INFORM - N. 181 - 2 ottobre 2009


ASSOCIAZIONI

Festeggiati i 77 anni di attività dell’Ital Club di Ramos Mejia (provincia di Buenos Aires)

Fra i partecipanti il presidente del Comites di Moron, Francesco Rotundo

 

BUENOS AIRES – Il presidente del Comites di Moron, Francesco Rotundo, ha partecipato domenica scorsa ai festeggiamenti dell’Ital Club di Ramos Mejia, nella provincia di Buenos Aires, organizzati per i 77 anni di attività associativa.

Presenti l’intera Commissione direttiva, presieduta da Tito Dal Lago, autorità locali e oltre 300 connazionali che hanno trascorso insieme la giornata.

Rotundo era accompagnato da Domenico Pilleci, membro dell’associazione Sant’Onofrese, Daniel Nigro e il direttore generale per gli affari comunitari del municipio di La Matanza Bruno De Massi.

Il presidente del Comites ha ringraziato l’intera Commissione direttiva per il lavoro svolto nel tramandare il legame con l’Italia tra connazionali e discendenti. Rotundo ha inoltre ricordato numerosi protagonisti della canzone italiana che sono stati ospiti nel corso degli anni dell’Ital Club: tra gli altri Mina, Domenica Modugno, Rita Pavone e Nicola Di Bari.

Il presidente del Comites è ritornato poi con dispiacere sulle affermazioni fatte dal giornalista Samuel Gelblung nel corso di una trasmissione radiofonica; affermazioni che anche il Comites di Moron ha ufficialmente stigmatizzato con una nota inviata alle autorità italiane in loco – ha evidenziato Rotundo - per “la mancanza di rispetto che esse dimostrano nei confronti dei connazionali e della storia dell’emigrazione italiana in Argentina”.

Menzionando il preambolo della Costituzione argentina egli ha sottolineato che il Paese è stato costruito da tutta la collettività presente: “nativi, italiani e tutti gli immigranti dei diversi paesi che condividono oggi con noi questo territorio. Abbiamo lasciato in questa terra il meglio di noi, molti italiani hanno lasciato la propria vita, - ha aggiunto - portando avanti famiglie intere, lavorando, aiutandoci mutuamente a crescere e andare avanti”.

“Deve essere ben chiaro – ha concluso Rotundo – che noi non siamo giunti qui in modo illegale, né tantomeno abbiamo mai creduto di essere i padroni dell’Argentina, come ha detto il giornalista”.

A conclusione dei festeggiamenti la Commissione direttiva ha donato al presidente del Comites il nuovo disegno dello scudetto del Club. (Inform)


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