INTERVENTI
Marco Fedi (Pd): Questo scudo fiscale è molto più di
una “sanatoria”
ROMA - Il cosiddetto scudo fiscale riproposto in questa
legislatura da Tremonti diventa ora ancora più esteso, fino a coprire il falso
in bilancio. Molto più che una semplice sanatoria.
E avviene in fase di terza lettura del decreto anticrisi
– dopo i correttivi introdotti al Senato – e con il voto di fiducia.
Lo scudo fiscale è quel provvedimento, già sperimentato
dai precedenti governi Berlusconi, che permette a chi ha occultato capitali
all’estero in maniera illegale di rimpatriarli senza alcuna penalità pagando
soltanto una piccola tassa del 5% del capitale evaso. In altri termini, un condono
fiscale di proporzioni storiche, che tuttavia in passato non ha dato i frutti
sperati: a fronte di capitali recuperati, inferiori alle attese, si garantiscono
impunità e anonimato.
Tra i reati previsti, surrettiziamente, attraverso un
emendamento del Pdl neanche discusso in Commissione Giustizia, sono stati aggiunti
il falso in bilancio, le false fatturazioni e false comunicazioni sociali, le
di
Ricapitoliamo. Lo Stato vuole far rientrare dei capitali
evasi all’estero per far cassa. Per farlo chiede pochissimo (il 5%) e dà moltissimo
(l’impunità per reati gravi), finendo ora per ostacolare pesantemente il lavoro
degli inquirenti e delle forze dell’ordine. Tanto per guardarci intorno, negli
Stati Uniti, in Francia o in Germania per riportare i capitali in patria si
paga invece tra il 40 e il 50% e spesso non c’è neanche l’impunità.
Si è parlato di tanto di etica in economia dopo l’esplosione
della crisi finanziaria e di lotta dura ai paradisi fiscali. La politica economica
internazionale deve ancora creare le condizioni per il definitivo superamento
di queste gravissime condizioni di favore nei confronti dei “capitali” esportati
illegittimamente, ma a livello nazionale, certamente, avremmo potuto lavorare
meglio, insieme, maggioranza e opposizione, per fornire all’Europa e alla comunità
internazionale uno strumento normativo di tutto il Parlamento.
Nessuno può accusare l’opposizione di voler fare schermaglie
politiche. Qui si parla del rispetto delle regole minime di uno Stato civile.
Per questo ci batteremo in Parlamento contro questo scudo fiscale. (Marco Fedi*/Inform)
*Deputato Pd
eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide; segretario della
Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera