INFORM - N. 173 - 22 settembre 2009


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Da “La Gazzetta del Sud Africa”

Heritage Day: le genti del Sud Africa celebrano giovedì le rispettive origini

 

CAPE TOWN -  La giornata di giovedì prossimo, 24 settembre, sarà festa pubblica in Sud Africa. Si chiama “Heritage Day” ed è il giorno in cui tutte le genti di questa Nazione Arcobaleno celebrano (o dovrebbero celebrare) le rispettive origini. Ci saranno grandi festeggiamenti nazionali con la partecipazione delle più alte cariche dello Stato, e celebrazioni minori che coinvolgeranno singole comunità. Il tutto sullo sfondo di valori e principi condivisi che cementano tutti questi frammenti più o meno consistenti della popolazione sudafricana in una sola nazione proiettata verso un futuro multirazziale e multiculturale.

Il caleidoscopio delle origini da ricordare è particolarmente vasto. Non per niente il Sud Africa moderno è stato definito dai suoi stessi padri fondatori la Nazione Arcobaleno. Basti pensare alle undici lingue ufficiali riconosciute dalla Costituzione, nonché al fatto che all’interno di una moderna Repubblica presidenziale esistano ancora e siano tutelate dalla stessa carta costituzionale diverse monarchie, tanto per limitarci alle anomalie maggiori.

Volendo semplificare al massimo e dando per scontato che comunque i nove maggiori gruppi etnici di colore si potrebbero considerare semplicemente diversificazioni minori di una stessa famiglia – i bantù –, così come gli europei di più recente immigrazione potrebbero essere inclusi in un solo gruppo, pur fra tanti “distinguo”, resta in ogni caso da fare i conti con gli eredi di quelli che furono i primi abitanti di almeno una parte di questo grande paese – i “San”, volgarmente definiti “Boscimani” dai primi colonizzatori europei -, nonché con i discendenti della tribù bianca degli “Afrikaners” e con quelli degli schiavi che essi portarono con sè dall’arcipelago indonesiano e da vari altri paesi, per non parlare degli Indiani (e fra loro i Pakistani) che vennero poi a coltivare la canna da zucchero sulle dolci colline del Natal.

Quanta ricchezza di culture, di tradizioni e di religioni. Quanti motivi per celebrare nella diversità la comune ambizione di vivere in armonia e di perseguire il benessere individuale attraverso l’affermazione del benessere collettivo. E che traguardo difficile da raggiungere. Molti scettici pensano che non ci si arriverà mai. Intanto, però, è già positivo il fatto che la Nazione Arcobaleno si fermi per un giorno ogni anno a riflettere su quanto sia importante fare della diversità una forza piuttosto che una debolezza.

Ci piacerebbe, in questo giorno, che anche gli italiani riflettessero per un momento su quanto le loro differenze abbiano contribuito a fare dell’Italia il paese più ricco d’arte e di cultura sulla faccia di questo pianeta. Ci piacerebbe...(Ciro Migliore, direttore de La Gazzetta del Sud Africa/Inform)

 

 


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