VERTICE ONU
SUL CLIMA
Si cerca un cambio di marcia. Ban Ki-moon denuncia la
lentezza dei negoziati
ROMA - “Negoziati più lenti della velocità di scioglimento
dei ghiacciai”. Il vertice sul clima all’ONU è stato aperto da un accorato appello
del Segretario Generale Ban Ki-moon, secondo cui “abbiamo dieci anni per evitare
gli scenari peggiori”. Anche il Presidente USA Barack Obama ha ammonito che
il “tempo stringe” e che “bisogna agire subito per evitare una catastrofe irreversibile”.
Le tamatiche ambientali in vista del vertice di Copenaghen è uno dei temi dell’intervento,
oggi mercoledì 23, del Premier italiano, Silvio Berlusconi all’Assemblea Onu.
Il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha proposto un
vertice a novembre delle maggiori economie per dare una spinta alla fase finale
della Conferenza di Copenaghen a dicembre, dalla quale dovrà nascere la prossima
intesa globale, successiva al protocollo di Kyoto.
Al vertice si sono registrati passi avanti di Cina e
Giappone. Il Presidente cinese Hu Jintao si è impegnato a ridurre le emissioni
di anidride carbonica “in misura notevole” entro il 2020, con un calcolo agganciato
alla unità di prodotto nazionale lordo. Un impegno in sintonia con la convinzione
della Cina che “i Paesi in via di sviluppo hanno responsabilità diverse dai
paesi sviluppati” in materia di lotta all'inquinamento. Inoltre Hu Jintao si
è impegnato a “sviluppare vigorosamente” le energie rinnovabili e l'energia
nucleare, con un aumento del 15% (sempre entro il 2020) della quota di energia
non fossile nel totale del consumo energico della Cina.
Azioni concrete sono giunte anche dal Premier giapponese
Yukio Hatoyama, che ha ribadito l'impegno alla “riduzione del 25% delle emissioni
di gas serra entro il
Il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che
ha rappresentato l’Italia al vertice ha parlato di “svolta politica”. Dai grandi
della Terra, ha spiegato, c’è stata “un’assunzione di responsabilità” sugli
obiettivi da prendere per fermare il cambiamento climatico. Per il Ministro
Prestigiacomo anche l’Italia deve fare di più: “Dobbiamo vivere con maggiore
consapevolezza l'emergenza climatica” anche perché “la difesa dell'ambiente
è una grande opportunità, non solo per ridurre le emissioni inquinanti ma anche
per rendere più competitive le nostre imprese”.(Inform)