INFORM - N. 178 - 29 settembre 2009


AFGHANISTAN

Audizione a Montecitorio, presso le Commissioni Esteri di Camera e Senato

Frattini: Resta l’impegno, ma non a tempo indeterminato

“Parlare di exit-strategy è controproducente, innanzitutto per i nostri militari. Puntare ad una strategia di transizione”

 

ROMA – Resta l’impegno dell’Italia in Afghanistan, ma la missione non può essere a tempo indeterminato. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini nel corso di un’audizione alle Commissioni Esteri congiunte di Camera e Senato.

“I nostri alleati – ha affermato Frattini -  devono sapere che la volontà politica ampia del Parlamento rimane quella di voler contribuire all'impegno internazionale in Afghanistan, impegno che non può essere solo militare”.. “E' convinzione comune – ha aggiunto il ministro – che un impegno così grande come quello per l'Afghanistan abbia bisogno di un ampio sostegno da parte dei Governi, dei Parlamenti e delle società civili dei Paesi coinvolti. Questo vale anche per il nostro Paese”.

Per il titolare della Farnesina  “parlare di exit-strategy oggi è controproducente”, innanzitutto “per i nostri militari”, e la Comunità internazionale deve puntare piuttosto ad una “strategia di transizione”. Quella in Afghanistan, tuttavia, non può essere una missione “a tempo indeterminato”. La “precondizione” per un eventuale dialogo con alcune tribù di taleban è “l’accettazione senza se e senza ma della costituzione afghana e del rifiuto della violenza”, ha aggiunto il ministro, sottolineando quindi che “ciò preclude ogni possibile contatto con le tribù legate ad Al Qaeda”.

Frattini ha poi chiesto al Parlamento di non limitare le “risorse per la cooperazione civile per il 2010 in aree di crisi”, un aspetto particolare della missione italiana cui ora stanno guardando anche gli alleati nella ridefinizione della strategia in Afghanistan. L'Italia ritiene che si debba “mettere la popolazione civile al centro della nostra strategia”, ha sottolineato il ministro degli Esteri, osservando per “i bombardamenti a tappeto e le azioni indiscriminate sono il contrario di quello che si deve fare”. Quindi, bisogna puntare sulla costruzione di strade e scuole e “conquistare” così “il cuore e la fiducia degli afgani”.

Dopo aver ribadito che l'impegno dell'Occidente per il Paese asiatico non può essere solo militare, Frattini ha sottolineato che il Parlamento italiano non può dividersi sulla missione.

“Esprimo la mia gratitudine a tutte le forze parlamentari di maggioranza e opposizione che in questo Parlamento non hanno fatto mancare il loro sostegno alla missione in Afghanistan”. (Inform)

 

 


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