INFORM - N. 176 - 25 settembre 2009


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

E’ uscito “Mcl Belgio Flash” n. 26 del Movimento Cristiano Lavoratori Belgio

L’editoriale di Epifanio Guarneri: “Uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo”

 

BRUXELLES - Ricco di articoli e notizie il numero 26 di “Mcl Belgio Flash”, bollettino trimestrale (luglio, agosto, settembre) del Movimento Cristiano Lavoratori  Belgio. Diretto da Epifanio Guarneri

Questi i principali articoli: Editoriale – Uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo; Sintesi dell’Enciclica Caritas in veritate; Belgo-Marocchini. Una ricerca della Fondazione Roi Baudouin; Eventi culturali: Magia per una notte: Rivive la Toscana tra il Medio Evo ed il Rinascimento; Belgio: Un migliaio di adolescenti incinte ogni anno in Belgio; Il potere d'acquisto dei poveri diminuisce; La disoccupazione continua la sua progressione in tutto il Paese: aumento del 10,8% in un anno; Identità  che  premiano; Politiche europee per l’immigrazione: Prevale la linea della “Fortezza Europa”; Expo Italia: Bruxelles 15-18 ottobre. Parco delle esposizioni dell’Heysel; Consolato d’Italia di Bruxelles: prenotazioni online, appuntamenti del cinema italiano; Il polacco Buzek è il nuovo presidente dell’Europarlamento; Gli europarlamentari avranno tutti la stessa indennità; Barroso rieletto presidente della Commissione europea; La Commissione europea lancia consultazione pubblica sulle opportu­nità di mobilità per i giovani; Concorso “Raccontare l'Europa”; Mcl: Seminario nazionale di studi e formazione di Senigallia

15.- 150° anniversario dell’unità d’Italia; Patronato SIAS; «DONNE MCL BELGIO»: Corso d’informatica e Internet.

Qui di seguito l’editoriale del direttore.

“La recessione è ormai alle spalle, ma l'uscita dalla crisi sarà lenta e lunga”. “Nessuno può ragionevolmente sapere quando la crisi esaurirà tutti i suoi effetti, e soprattutto quando si manifesterà una ripresa”. « Risanare i deficit di bilancio e recuperare il controllo del debito pubblico”. “Nuove regole per i bonus dei trader”. ecc. ecc. ecc. Questo è il genere di titoli che ogni giorno possiamo leggere sui giornali a proposito della crisi che da un anno a questa parte ha travolto il sistema bancario internazionale e con esso l’economia mondiale.

Le analisi, le previsioni, le proposte di organismi nazionali e internazionali non mancano e si susseguono a ritmo serrato e sovente in ordine più o meno concertato attraverso i cosiddetti G 8 o G 20. Tutto ciò fa pensare al contadino che, svegliandosi, la prima cosa che fa è di affacciarsi all’uscio di casa per scrutare il cielo e tirare a indovinare il tempo che farà. Insomma per l’uscita dalla grave crisi economica e finanziaria non sembra che si stiano mettendo in campo ricette nuove e che si vada a lume di naso. Sembra fino adesso emergere semplicemente la volontà di rafforzare le norme etiche nell’economia di mercato, come ad esempio il bonus-malus per i trader, secondo la proposta avanzata di recente dal Presidente francese Sarkozy di concerto con la Cancelliere tedesca Angela Merkel in vista del G 20 di Pittsburgh, in Pennsylvania, del 24 e 25 settembre. Sembrerebbe che moralizzando in qualche modo il sistema bancario da cui è partita la crisi, tutto dovrebbe rientrare nell’ordine.

Ora la crisi con cui siamo confrontati è di una tale ampiezza da mettere in discussione il nostro sistema di sviluppo fondato sulla crescita costante e continua della produzione e dei consumi. Dobbiamo finalmente chiederci se Il consumismo, ossia l’ideologia che mira a moltiplicare artificiosamente i bisogni umani per accrescere la vendita dei manufatti prodotti, può continuare ad essere considerato la base del progresso umano. Insomma la produzione di beni e il loro consumo possono essere veramente il fine ultimo dell’esistenza umana ? L’avere può continuare a prevalere sull’essere, per usare la terminologia del famoso saggio di Erich Fromm?

La crisi attuale può avere degli effetti positivi se sapremo interrogarci sul senso da attribuire all’economia, al denaro, ai consumi e se, a partire da tale riflessione, sapremo fondare l’esistenza umana in un mondo globalizzato su pilastri diversi dalla produzione e dal consumismo.

In questo senso la crisi che ci sta davanti è antropologica, come ci insegna Papa Benedetto XVI nell’enciclica “Caritas in veritate”: “Il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l’uomo, la persona, nella sua integrità”. Inoltre, ”La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficoltà del momento presente”. (Epifanio Guarneri-Mcl Belgio Flash/Inform)


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