IMMIGRAZIONE
Rino Giuliani (Istituto Fernando Santi) sulla regolarizzazione
di assistenti familiari e colf
“Fallito l’obiettivo di
ROMA - Con la fine di settembre è terminata la
regolarizzazione di colf e assistenti familiari che, come altri lavoratori stranieri
a seguito della introduzione del “pacchetto sicurezza” erano a rischio
di reato di immigrazione clandestina.
Il “salvataggio”soltanto di alcune figure professionali
ritenute particolarmente utili è avvenuto con normative di non univoca lettura,
fonte di interpretazioni e di chiarimenti ministeriali altrettanto lacunosi.
La scarsa affluenza dei datori di lavoro presso le sedi
di presentazione delle domande di emersione del lavoro “domestico” è ormai
un dato incontrovertibile e si motiva da una molteplicità di preoccupazioni
sui rischi di conseguenze di natura penale o amministrativa per le violazioni
di norme relative all’impiego di lavoratori in nero e di quelle relative al
soggiorno nel territorio nazionale.
Si pensi anche alle conseguenze legate alle procedure
per la emersione dal lavoro nero ed alla messa in regola a regime, a quelle
riferibili all’entità dei contributi da pagare al momento dell’eventuale acquisizione
del permesso di soggiorno o a quelle legate alla soluzione abitativa per l’assistente
familiare o anche infine a quelle discendenti dall’obbligo di accettare domande
ma di un solo datore di lavoro e di richiedere al contempo un minimo di 20 ore
settimanali che però spesso sono lavorate presso diverse famiglie.
E’fallito l’obiettivo di
In questo quadro non sono ancora noti i dati definitivi
ufficiali relativi alle domande presentate - sembra 300.000 su 600.00 potenziali
presentatori- né si conosce l’entità degli accessi agli sportelli dei
patronati sindacali e delle diverse realtà del terzo settore per acquisire informazioni
e consulenze nel merito anche se i primi, informali, appaiono molto al di sotto
delle aspettative.
Alla fine del mese di settembre dalle ricevute
di ritorno delle sole domande fatte tramite i servizi della CGIL si evidenzierebbe
nelle diverse regioni, esempio il dato di: n.6600 domande in Lombardia,
n.4900 in Toscana e n.4900 in Emilia Romagna n.4900 .
Nel Lazio, quinta nella graduatoria per regioni degli
accessi fatti attraverso la citata organizzazione sindacale, si avrebbero, sempre
al 30 settembre, n.1555 domande. Di queste n.938 nella città di Roma e
n. 617 nel resto del Lazio. Nella città sarebbero state presentate : n 440 domande
nella zona centro, n.216 nella zona sud, n.156 nella zona ovest e n.116 nella
zona nord.
L’Istituto Fernando Santi con il suo Centro Servizi
Immigrati presente nel quartiere San Lorenzo, nel terzo Municipio di Roma,
ha dato consulenza gratuita per tutto il mese di settembre a circa 100
persone, collaborando alla formulazione ed all’invio di 24 domande di regolarizzazione.
(Rino Giuliani*/
*Vice presidente
dell’Istituto Fernando Santi