IMMIGRAZIONE
Ricerca del Centro Studi Medì e Università
di Genova commissionata dalla Regione
“La scuola plurale in Liguria” : stranieri
a scuola, la convivenza non è un problema, la mediazione culturale è fondamentale
Costa: “In tre anni finanziati dalla Regione
600 mila euro”
GENOVA – Secondo l'opinione dei docenti in Liguria, gli alunni marocchini e cinesi hanno maggiori difficoltà di apprendimento linguistico di albanesi ed ecuadoriani, mentre proprio i cinesi sanno adattarsi meglio e più in fretta ai codici culturali e di comportamento italiani; nella relazione con i compagni italiani, sono ancora gli ecuadoriani e gli albanesi ad avere meno difficoltà, mentre per cinesi e marocchini il rapporto risulta più complicato. E, ancora, gli alunni stranieri non scelgono di frequentare un liceo perché vogliono andare a lavorare prima possibile e perché la situazione economica familiare non lo permette.
Sono questi alcuni dati che emergono dalla ricerca condotta dal Centro Studi Medì in collaborazione con l'Università di Genova su commissione della Regione Liguria per indagare la situazione della didattica agli stranieri e della mediazione culturale nelle scuole medie della Liguria. L'indagine, pubblicata in un libro intitolato “La scuola plurale in Liguria” (ed. Il Melangolo), è stata presentata in Regione dal vicepresidente della giunta Massimiliano Costa, dal direttore del Centro Studi Medì Andrea T. Torre, dalla professoressa Luisa Ribolzi, Emanuela Abbatecola e Francesca Lagomarsino dell'Università di Genova.
La ricerca, sviluppata sull'analisi di 277 questionari rivolti ad altrettanti insegnanti delle scuole medie inferiori e attraverso una serie di interviste in profondità con insegnanti e mediatori culturali, intende offrire un quadro della situazione degli alunni stranieri e dei servizi di mediazione culturale nelle scuole della Liguria.
Dai questionari emerge prima di tutto che la convivenza a scuola è meno problematica - e anzi più facile - di quello che viene rappresentato quotidianamente dai mezzi di comunicazione, segno che la scuola resta sempre un luogo di inclusione per gli stranieri.
Tuttavia, dalle interviste con gli insegnanti, risulta chiaro che le risorse - in termini economici e di tempo - che vengono destinate alla mediazione culturale restano esigue, per cui i mediatori culturali, laddove esistono, vengono utilizzati "a spot" e in maniera discontinua, senza garantire un servizio stabile alle famiglie e al corpo docente. Restano quindi figure ibride, che faticano a definire un profilo professionale anche perché scarsamente utilizzate e finanziate nella maggior parte dei casi dagli Enti locali piuttosto che dalle Istituzioni scolastiche.
Il
panorama della mediazione culturale, a livello regionale, è piuttosto variegato:
nei capoluoghi di provincia il servizio è più diffuso che nel resto del territorio
e a Genova e
In
base ai dati del Siddif - Sistema informativo per il diritto e dovere all'istruzione
e alla formazione riferiti all'anno scolastico 2008-
“In tre anni come Regione abbiamo finanziato con 600.000 euro progetti di mediazione culturale e interventi a favore di alunni stranieri in tutte le scuole della Liguria”, ha detto il vice presidente della Liguria Costa nel corso della presentazione della ricerca. “Attraverso la legge sul diritto allo studio - ha spiegato Costa - abbiamo finanziato circa 15 progetti all'anno realizzati nelle scuole elementari, medie e superiori sul tema dell'accoglienza e dell'integrazione degli stranieri per contrastare anche il fenomeno dell'abbandono”.
Il
vice presidente ha anche reso noto che dall'anno scorso