ITALIANI ALL’ESTERO
I Comites di Fiume, Monaco Principato e San Marino sulle
proposte di riforma dei Comitati al vaglio in Parlamento
I tre presidenti chiedono un incontro con
MILANO – I presidenti dei Comites di Fiume, Principato di Monaco e San Marino, Furio Radin, Niccolò Caissotti di Chiusano e Massimo Scandroglio, si sono incontrati a Milano presso lo storico Clubino, lunedì 28 settembre, per discutere delle proposte di riforma di Comites e Cgie attualmente al vaglio in Parlamento.
L’idea dell’incontro è maturata con la preoccupazione che progetti di legge orientati ad aumentare il numero di connazionali residenti all’estero necessari per l’elezione di un Comites possano privare i tre paesi dei rispettivi Comitati: solo uniti Croazia, Montecarlo e San Marino potrebbero arrivare ad un numero di 20.000 connazionali residenti, che potrebbe essere la nuova soglia prevista - fanno notare i presidenti.
Al termine dell’incontro
è stata inviata una comunicazione indirizzata a Oreste Tofani, relatore della
Commissione Esteri del Senato, che sta attualmente vagliando le proposte, per
confermare la disponibilità ad un incontro con
“Dalla nostra analisi dei disegni di legge relativi ai Comites emerge una forte preoccupazione che i ‘nostri’ tre Comites, rappresentanti poche migliaia di italiani residenti nei tre rispettivi paesi, possano scomparire nella loro forma attuale, - scrivono i tre presidenti - limitandosi a divenire non più espressione reale dei cittadini italiani qui residenti ma, nella migliore delle ipotesi, un ente designato dalle rappresentanze diplomatico-consolari. Si perderebbe in questo caso quell’alto valore di rappresentanza che, in un paese democratico, può prioritariamente dare un’elezione a suffragio universale”.
Pur nella consapevolezza di una difficile situazione economico-finanziaria “riteniamo che la situazione dei cittadini italiani che oggi rappresentiamo nei tre paesi sia talmente singolare – si legge – che difficilmente possa essere considerata allo stesso modo di tutti gli altri paesi del mondo”.
“In tutte le tre singolari realtà che ci ospitano la tradizione e la cultura italiana è talmente presente, -proseguono i tre presidenti - la nostra lingua quotidianamente utilizzata e la percentuale di italiani così elevata, che non abbiamo potuto non trovarci allineati tra di noi”. “Temiamo – aggiungono -che la scomparsa dei tre Comites finirebbe per privare i “nostri” residenti di un organo di coordinamento delle varie associazioni italiane operanti sul territorio. Infine, con la scomparsa del Comites nella sua forma attuale, si perderebbe uno strumento che può fornire alle nostre rappresentanze diplomatico-consolari quella continuità nel rapporto con la comunità italiana che difficilmente, per l’ormai consueta brevità dei mandati dei titolari delle rappresentanze diplomatiche, si potrebbe ottenere in altro modo”.
Un incontro con
Copia della comunicazione
è stata inviata anche al sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica e verrà
a breve illustrata alle tre rappresentanze diplomatico-consolari di riferimento.
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