EDITORIA
Nota d’appoggio del Comites di Buenos Aires alla richiesta
di contributi pubblici dell’editore Cario
Chiesti chiarimenti sulla mancata erogazione, nonostante
il parere favorevole del Comites, dei fondi per il 2006 e 2007
BUENOS AIRES – Il Comites di Buenos Aires invia una nota d’appoggio – firmata dal presidente Graciela Laino e dal segretario Fernanda Gallo – alle principali cariche istituzionali italiane per ribadire il parere positivo già a suo tempo espresso sulla richiesta di contributi avanzata dall’editore Cario per la testata in lingua italiana “L’Eco d’Italia”, diffusa da circa 50 anni in Argentina.
Nel corso della riunione del consiglio del Comites, in data 19 maggio, - ricorda la nota – valutando le richieste di contributo avanzate dagli editori della stampa in lingua italiana nella circoscrizione di competenza (in base alla normativa che prevede il sostegno per gli editori all’estero), “perplessità” sono state manifestate rispetto alla situazione dell’editore Cario che non risulta aver percepito contributi – per “L’Eco d’Italia” e altre testate – in seguito alle domande avanzate per gli anni 2006 e 2007.
Tali perplessità sono sorte poiché il Comites – chiamato per legge ad esprimere un parere obbligatorio (ma non vincolate), sulla richiesta di contributi della testata – si era dichiarato favorevole all’editore. “Non si è tenuto conto del nostro parere – si legge nella nota - né è stato interpellato questo Comitato che, costituito da ben 24 Consiglieri attivi esponenti della locale collettività italiana, avrebbe potuto esaudire probabili dubbi a riguardo o aspetti e fondamenti dello stesso, né abbiamo notizie di richiesta di chiarimenti rivolti all’editore stesso”.
Pertanto il Comites chiede di conoscere “le motivazioni di tale decisione nei confronti della testata “L’Eco d’Italia” e se i pareri di questo Comitato siano stati presi in considerazione al momento della valutazione, nonché ci rendiamo disponibili per ogni utile informazione od ulteriore chiarimento da poter fornire mirato a riesaminare questo caso”.
La nota è stata inviata al ministro Frattini, al sottosegretario Mantica, all’ambasciatore italiano in Argentina Stefano Ronca, al console di Buenos Aires Giancarlo Curcio, al segretario del Cgie Elio Carozza, ai presidenti di Camera e Senato, ai senatori Mirella Giai e Esteban Caselli e ai deputati Giuseppe Angeli e Ricardo Merlo (eletti dai connazionali in America meridionale). (Inform)