NAZIONI UNITE
No dell’Onu agli arsenali nucleari. Frattini,
è un grande giorno
NEW YORK - "E' un grande giorno per l'Onu e per il Consiglio di sicurezza". Con queste parole il ministro degli Esteri Franco Frattini ha commentato l'approvazione all’unanimità da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite della risoluzione sulla non proliferazione e sul disarmo proposta dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
Frattini ha sottolineato come l'Italia - che non ha partecipato al dibattito, in quanto momentaneamente fuori dal Consiglio di Sicurezza – abbia fornito il proprio contributo con un documento inviato al presidente degli Stati Uniti che ricalca le conclusioni del summit dell'Aquila su “un mondo senza armi nucleari”. Frattini ha osservato ancora come la risoluzione sia stata approvata "per consenso" dai Quindici: "Quando l'Italia parlava della Russia come un partner strategico aveva ragione".
La risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu indica come obiettivo un pianeta senza armi nucleari e chiede ai Paesi firmatari del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) di mantenere il loro impegno a non sviluppare armi atomiche.
Secondo il presidente americano, che per la prima volta presiedeva una riunione del Consiglio di sicurezza, la risoluzione è “la nostra sfida”: i prossimi mesi saranno cruciali per prevenire un incubo nucleare in stile guerra fredda.
Il Trattato di non proliferazione nucleare, in vigore nel marzo 1970, si basa sul riconoscimento del fatto che - nel momento in cui veniva discusso, nella seconda metà degli anni Sessanta - esistevano cinque potenze nucleari, Usa, Urss, Gran Bretagna, Francia e Cina.
India e Pakistan
non hanno firmato il Trattato di non proliferazione nucleare: i due Paesi da
anni possiedono testate nucleari.
Hanno ufficialmente
rinunciato all'arma nucleare e smantellato gli impianti per produrla Argentina,
Brasile, Algeria, Romania, Sudafrica, Libia e tre repubbliche ex sovietiche,
Ucraina, Bielorussia e Khazakhstan. (