RASSEGNA STAMPA
Intervista
di “Avvenire” al ministro degli Affari Esteri
Frattini: “L’Europa colga i segnali dalla
Bielorussia”
ROMA - Se
Ministro,
nel suo viaggio in Bielorussia ha potuto constatare miglioramenti della situazione
interna?
Sono rimasto colpito da alcune notizie: il presidente Lukashenko ha istituito un comitato consultivo permanente sui diritti umani, al quale partecipano tutte le organizzazioni non governative bielorusse. Il Parlamento di Minsk ha creato una commissione per discutere dell’abolizione della pena di morte. Infine, ho parlato anche con il rappresentante del locale "Comitato di Helsinki" che mi ha confermato che è in atto una tendenza positiva.
Siamo
ancora lontani dallo standard democratico occidentale...
Certamente, ma
teniamo conto che non si tratta qui di esaminare i requisiti per l’entrata della
Bielorussia nell’Ue, cosa che non è all’ordine del giorno né di oggi né, forse,
di domani. Ma di rafforzare il partenariato e la collaborazione con quei Paesi
dell’Est europeo (Ucraina, Georgia, Moldova e, appunto,
L’Italia
è da sempre in prima linea nei rapporti con
C’è un fortissimo legame tra i due Paesi di grande impatto umanitario. Dal 1986, ossia dalla tragedia di Chernobyl, ad oggi, le famiglie italiane hanno ospitato nelle proprie case circa 20-25 mila bambini bielorussi all’anno, per un periodo di cura e di vacanze. Senza considerare le numerosissime adozioni che ci sono state. Oggi questi bambini sono cresciuti e in Bielorussia ci sono più di 300mila persone che parlano perfettamente italiano e che hanno rapporti affettivi molto forti nei confronti delle famiglie italiane. E’ una carta in più che il nostro Paese può e deve giocare nella sua politica estera.
Si parla
anche di un viaggio di Berlusconi a Minsk. Può confermarci la notizia?
Stiamo lavorando per trovare una data ravvicinata, pensiamo entro il mese di novembre.
Ministro,
cambiamo argomento. Che novità ci sono sul fronte delicatissimo del nucleare
in Iran?
C’è sicuramente delusione e preoccupazione da parte nostra per i test missilistici effettuati dal governo iraniano e per la ribadita volontà di non discutere del programma nucleare. Atteggiamenti ai quali l’Europa, l’Occidente e la comunità internazionale risponderanno con determinazione e fermezza. Allo stesso tempo, però, cerchiamo di cogliere ogni possibile segnale di dialogo. E la proposta, affacciata dal presidente Ahmadinejad, di far arricchire l’uranio necessario alla produzione di energia da un Paese terzo, che possa garantire che il materiale radioattivo non venga utilizzato per costruire ordigni nucleari, merita considerazione. Ovviamente, attendiamo di conoscerne i dettagli.
C’è
la recente presa di posizione dell’Ue sulla delicata diatriba Russia-Georgia.
Lei che ne pensa?
Mi sembra che siano stati accertati
fatti e responsabilità con grande equilibrio e correttezza. E’ stato stabilito
che
Inform