INFORM - N. 179 - 30 settembre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Incontro promosso dalla Federazione lucana di Melbourne

Marco Fedi (Pd): Le presenze regionali all’estero sono un patrimonio da valorizzare insieme

 

ROMA – “Contributo concorrente a formare il sistema Italia nel mondo”. E’ questo per Marco Fedi, deputato Pd eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, il compito delle Regioni italiane in un quadro di coordinamento tra Stato e Regioni.

Un contributo alla riflessione – anche in vista della Conferenza Stato-Regioni-PA-CGIE – che l’on. Fedi ha portato all’incontro sul tema promosso dalla Federazione lucana di Melbourne (Australia).

Per Fedi “le regioni italiane  dovrebbero essere sempre molto attente a gestire la propria presenza nel mondo nel complesso della presenza “italiana” nel mondo, senza ghettizzazioni o limitazioni e quindi riconoscendo ai propri corregionali all’estero piena titolarità a una cittadinanza fatta di lingua, cultura, rapporti commerciali e promozione del sistema Italia all’estero. In questo senso forse alcune comunità regionali all’estero hanno percepito qualche distanza dalle inziative tradizionali che svolgono alcune Regioni”. “Devo dire – ha precisato il deputato -  che in questi ultimi anni la presenza regionale italiana nel mondo sta facendo meglio e di più, senza perdere tuttavia la sua originalità anche nel modo di presentarsi all’estero: promuovendo, insieme, capacità produttiva, cultura, turismo”.

“Le forme migliori  - ha aggiunto Fedi - sono quelle che mettono radici, che si trasformano in iniziative importanti per la Regione, per l’Italia, per la comunità locale e per il Paese di residenza. Dalla formazione al turismo, dal commercio alla cultura, tutto assume un significato importante se avviene attraverso strumenti di collaborazione bilaterali e multilaterali, se avviene con il concorso di enti, istituti e gruppi locali, se avviene anche attraverso accordi con i Governi locali. Questa scelta è sempre più difficile da perseguire, è una strategia più complessa da realizzare, ma offre opportunità e risultati decisamente superiori e di lungo periodo invece di pochi, sporadici, momenti di incontro.

“In questi giorni – ha proseguito l’on. Fedi nel suo intervento – guardando alle proposte di chiusura di Consolati, dopo i tagli a scuola, cultura e assistenza, dopo l’esclusione dei residenti all’estero dai contributi per la ricostruzione in Abruzzo, dopo l’altra l’esclusione dall’esonero ICI, insieme alla totale disattenzione del Governo Berlusconi per gli italiani all’estero, è forte il rischio che gli italiani all’estero diventino invisibili. La loro ricchezza non è stata ancora compresa e tantomeno utilizzata. È un peccato che non si utilizzi il patrimonio di intelligenze e creatività presente tra gli italiani all’estero per arricchire Italia e Europa. Sbagliamo – ha avvertito Fedi - a non utilizzare la presenza italiana all’estero per rendere più efficace la rete di scambi commerciali, culturali, economici e nel campo scientifico-tecnologico. L’Italia appare oggi incapace di costruire un moderno percorso di accoglimento, integrazione e riconoscimento di diritti agli immigrati che arrivano regolarmente in Italia. L’esperienza di altri Paesi può essere utile. Le esperienze multiculturali e i processi di integrazione di altri Paesi possono essere utili. L’esperienza dell’emigraione italiana nel mondo è portatrice di questa ricchezza. Le Regioni italiane – ha concluso Fedi - hanno contributo a formarla e oggi possono anch’esse valorizzarla”. (Inform)

 

 


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