INFORM - N. 176 - 25 settembre 2009
DAL SILENZIO ALLA MUSICA
Con
il Coro della Portella
Il 27 settembre
a Palazzo Barberini l’ultimo concerto della rassegna di Radio3 Rai per l’Abruzzo
L’AQUILA – Si conclude il 27 settembre con
un concerto del Coro della Portella la rassegna “Dal Silenzio alla Musica”,
otto eventi di grande levatura che Radio3 Rai manda in diretta in tutta Europa,
finora arrisa da grande successo di pubblico. Il terremoto che ha colpito L'Aquila
e l'Abruzzo nell'aprile scorso non soltanto lascia dietro di sé ferite profonde,
ma ipoteca anche il futuro di quei luoghi imponendo loro il peso della precarietà
e dell'incertezza, dissolvendo le basi sulle quali si edificano le attività
di tutti i giorni. Fra queste, a L'Aquila e in Abruzzo, un ruolo importante
spetta alla musica, valorizzata negli ultimi tre decenni dalla crescita di gruppi,
orchestre, solisti che hanno acquisito rinomanza anche internazionale. Sono
state decisive l'integrazione fra riscoperta e restauro di borghi storici, bellissimi,
l'attività di ricerca compiuta verso la produzione musicale antica dei musicisti
abruzzesi, il sostegno allo sviluppo di formazioni musicali nate in quei luoghi,
la sintesi fra diverse forme di musica e, al tempo stesso, la capacità di affermarsi
su palcoscenici lontani dai luoghi d'origine. Si è configurato in questo senso
un "modello abruzzese", e aquilano in particolare, a cui tocca ora
il compito impervio di resistere e di progredire ulteriormente.
La serie di concerti che Radio3 ha prodotto
nel mese di settembre in collaborazione con la Soprintendenza Speciale
per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale
della città di Roma, con il Museo di Palazzo Venezia e con la Galleria Nazionale
d'arte Antica in Palazzo Barberini, ha inteso condividere la volontà di rilancio
della musica in Abruzzo chiamando a raccolta alcuni suoi interpreti d'eccellenza.
Il cartellone proposto rappresenta in maniera fedele la varietà e la qualità
dei contributi venuti negli ultimi anni dalla terra abruzzese, ma sopra tutto
dall’Aquila e dai suoi dintorni. Solisti di fama internazionale, come il violoncellista
Luigi Piovano e il pianista Carlo Grante; orchestre dedite alla ricerca in ambito
moderno e contemporaneo, come l'Officina Musicale diretta da Orazio Tuccella,
o impegnate nell'esplorazione di un repertorio di raro accesso, come I Solisti
Aquilani, per l'occasione impegnati in un programma di autori novecenteschi;
una formazione come l'Ensemble Barocco "Benedetto Marcello"
che punta alla riscoperta dei compositori italiani dell'epoca; un gruppo che
si concentra sull'età medioevale e rinascimentale, cercando anche di ricostruire
le tracce dei compositori abruzzesi del tempo, come Aquila Altera, o un insieme
vocale e strumentale come quello diretto da Andrea De Carlo, nato all'interno
del Conservatorio “Alfredo Casella” dell’Aquila, con un programma dedicato
alla musica di Marco Marazzoli, prolifico autore di musica sacra e profana di
un Seicento italiano ancora oggi poco conosciuto. Infine il Coro della Portella,
che rinnova la tradizione del canto popolare e di montagna anche attraverso
armonizzazioni firmate da importanti compositori. Questo l’insieme
degli interpreti proposti in cartellone assai interessante e variegato.
Ora
qualche cenno sui pregevoli contesti architettonici dove la rassegna musicale
è ospitata. Palazzo Venezia fu costruito nella seconda metà del Quattrocento
su commissione del cardinale veneziano Pietro Barbo, poi diventato papa con
il nome di Paolo II. La paternità del progetto del palazzo, che rappresenta
uno dei primi e più importanti edifici civili della Roma rinascimentale, è incerta.
Secondo alcuni è da riferire a Leon Battista Alberti, per altri a Giuliano da
Maiano, che sicuramente ne scolpì il portone principale. Più di recente viene
dalla critica largamente accettata l’attribuzione a Francesco del Borgo, già
attivo a Roma come architetto della corte papale con il pontefice che precedette
Paolo II. In periodi successivi il palazzo fu utilizzato, oltre che come residenza
papale, quale ambasciata della Repubblica di Venezia. Da qui il nome. Nel 1797
passò in proprietà all’Austria che ne fece sede della propria ambasciata. Dal
1916 divenne proprietà dello Stato italiano. Durante gli anni del fascismo Mussolini
pose nel palazzo il proprio quartier generale e la sala del mappamondo restò
permanentemente con le luci accese per dare l’idea che il dittatore vegliasse
anche di notte sulle sorti della Patria. Dal famoso balcone il Duce arringava
la folla che accalcava Piazza Venezia nelle occasioni più importanti, come nel
1940, quando pronunciò la dichiarazione
di guerra alla Francia e al Regno Unito, decretando lo sciagurato ingresso dell’Italia
nel secondo conflitto mondiale. Palazzo Venezia ospita ora il Museo Nazionale omonimo, che tra
le altre opere custodisce sculture in terracotta di Gianlorenzo Bernini e la Biblioteca di Archeologia
e Storia dell’arte, punto di riferimento a livello mondiale per gli studi delle
due discipline.
Palazzo
Barberini fu costruito nella prima metà del Seicento ampliando nelle forme del
primo barocco il precedente edificio della famiglia Sforza, creando una struttura
caratterizzata da uno spettacolare atrio a ninfeo, diaframma fra il loggiato
d'ingresso e il giardino sviluppato sul retro. Autore del progetto è l'anziano
Carlo Maderno, coadiuvato da Francesco Borromini. Dopo la morte di Maderno il
cantiere nel 1629 passa sotto la direzione di Bernini, sempre con la collaborazione
di Francesco Borromini, cui si devono numerosi particolari costruttivi e decorativi,
come l'elegante scala elicoidale nell'ala ovest del palazzo con la quale dialoga
lo scalone d'onore berniniano, a pianta quadrata, nell'ala est. Il grande salone
al piano nobile venne decorato nel periodo 1633-‘39 dal pittore Pietro da Cortona
con un affresco raffigurante “Il trionfo della Divina Provvidenza”. Si
tratta d’una vera e propria visione simbolica di grande effetto evocante il
buon governo della famiglia Barberini, rappresentato attraverso scene di storia
romana, figure mitologiche, allegorie, dal significato complesso ma di seduttiva
bellezza. L’affresco, che per la prima volta non ricorre alla ripartizione dello
spazio, si sovrappone alla volta architettonica, inglobandola in un contesto
fortemente illusionistico che apre al linguaggio barocco. Allo stesso artista
e ai suoi aiutanti si devono anche alcuni affreschi nella cappella. Nel secondo
dopoguerra il palazzo venne acquisito dallo Stato. L'11 gennaio 1947, a seguito della scissione dal PSI dell'ala
riformista, Giuseppe Saragat - a quel tempo presidente dell’Assemblea Costituente
- nei saloni di Palazzo Barberini fece nascere il Partito Socialista Democratico
Italiano, come ricorda una targa posta sulla facciata principale, evento che
contribuì a cambiare radicalmente la politica nell’Italia repubblicana. Il palazzo,
dopo anni di coabitazione fra Galleria d'Arte Antica e Circolo delle Forze Armate,
è stato recentemente assegnato completamente alla funzione museale.
Dunque il Museo
Nazionale di Palazzo Venezia e la Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini
ospitano il pregevole Settembre musicale realizzato da Radio3 Rai, che nel 2009
è significativamente dedicato all'Abruzzo, per non dimenticare la tragedia del
terremoto. Gli otto concerti nei quattro fine settimana (sabato e domenica)
del mese di settembre, a mezzogiorno: il 5, 6, 12 e 13 nel Giardino di Paolo
II e nella maestosa Sala Regia di Palazzo Venezia, mentre il 19, 20, 26 e 27
nello splendido Salone di Pietro da Cortona a Palazzo Barberini. Le esecuzioni,
condotte da accreditati musicisti abruzzesi di notorietà internazionale, sono
tutte trasmesse in diretta sulle frequenze di Radio3 e all’estero sul circuito
di Euroradio. Nella rassegna due solisti di grande fama: il violoncellista Luigi
Piovano, che il 6 settembre ha accostato musiche contemporanee a quelle di Bach,
mentre il pianista Carlo Grante, nel suo concerto del 26 settembre, interpreta
brani di Scarlatti e Schumann. Protagonisti della rassegna, come si è detto,
anche alcuni rinomati ensemble: l'Aquila Altera, nel concerto tenuto il 5 settembre,
ha ripercorso un repertorio abruzzese medievale e rinascimentale; l'Officina
Musicale, il 12 settembre, ha alternato musiche della tradizione klezmer a brani
di Schulhoff e Karel; Mare Nostrum, il 13 settembre, ha proposto un concerto
dedicato alla figura del compositore Marco Marazzoli, cantore della cappella
papale al tempo di Urbano VIII Barberini (1623-44); l'Ensemble Barocco "Benedetto Marcello", il 19 scorso,
ha fatto rivivere grandi autori del Seicento, quali Albinoni, Corelli, Mascitti,
Sammartini; I Solisti Aquilani, diretti da Vincenzo Mariozzi, il 20 settembre
hanno offerto un omaggio all’Aquila attraverso brani del Novecento di Nino Rota,
Stravinskij e Šostakovic. L’onore di chiudere i Concerti di Radio3, con l’ultimo
appuntamento domenica 27 settembre, spetterà al Coro della Portella, in più
occasioni ospite del programma radiofonico Rai, la più recente con un concerto
al Quirinale. Il Coro della Portella, prestigioso ensemble vocale maschile diretto
da Vincenzo Vivio, è costituito da trenta voci e da quasi un trentennio interpreta
canti popolari italiani di montagna.
Il gruppo si è formato nel 1982 a Paganica per iniziativa
di una trentina di cantori uniti dalla comune passione per il canto di montagna,
sotto la guida di Vincenzo Vivio, architetto e docente di storia dell’arte,
musicista autodidatta, che già aveva costituito e diretto, egli ufficiale di
complemento, il coro della Scuola Alpina di Aosta, poi il coro del Battaglione
Alpini “L’Aquila. Nel corso della
sua attività il Coro della Portella ha raccolto crescenti consensi di pubblico
e di critica, affermandosi come uno dei migliori complessi maschili italiani
di canto alpino e regionale. La ricerca, lo studio e la diffusione del canto
popolare italiano, abruzzese in particolare, costituiscono il campo prevalente
d’interesse del complesso vocale, che si avvale della collaborazione di insigni
musicisti e compositori. Va inoltre annotato il valore culturale della ricerca
che il Coro da anni conduce nel recupero di canti popolari tramandati dalla
tradizione orale, i quali andrebbero dispersi se non fossero trascritti ed armonizzati,
come esso ha fatto salvando melodie antiche di secoli. Il Coro della Portella
si è distinto per l’organizzazione di numerose rassegne musicali nazionali,
tendenti a favorire l’incontro tra la migliore coralità italiana. Ha inciso
tre cd e pubblicato, nel 2005,
il volume "Belle Rose",
raccolta di canti popolari italiani armonizzati dal famoso compositore Teo Usuelli,
recentemente scomparso, peraltro scelto dal regista Marco Ferreri per le musiche
di molti suoi film. Alcune centinaia di concerti in Italia, numerose presenze
in rassegne corali di rilievo, tournées e successi in Canada, Stati Uniti, Austria,
Svizzera, Germania e Polonia, questo nel curriculum del Coro. Infine una notazione
sulla Portella, che è un monte ed un valico del Gran Sasso d’Italia. Vuole indicare
una meta da raggiungere, ma anche un tramite fra popoli diversi. E questo è
sempre stato lo spirito che da sempre anima il rinomato coro aquilano.
Prima dell'inizio
d’ogni concerto visite guidate gratuite, condotte da storici dell'arte, ai musei
e alle relative collezioni. Il programma è stato completamente finanziato dalla
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico
e per il Polo Museale della città di Roma. Davvero un’iniziativa di forte valore
culturale ed un nobile gesto di solidarietà verso L’Aquila gravemente ferita
dal sisma del 6 aprile scorso, un omaggio verso una città dalle grandi tradizioni
nel campo della produzione musicale e corale, sede di prestigiose istituzioni,
che vanta Arthur Rubinstein, Goffredo Petrassi ed Ennio Morricone tra i suoi
cittadini onorari. (Goffredo Palmerini-Inform)
gopalmer@hotmail.com
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