AFGHANISTAN
Audizione a Montecitorio, presso le Commissioni Esteri di Camera e Senato
Frattini: Resta l’impegno, ma non a tempo indeterminato
“Parlare di exit-strategy è controproducente, innanzitutto
per i nostri militari. Puntare ad una strategia di transizione”
ROMA – Resta l’impegno dell’Italia in Afghanistan, ma
la missione non può essere a tempo indeterminato. Lo ha detto il ministro degli
Esteri Franco Frattini nel corso di un’audizione alle Commissioni Esteri congiunte
di Camera e Senato.
“I nostri alleati – ha affermato Frattini - devono
sapere che la volontà politica ampia del Parlamento rimane quella di voler contribuire
all'impegno internazionale in Afghanistan, impegno che non può essere solo militare”..
“E' convinzione comune – ha aggiunto il ministro – che un impegno così grande
come quello per l'Afghanistan abbia bisogno di un ampio sostegno da parte dei
Governi, dei Parlamenti e delle società civili dei Paesi coinvolti. Questo vale
anche per il nostro Paese”.
Per il titolare della Farnesina “parlare di exit-strategy
oggi è controproducente”, innanzitutto “per i nostri militari”, e
Frattini ha poi chiesto al Parlamento di non limitare
le “risorse per la cooperazione civile per il
Dopo aver ribadito che l'impegno dell'Occidente per il
Paese asiatico non può essere solo militare, Frattini ha sottolineato che il
Parlamento italiano non può dividersi sulla missione.
“Esprimo la mia gratitudine a tutte le forze parlamentari
di maggioranza e opposizione che in questo Parlamento non hanno fatto mancare
il loro sostegno alla missione in Afghanistan”. (Inform)