INFORM - N. 177 - 28 settembre 2009


CHIESA ITALIANA

A Frascati il Convegno dei Direttori diocesani della Fondazione Migrantes

Una riflessione sul dialogo e l’accoglienza verso i protagonisti di ogni forma di mobilità umana: così si svela l’autentica natura della Chiesa

 

ROMA – Si è concluso nei giorni scorsi a Frascati il convegno biennale dei direttori diocesani della Fondazione Migrantes, intitolato “Nuovi cieli e nuova terra”, che ha coinvolto oltre 170 partecipanti – compresi religiose e laici – provenienti da tutte le Regioni d’Italia insieme a sacerdoti non italiani.

Un’occasione per riflettere sul tema dell’accoglienza nei confronti della sempre più complessa realtà migratoria “elemento chiave per una pastorale in grado di aiutare, nell’attuale contesto economico, sociale e religioso, chi cerca una vita migliore lontano della propria patria – come hanno evidenziato mons. Antonio Maria Vegliò e mons. Agostino Marchetto, rispettivamente presidente e segretario del Pontificio Consiglio dei Migranti e Itineranti, nel messaggio scritto per il Convegno.

“L’accoglienza di persone di diversa nazionalità, etnia e religione – essi hanno aggiunto – contribuisce altresì a rendere visibile l’autentica natura della Chiesa”.

“Sta cambiando il volto delle nostre Chiese, sta cambiando la realtà  della terra dove abitiamo e dove pascoliamo il gregge che il Buon Pastore ci ha affidato. Ma sta cambiando  in meglio o in peggio? Stiamo attendendo con le migrazioni una terra veramente nuova dove aumenta il buon grano o ci attendiamo un sovrappiù di sterpaglia? – ha domandato ai presenti, in apertura, mons. Piergiorgio Saviola, direttore generale della Migrantes. “La risposta non dipende da fattori ignoti – ha affermato mons. Saviola – ma dal nostro impegno pastorale, connotato da vera missionarietà. La nostra opera verso i migranti non deve limitarsi ad interventi di prima accoglienza ma deve stimolare le persone a divenire autonome, a camminare con le proprie gambe sino a poter programmare la propria vita non più in una terra straniera, ma in una terra nuova divenuta nuova patria”.

Il Convegno è proseguito con le relazioni di carattere biblico, teologico -pastorale e sociologico sul fatto migratorio ad opera di don Massimo Grilli della Pontificia Università Gregoriana, Sergio Lanza dell’Università Lateranense e p. Gomarasca dell’Università Cattolica di Milano. Ad esse si sono susseguiti i gruppi di studio sfociati in un rapporto di riflessioni e proposte presentato in aula.

Testimonianze sono state offerte per ciascuno dei 5 settori in cui si articola la Migrantes (Ufficio per la pastorale degli emigrati italiani; Ufficio per la pastorale degli immigrati esteri in Italia e dei profughi; Ufficio per la pastorale dei Rom e dei Sinti; Ufficio per la pastorale dei fieranti e dei circensi; Ufficio per la pastorale degli addetti alla navigazione marittima ed aerea), a cui è seguita una tavola rotonda nella quale i direttori dei cinque uffici hanno presentato quanto di maggiore attualità e urgenza si rileva nel loro specifico settore. Interventi anche da parte di altri membri della Cei come mons. Vittorio Nozza (Caritas italiana), mons. Gianni A. Cesena (Cooperazione missionaria tra le Chiese), mons. Sergio Nicolli (Pastorale familiare), don Guido Benzi (Ufficio Catechistico), don Nicolò Anselmi (Pastorale giovanile).

Al termine del convegno il nuovo presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni e presidente della Fondazione Migrantes, mons. Bruno Schettino vescovo di Capua, ha svolto una “lectio divina”, e presieduto l’Eucaristia con una riflessioni sul Vangelo del giorno e sulle situazioni cruciali che si vivono e si soffrono oggi nel mondo delle migrazioni.

Infine mons. Saviola ha giudicato positivamente i risultati dell’incontro, mettendo in risalto come tutti i settori facenti parte della Migrantes “che riassume in sé ogni forma di mobilità umana” debbano essere “tenuti in pari dignità, oggetto della nostra catechesi e preghiera comunitaria, del nostro impegno educativo con i nostri fedeli”.

Egli ha quindi rivolto ai presenti l’invito di “far oggetto di ulteriore riflessione e interiorizzazione i tanti messaggi ricevuti dal convegno e farsene banditori con paziente opera di illuminazione, di stimolo e di proposta verso altre realtà diocesane, a partire dalle parrocchie”. (V.P.-Inform)


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