ITALIANI ALL’ESTERO
Assemblea Generale della FEDIBA a Buenos
Aires
Le Associazioni, una ricchezza per l’Argentina
BUENOS AIRES - Venerdì scorso si è svolta l’assemblea generale ordinaria della FEDIBA, Federazione delle Associazioni Italiane della Circoscrizione consolare di Buenos Aires, che ha approvato la relazione morale e il bilancio consuntivo corrispondenti al 34mo esercizio.
L’assemblea si
è tenuta nella sede del Circolo Ricreativo
Presente inoltre il primo presidente della FEDIBA ing. Cervini, il quale ha detto che gli anni di lavoro nella FEDIBA, insieme alla dott.ssa Mainieri, furono di grande beneficio per la collettività e motivo di orgoglio personale per lui per tutta la vita. Da parte sua Mainieri ha ringraziato l’ing. Cervini ed ha ricordato il suo importante contributo negli anni della nascita della Federazione. Per la prima volta ha partecipato alle riunioni della FEDIBA, anche l’Italclub di Ramos Mejia, nella cui sede si terrà la prossima riunione mensile, in programma per venerdì 30 ottobre.
Ha rivolto un saluto anche il padrone di casa, Floido Visentin, presidente della Trevisana, il quale ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra le associazioni della collettività, che trova la sua manifestazione in seno alla FEDIBA.
Dopo il dibattito e l’approvazione della nuova quota sociale per l’anno venturo e della presentazione e approvazione della lista per il rinnovo di una parte del Consiglio Direttivo e dell’organo di fiscalizzazione, la segretaria Iside Donadon ha annunciato la visita all’assemblea del presidente della FEDITALIA Cav. Gr. Cr. Luigi Pallaro e del vicepresidente della Confederazione di collettività straniere Gustavo Osman Fagale.
Invitato a rivolgere un saluto, il sen.Pallaro si è detto contento di essere presente all’assemblea della FEDIBA per salutare tanti amici.
Pallaro ha ricordato le lunghe battaglie portate avanti a Roma dalla collettività durante cinquant’anni, fino alle prime elezioni degli italiani all’estero, al Parlamento.
Il presidente della FEDITALIA ha detto che le cose che servivano cinquanta anni fa per unaa collettività fata di emigrati, forse oggi possono non essere più valide per una comunità costituita in gran parte da figli o nipoti di quegli emigrati. Quindi ha manifestato che i discendenti sono nati in Argentina, che sono cittadini di questo paese e quindi che devono impegnarsi nella politica di questo Paese, per portare in essa i valori che hanno ereditato. A questo riguardo ha sottolineato che le associazioni hanno un ruolo anche nella formazione dei nuovi dirigenti.
Ma di fronte ad
una vecchia emigrazione che un giorno non ci sarà più, c’è da chiedersi cosa
sarà dell’immenso patrimonio costituito da tante associazioni. E la risposta,
ha detto Pallaro, devono darla le autorità argentine, nazionali, provinciali
e municipali. Al riguardo ha ricordato l’esempio del teatro Roma di Avellaneda,
che
Pallaro ha detto che bisogna far capire alle autorità argentine che le nostre associazioni, quelle che non possono reggersi con le proprie attività, fanno parte della vita, della storia, del patrimonio delle comunità dove sono state create, per cui preservarle, riscattarle o sostenerle, è nell’interesse delle stesse comunità e che sono una ricchezza per l’Argentina. “Abbiamo fatto tutto con passione e con devozione. Abbiamo creato la comunità. Se abbiamo lavorato per 50 anni - ha detto Pallaro - è perché credevamo a qualche cosa e per questo vogliamo che sia tenuto in considerazione”. Quindi ha ribadito quanto detto in altre occasioni, nel senso di evitare che le associazioni diventino strumenti politici: “Dobbiamo promuovere la partecipazione politica dei giovani, ma non consentire che vengano strumentalizzate le nostre associazioni.
Riguardo alla partecipazione politica, Pallaro ha detto di ritenere difficile fare allo stesso tempo il politico in Italia e il politico in Argentina, anche perché si corre il rischio di creare fratture nella collettività. Pallaro ha chiuso con l’augurio che “fra noi ci sia sempre l'amicizia”.
Infine Gustavo
Osman Fagale, rappresentante della comunità araba in Argentina invitato all’assemblea
della FEDIBA nella sua viste di vicepresidente della Confederazione di collettività
straniere, diceva: “La vostra comunità è un esempio, per quanto ha fatto, per
il contributo dato all’Argentina. Per la sua cultura e la sua organizzazione
è un esempio per le altre comunità straniere. E inoltre visto che siete la comunità
più numerosa, avete anche maggiori responsabilità nei confronti di tutta la
società argentina che ci ha accolto”. Gustavo Osman Fagale si è detto certo
che saremo capaci di assumerci le nostre responsabilità. (Tribuna Italiana.it/