INFORM - N. 174 - 23 settembre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Attestati di solidarietà al membro del Comites Di Buenos Aires Dario Signorini

I commenti del deputato Porta (Pd), del coordinatore dell’Intercomites Argentina Paglialunga, del coordinatore del Maie di Buenos Aires Benito Scaramelli  e dei consiglieri Cgie Romanello, Pinto e Gazzola

 

BUENOS AIRES- Secondo quanto riportato dal giornale L’Eco D’Italia” nel corso di una riunione del Comites di Buenos Aires, il vice presidente del Comitato Antonio Turtora si sarebbe rivolto al membro cooptato del Comites di Buenos Aires, Dario Signorini sottolineando come quest’ultimo non possa considerarsi italiano in quanto non nato in Argentina. Su questa vicenda, dove il condizionale è d’obbligo, si moltiplicano in queste ore gli interventi di eletti all’estero, consiglieri del Cgie e membri di Comites. “Voglio sperare – ha scritto  il vice Presidente del Comitato della Camera sugli Italiani all’Estero Fabio Porta dopo aver espresso piena solidarietà al consigliere Signorini  - che si tratti di un episodio isolato e che Turtora, al quale sarebbe stata attribuita tale affermazione, possa presto chiarire o correggere il proprio pensiero e le proprie dichiarazioni riportate dai mezzi di informazione.”

“Esprimo  la mia più ampia solidarietà a Dario Signorini – ha commentato il consigliere del Cgie Marcelo Romanello (Argentina) che si è detto sconcertato per l’accaduto - e a tutti gli italiani jure sanguinis”. Dello stesso tenore anche l’intervento del consigliere del Cgie Gerardo Pinto (Argentina) che ha chiesto a Turtora di chiarire pubblicamente la situazione che sicuramente non favorisce l’unione della collettività italiana in Argentina. Mariano Gazzola (CGIE – Argentina) ha invece sottolineato come “non si possa disconoscere l’italianità di Dario Signorini”.

Preoccupazione e sorpresa per quanto riportato dalla stampa è stata espressa anche da Juan Carlos Paglialunga, presidente dell’Intercomites Argentina e Coordinatore Maie di Bahia Blanca, che ha evidenziato come in Argentina, un paese che da nord a sud è popolato da una delle maggiori collettività di Italiani all’estero, non vi sia posto per questi episodi.

“Il fatto che Signorini sia italiano di nascita o jure sanguinis – scrive il coordinatore del Maie di Buenos Aires Benito Scaramelli  - non mette in dubbio i suoi meriti di italianità”. (Inform)

 

 


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