SOLIDARIETA’
Ricoverato al Cto fiorentino, per i primi controlli, l'afghano mutilato al
volto
Mohammad è arrivato stamani all'ospedale di Careggi
I talebani avevano punito il contadino per essersi recato
a votare
FIRENZE - Lhai Mohammad, il contadino afghano mutilato
dai talebani al naso e alle orecchie perché ad agosto si stava recando a votare
alle elezioni presidenziali del suo paese, è arrivato stamattina all'ospedale
di Careggi, dopo essere stato trasferito nella notte in aereo da Kabul a Roma
accompagnato dallo zio. “Ci eravamo impegnati ad ospitare Mohammad ed ora che
la cosa è finalmente avvenuta siamo soddisfatti” commenta l'assessore alla cooperazione
internazionale della Regione Toscana, Massimo Toschi. “Naturalmente
- aggiunge l'assessore - il nostro impegno per questo cittadino che ha pagato
un prezzo così imponente per esercitare un diritto democratico non ci fa dimenticare
il prezzo altrettanto imponente che il popolo afghano sta pagando per una guerra
che non ha voluto e non ha cercato e da cui molti ora vorrebbero fuggire.
Una guerra peraltro incerta nelle sue possibili conclusioni”.
Il contadino afghano mutilato al volto è stato sottoposto
stamani ai primi controlli nel reparto di chirurgia plastica ricostruttiva del
Cto di Firenze. Subito dopo è stato portato in un centro della Croce Rossa,
dove ha potuto riposarsi. Nei prossimi giorni tornerà a Careggi per altri esami
e dopo qualche altro giorno sarà probabilmente sottoposto al primo intervento.
Interventi ricostruttivi come questo, spiegano all'ospedale, richiedono più
di una fase operatoria. Utile, per i medici, sarebbe avere anche una foto precedente
al trauma.
“Ora inizia per lui il tempo delle cure e questo tempo
deve essere da tutti rispettato” auspica Toschi. “La vicenda di Mohammad ci
deve far riflettere – prosegue l'assessore – e il nostro impegno per il rispetto
dei diritti democratici e della vita delle persone ci deve spingere ad
essere più esigenti nei confronti della politica per un futuro di questo paese
che non sia fondato sulla guerra ma sulla pace e lo sviluppo”.
“Le elezioni per cui Mohammad ha pagato questo prezzo
così alto si sono svolte in modo non sempre ortodosso – ricorda Toschi - Anche
l'Unione europea ha parlato di brogli gravi. E questo è inammissibile. Al tempo
stesso le continue stragi di innocenti, dei cittadini afghani come dei nostri
soldati, mostrano la fragilità di una strategia militare che non è in grado
di produrre risultati. Ci sono responsabilità gravi della politica, che non
può fondarsi sul fatto che i nostri soldati hanno la delega a morire per noi.
Non si può scherzare sulla vita dei cittadini che scelgono la democrazia. Accogliere
oggi Mohammad ha tutti questi significati”. (w.f./