ITALIANI ALL’ESTERO
Incontro promosso dalla Federazione lucana di Melbourne
Marco Fedi (Pd): Le presenze regionali all’estero sono
un patrimonio da valorizzare insieme
ROMA – “Contributo concorrente a formare il sistema Italia
nel mondo”. E’ questo per Marco Fedi, deputato Pd eletto nella ripartizione
Africa, Asia, Oceania e Antartide, il compito delle Regioni italiane in un quadro
di coordinamento tra Stato e Regioni.
Un contributo alla riflessione – anche in vista della
Conferenza Stato-Regioni-PA-CGIE – che l’on. Fedi ha portato all’incontro sul
tema promosso dalla Federazione lucana di Melbourne (Australia).
Per Fedi “le regioni italiane dovrebbero essere
sempre molto attente a gestire la propria presenza nel mondo nel complesso della
presenza “italiana” nel mondo, senza ghettizzazioni o limitazioni e quindi riconoscendo
ai propri corregionali all’estero piena titolarità a una cittadinanza fatta
di lingua, cultura, rapporti commerciali e promozione del sistema Italia all’estero.
In questo senso forse alcune comunità regionali all’estero hanno percepito qualche
distanza dalle inziative tradizionali che svolgono alcune Regioni”. “Devo dire
– ha precisato il deputato - che in questi ultimi anni la presenza regionale
italiana nel mondo sta facendo meglio e di più, senza perdere tuttavia la sua
originalità anche nel modo di presentarsi all’estero: promuovendo, insieme,
capacità produttiva, cultura, turismo”.
“Le forme migliori - ha aggiunto Fedi - sono quelle
che mettono radici, che si trasformano in iniziative importanti per
“In questi giorni – ha proseguito l’on. Fedi nel suo
intervento – guardando alle proposte di chiusura di Consolati, dopo i tagli
a scuola, cultura e assistenza, dopo l’esclusione dei residenti all’estero dai
contributi per la ricostruzione in Abruzzo, dopo l’altra l’esclusione dall’esonero
ICI, insieme alla totale disattenzione del Governo Berlusconi per gli italiani
all’estero, è forte il rischio che gli italiani all’estero diventino invisibili.
La loro ricchezza non è stata ancora compresa e tantomeno utilizzata. È un peccato
che non si utilizzi il patrimonio di intelligenze e creatività presente tra
gli italiani all’estero per arricchire Italia e Europa. Sbagliamo – ha avvertito
Fedi - a non utilizzare la presenza italiana all’estero per rendere più efficace
la rete di scambi commerciali, culturali, economici e nel campo scientifico-tecnologico.
L’Italia appare oggi incapace di costruire un moderno percorso di accoglimento,
integrazione e riconoscimento di diritti agli immigrati che arrivano regolarmente
in Italia. L’esperienza di altri Paesi può essere utile. Le esperienze multiculturali
e i processi di integrazione di altri Paesi possono essere utili. L’esperienza
dell’emigraione italiana nel mondo è portatrice di questa ricchezza. Le Regioni
italiane – ha concluso Fedi - hanno contributo a formarla e oggi possono anch’esse
valorizzarla”. (