INFORM - N. 180 - 1 ottobre 2009


INTERVENTI

Antonio Bruzzese (INCA Argentina): 1º ottobre, giornata internazionale degli anziani

 

BUENOS AIRES - Molte società antiche hanno avuto un particolare rispetto per gli anziani, considerati una guida per le generazioni future, e bisogna riconoscere che ciò non é stato sempre vero. Il nostro secolo è caratterizzato da una contraddizione molto forte: da una parte si cerca in tutti i modi di allungare la vita umana, d´altra parte, spesso, si considerano le persone anziane come un peso o un problema. In particolare si insiste sulla necessità di rivedere (in pratica di ridurre) i diritti pensionistici degli anziani, mettendo a volte a rischio la loro stessa sopravvivenza.

L´ONU ha ricordato non solo il dovere morale di aiutare le persone anziane, ma ha affermato la necessità di elaborare una vera e propria protezione giuridica degli anziani: la risoluzione numero 46 del 1991 ha steso una carta dei diritti degli anziani in 18 articoli, che fissano i principi essenziali da rispettare per la loro protezione. Tale iniziativa rientra in un vasto Piano internazionale sull´invecchiamento, che dovrebbe ispirare le politiche degli Stati di tutto il mondo.

I principi elaborati dall´ONU sono finalizzati ad assicurare i tipi di tutela da garantire alle persone anziane: indipendenza – partecipazione – cura – autorealizzazione – dignità.

L´indipendenza delle persone anziane richiede garanzie di cibo, acqua, dimora, vestiario, a prescindere dalla loro situazione economica. Essa può essere mantenuta anche favorendo possibilità di lavoro compatibili con l´età avanzata ed eventualmente accresciuta, con programmi di formazione. Un´attenzione particolare, dice la risoluzione 46 citata, deve essere accordata ad interventi ambientali, che eliminando o riducendo difficoltà quali barriere architettoniche o esposizione a rischi, combattano l´isolamento nel quale molti anziani vengono confinati. Occorre, in tale ottica, cercare di mantenere gli anziani nella propria casa e nel proprio ambiente il più a lungo possibile.

Una seconda linea di azione riguarda la partecipazione. Gli anziani devono avere la possibilità di partecipare attivamente all´elaborazione delle linee politiche e dalla realizzazione degli interventi che li riguardano. Tale partecipazione spesso avviene tramite il volontariato, che mette in evidenza la possibilità degli anziani di dare agli altri, piuttosto che essere “condannati” solo a ricevere.

Tutto questo é possibile assicurando agli anziani la cura, di cui hanno bisogno. Molti inconvenienti legati all´invecchiamento possono essere eliminati o ridotti ricorrendo alle varie possibilità messe a disposizione dalla scienza. Bisogna evitare in tutti i modi che gli anziani si trovino ad essere emarginati per il fatto di non potere accedere alle cure, che migliorerebbero la loro condizione psico-fisica. A volte tale esclusione avviene non tanto per la carenza di mezzi quanto per difficoltà organizzative. Servizi sociali efficienti e specializzati devono assicurare l´accesso a tutti i mezzi disponibili per alleviare le difficoltà degli anziani e favorire il loro effettivo inserimento sociale.

Tutte le politiche dirette ad aiutare gli anziani devono essere proposte e realizzate con la partecipazione degli stessi, secondo il principio dell´autorealizzazione. Molti piani falliscono in quanto non tengono conto né dei reali bisogni né delle aspettative degli anziani. La loro partecipazione ha un valore molto forte di autorealizzazione e favorisce il loro benessere psico-fisico.

In definitiva si può dire che il diritto degli anziani non consiste in tutele settoriali, ma é prima di tutto riconoscimento della loro dignità, in una stagione della vita, nella quale l´indebolimento fisico e l´uscita dal mercato del lavoro rappresentano un rischio di emarginazione a volte anche molto grave. I giornali riferiscono di persone morte, in aree metropolitane, nella solitudine e nell´oblio. A volte si scopre il loro decesso a distanza di mesi. La crisi socio-economica in corso rappresenta un ulteriore rischio. I Governi, per ridurre le spesse, possono avere la tentazione di “risparmiare” sulla spesa sociale.

In Italia, l´aumento del costo della vita registrato negli ultimi anni ha aggravato la situazione di molti  anziani. Se si tiene presente che la pensione INPS minima (poco più di 400 euro al mese) in una città italiana non basta neppure a comprare gli alimenti di base. E le altre esigenze?. Otto milioni di pensionati vivono in Italia in condizioni di povertà o di quasi povertà.

La situazione non é molto diversa in Argentina: il costo della vita continua a salire, mentre le pensioni risultano sempre più magre! É indispensabile che gli anziani si organizzino e si facciano sentire. C´è come una spirale infernale: più gli anziani sono deboli, meno si faranno sentire. Meno si faranno sentire, più saranno poveri. É indispensabile interrompere questo ciclo, con l´organizzazione e la partecipazione. (Antonio Bruzzese*-Inform)

* Presidente INCA Argentina


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