica generale dello Stato che deve cambiare guardando alla valorizzazione del Mezzogiorno nell'interesse di tutto il paese; e deve l'insieme della società italiana muoversi nello stesso senso: le sue forze produttive, le energie imprenditoriali, non solo le forze politiche, impegnate nel governo della cosa pubblica". Lo ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervenendo al convegno su "Mezzogiorno e unità nazionale - verso il 150° dell'Unità d'Italia" a Rionero in Vulture a conclusione della visita in Basilicata.
"Il maggiore dei nostri doveri, oggi, e con ancor maggior forza, è l'affrontare la "questione meridionale" come "questione italiana". Le celebrazioni del 150° dell'Unità - ha sottolineato il capo dello Stato - debbono assumere come impegno centrale quello di promuovere una rinnovata consapevolezza di quel dovere, oscuratosi da troppi anni per effetto dello spegnersi del dibattito culturale e politico meridionalista e dell'esaurirsi di una strategia nazionale per il Mezzogiorno".
"Sono convinto - ha proseguito il presidente della Repubblica - che si possa ben rendere invece comprensibile e convincente l'esigenza comune di un rilancio delle potenzialità dello sviluppo meridionale come condizione imprescindibile per una rinnovata crescita dell'economia italiana, ben più sostenuta di quella dell'ultimo decennio".
"Le celebrazioni del centocinquantenario - ha rilevato Napolitano - hanno senso perché l'Italia ha bisogno di più unità, di nuova e più forte coscienza unitaria; l'unità nazionale conquistata un secolo e mezzo fa si consolida affrontando con nuovo slancio la sfida dell'incompiutezza della nostra unificazione". Le celebrazioni - ha concluso - "dovrebbero favorire il diffondersi di un clima nuovo, al Nord e al Sud".
"Essenziale",
per Napolitano, "sarà uno scatto di volontà, di senso morale e di consapevolezza
civile da cui emergano nel Mezzogiorno nuove forze idonee a meglio affrontare
la prova dell'autogoverno e della partecipazione al governo del paese. C'è materia,
credo, per un esame di coscienza che unisca gli italiani nel celebrare il momento
fondativo del loro Stato nazionale". (