INFORM - N. 176 - 25 settembre 2009


MOSTRE

A Palazzo Vecchio di San Gemini mostra personale di Bruno Caruso

L’iniziativa è promossa nell’ambito della 36.ma edizione della Giostra dell’Arme

 

ROMA - In occasione della 36.ma edizione della Giostra dell’Arme, due settimane durante le quali San Gemini, splendido borgo medievale situato nella Provincia di Terni, sulle pietre sconnesse dell’antica via Flaminia, festeggia ogni anno il proprio Santo patrono con una serie di eventi e manifestazioni, la splendida Sala dei Priori di Palazzo Vecchio ospiterà da sabato 26 settembre a domenica 11 ottobre, una mostra personale di Bruno Caruso, a cura e con saggio critico di Alessandro Masi.

L’esposizione - realizzata con l’adesione del Presidente della Repubblica, con il patrocinio, tra gli altri, del ministero per i Beni e le Attività culturali, dell’Ente Giostra dell’Arme e della Società Dante Alighieri - sarà inaugurata sabato 26 settembre alle ore 18.30.

La mostra presenterà ai visitatori 20 dipinti a olio e 10 tra disegni e incisioni di Bruno Caruso (Palermo 1927), uno degli artisti più rappresentativi della seconda metà del Novecento, viaggiatore, intellettuale, uomo di grande impegno civile, battaglie etiche e sociali, capace di illustrare i temi della civiltà contadina e industriale con la stessa eleganza con cui ha saputo affrontare i temi della storia e della letteratura.

La sua prima mostra personale si tiene nella città natale e rivela la viva impressione suscitata dalle distruzioni degli eventi bellici, manifestando con il trascorrere del tempo una sempre maggiore esigenza di un costante impegno civile su vari fronti. Lavora per lunghi periodi al manicomio di Palermo e realizza una serie di disegni - circa 200 - che costituiscono un documento sconvolgente sulla condizione degli ospedali psichiatrici. Insignito della laurea honoris causa in Lettere e Filosofia, Bruno Caruso è accademico di San Luca, ha ricevuto il premio “Rocco Chinnici” per la lotta alla mafia e dal presidente della Repubblica la medaglia d’oro quale benemerito della cultura. Nel 2003 gli è stato assegnato dalla Regione Sicilia il premio Archimede riservato ai siciliani più illustri del mondo.

“Quando vedo un quadro di Bruno Caruso - scrive Alessandro Masi segretario generale della Dante Alighieri -  non posso fare a meno di immaginare quale sia la mia identità, la Heimat a cui appartengo, la mia zolla di storia, la mia provenienza, dal momento che attraverso i suoi quadri e i suoi disegni colorati, mi sento rivivere ora dentro una scheggia di marmo antico, sia esso porfido rosso imperiale, verde di Tessaglia o giallo di Numidia; oppure se i miei pensieri si siano impigliati nella complessità della vita come i rami e le radici dei suoi leggendari “ficus” che affondano nella prolifica terra di Sicilia. Lascio a tutti gli altri immaginare cosa significhi riflettersi negli occhi degli uomini e delle donne malate, ritratti nella lunga galleria del ciclo del “manicomio” di Palermo eseguiti dal 1953 al 1958. In ogni caso la sua pittura non dorme, ma fa riflettere”. (Inform)


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