ITALIANI ALL’ESTERO
Attestati di solidarietà al membro del Comites Di Buenos
Aires Dario Signorini
I commenti del deputato Porta (Pd), del coordinatore
dell’Intercomites Argentina Paglialunga, del coordinatore del Maie di Buenos
Aires Benito Scaramelli e dei consiglieri Cgie Romanello, Pinto e Gazzola
BUENOS AIRES- Secondo quanto riportato dal giornale L’Eco
D’Italia” nel corso di una riunione del Comites di Buenos Aires, il vice presidente
del Comitato Antonio Turtora si sarebbe rivolto al membro cooptato del Comites
di Buenos Aires, Dario Signorini sottolineando come quest’ultimo non possa considerarsi
italiano in quanto non nato in Argentina. Su questa vicenda, dove il condizionale
è d’obbligo, si moltiplicano in queste ore gli interventi di eletti all’estero,
consiglieri del Cgie e membri di Comites. “Voglio sperare – ha scritto il
vice Presidente del Comitato della Camera sugli Italiani all’Estero Fabio Porta
dopo aver espresso piena solidarietà al consigliere Signorini - che si
tratti di un episodio isolato e che Turtora, al quale sarebbe stata attribuita
tale affermazione, possa presto chiarire o correggere il proprio pensiero e
le proprie di
“Esprimo la mia più ampia solidarietà a Dario
Signorini – ha commentato il consigliere del Cgie Marcelo Romanello (Argentina)
che si è detto sconcertato per l’accaduto - e a tutti gli italiani jure sanguinis”.
Dello stesso tenore anche l’intervento del consigliere del Cgie Gerardo Pinto
(Argentina) che ha chiesto a Turtora di chiarire pubblicamente la situazione
che sicuramente non favorisce l’unione della collettività italiana in Argentina.
Mariano Gazzola (CGIE – Argentina) ha invece sottolineato come “non si possa
disconoscere l’italianità di Dario Signorini”.
Preoccupazione e sorpresa per quanto riportato dalla
stampa è stata espressa anche da Juan Carlos Paglialunga, presidente dell’Intercomites
Argentina e Coordinatore Maie di Bahia Blanca, che ha evidenziato come in Argentina,
un paese che da nord a sud è popolato da una delle maggiori collettività di
Italiani all’estero, non vi sia posto per questi episodi.
“Il fatto che Signorini sia italiano di nascita o jure
sanguinis – scrive il coordinatore del Maie di Buenos Aires Benito Scaramelli
- non mette in dubbio i suoi meriti di italianità”. (