STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su
“L’Italiano” di oggi
Intervista all’on. Aldo Di Biagio, responsabile
del settore italiani nel mondo del Pdl
“Dobbiamo costruire insieme un percorso
ragionato e concreto che parta dalla campagna di tesseramento del partito all’estero…
In un secondo momento gli iscritti provvederanno ad eleggere i propri responsabili
all’interno dei circoli e delle sedi organizzative locali… Il partito ha bisogno
di gente che tutti i giorni dimostri la sua vicinanza e la sua disponibilità”
On. Di Biagio, ha seguito sul nostro
giornale il dibattito sulla strategia del Pdl nel mondo?
Ho letto con attenzione i contributi lasciati su L’Italiano, ritengo che questi siano interessanti spunti di riflessione e di analisi, sempre che si limitino a formulare analisi programmatiche e non si trasformino in strumenti di accusa contro l’uno o l’latro referente politico. In questa delicata fase di compattazione della struttura del nostro partito in Italia e all’estero c’è bisogno di sobrietà e di concretezza non soltanto da parte di noi politici ma anche da parte di coloro che sono i nostri fidati interlocutori all’estero.
Come ha visto ci sono due scuole
di pensiero. Da una parte chi ritiene che sia la spinta propulsiva per la costruzione
del Pdl nel mondo debba partire dalle comunità all’estero. Dall’altra chi è
convinto che il rilancio Debba partire da Roma. Lei a quale delle due scuole
di pensiero appartiene?
Confesso che mi sembra alquanto semplicistico pensare che tutto possa risolversi con una scelta immediata e categorica che parta da Via dell’Umiltà.
Il nostro è un partito liberale con aspirazione maggioritaria certamente non una casta.
Un movimento composto da donne, uomini, giovani o meno giovani, che intendono confrontarsi ed associarsi liberamente al fine di perseguire ideali comuni per un progetto comune.
La flessibilità ed il dinamismo devono essere le linee guida di un agire concreto ma proiettato al futuro: la nostra non è semplicemente un’ambizione ma un progetto strutturato.
E quindi?
Dobbiamo costruire insieme un percorso ragionato e concreto che parta dalla campagna di tesseramento del partito all’estero. Un momento che avrò il piacere di annunciare in un tour di presentazione nelle prossime settimane con tappe che si snoderanno nelle varie ripartizioni. In questo progetto saranno pienamente coinvolti i Vice responsabili di settore oltre che tutti i parlamentari del PdL eletti all’estero.
Mi preme evidenziare che le dinamiche di tesseramento saranno un momento pregnante di strutturazione dell’immagine e del ruolo del nostro partito all’estero per cui il contributo dei nostri referenti sul territorio e la loro capacità di coinvolgimento e di attivismo nelle zone di riferimento, saranno elementi decisivi in questa fase.
In un secondo momento gli iscritti provvederanno ad eleggere i propri responsabili all’interno dei circoli e delle sedi organizzative locali.
L’elemento imprescindibile di questo nostro progetto è che siano le comunità a decidere l’organigramma. Ho inteso evidenziare questo elemento fin dalle prime battute della mia nomina, è necessario stimolare un’organizzazione interna perché predisporre un itinerario di nomine poste dall’alto che mal concilia con la logica liberale del nostro progetto di partito.
Perciò Roma non ha alcun ruolo?
Roma avrà un imprescindibile ruolo di raccordo tra l’amministrazione centrale e le nostre realtà locali, traccerà le linee guida del movimento oltre confine, oltre ad individuare i capisaldi dell’organizzazione che ogni singolo circolo dovrà predisporre localmente.
Gli uffici del settore nella capitale si occuperanno di interfacciarsi costantemente con il coordinamento nazionale, sul fronte politico, della comunicazione e dell’organizzazione, senza tralasciare la gestione finanziaria.
Gli elementi organizzativi verranno adeguatamente tracciati in un regolamento che sarà reso noto nelle prossime settimane.
E come vede l’alto tasso di litigiosità
fra esponenti dell’aerea di centrodestra che si riscontra in comunicati, prese
di posizione, invio massiccio di e-mail…
Come ho già accennato qualche riga più su, siamo in una fase di compattazione strutturale e gestionale, molti aspetti sono ancora lacunosi e gli interrogativi dei nostri elettori ed interlocutori all’estero si moltiplicano ogni giorno. Su questo terreno fertile è facile che attecchiscano teorie più o meno fantasiose su come si dovrebbe fare il Pdl nel mondo e di conseguenza posizioni critiche, spigolose e per certi versi litigiose. Sarebbe strano il contrario.
Ovviamente in alcuni casi si rischia di approdare a posizioni troppo personali e che a tratti mal conciliano con lo spirito dello stesso partito. Mi sembra giusto invitare taluni nostri interlocutori all’estero a chiarire le loro posizioni, distinguendo quando intendono parlare a titolo personale e quando invece vogliono farlo perché in sintonia con i le linee guida del PdL, perché in questo modo il rischio è di creare confusione, soprattutto tra coloro che si accingono a conoscere il PdL, i nuovi potenziali elettori.
Alle prossime elezioni i candidati
saranno scelti con più cura?
E’ un po’ prematuro parlare di candidati e di elezioni politiche. Stiamo agli albori del nuovo partito e sicuramente la nostra ambizione sarà anche quella di orientarci verso profili attivi e concreti e questi mesi ci serviranno realmente per tastare la capacità di organizzazione e di gestione oltre che quella di apportare contributi dei nostri militanti. Questi mesi di lavoro devono essere considerati un laboratorio all’interno del quale ognuno è chiamato a formulare un proprio valido contributo.
Ovviamente il partito ha bisogno di gente che tutti i giorni dimostri la sua vicinanza e la sua disponibilità, che si attivi su ogni versante, che sappia dare risposte e che abbia la capacità di coinvolgere attivamente il territorio e comunque sempre nell’interesse del partito non certamente per recondite aspirazioni politiche. Ritengo che sia poco edificante prodigarsi ed attivarsi esclusivamente proiettati verso una potenziale candidatura, anche perché c’è ancora tanto da lavorare fino a quel momento. (Stefano Pelaggi-L’Italiano/Inform)
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Chi è l’on. Aldo Di Biagio
Nato a Roma il 23 dicembre 1964, sposato con Nevena e con lei ha tre figlie: Isabella, Beatrice e Maria Flavia. Laurea in Efimp; Imprenditore in campo dei trasporti ed in campo bio-energetico.
Nel 2000 diventa responsabile del Coordinamento delle sedi estere del Patronato ENAS, Ente nazionale di assistenza sociale.
Dal 2001 al 2005, su incarico dell’allora Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, On. Gianni Alemanno, è stato Capo Ufficio Rapporti Internazionali del suo Gabinetto. E’ stato quindi Consigliere del Ministro delle Politiche Agricole e Forestali per i rapporti con l’imprenditoria internazionale, per la promozione dell’agroalimentare italiano nel mondo, per la valorizzazione della ristorazione italiana all’estero, per la promozione delle candidature di cittadini italiani presso le Istituzioni comunitarie, per lo studio delle problematiche dell’agricoltura in sede INCE.
E’ stato componente del Comitato nazionale italiano per il collegamento tra il Governo Italiano e le Organizzazioni delle Nazioni Unite (FAO-IFAD-PAM) quando Segretario Generale era Gian Luigi Ferretti. Ha inoltre ricoperto numerosi incarichi di particolare rilevanza tra i quali: consigliere e capo progetto di “Buonitalia” per la promozione dell’agroalimentare italiano all’estero; componente Commissione Iniziative Fieristiche Nazionali e Internazionali; componente Comitato per la valorizzazione del patrimonio alimentare italiano; componente Comitato organizzatore Conferenza Europea Giovani Agricoltori; componente del Consiglio Direttivo dell’Unione Italiana Cooperative.
Nel
(L’Italiano/Inform)