STAMPA ITALIANA
ALL’ESTERO
Da “La Gazzetta del Sud Africa”
Heritage Day: le genti del
Sud Africa celebrano giovedì le rispettive origini
CAPE TOWN - La giornata di giovedì prossimo, 24
settembre, sarà festa pubblica in Sud Africa. Si chiama “Heritage Day” ed è il giorno in cui tutte le genti di questa Nazione
Arcobaleno celebrano (o dovrebbero celebrare) le rispettive origini. Ci saranno
grandi festeggiamenti nazionali con la partecipazione delle più alte cariche
dello Stato, e celebrazioni minori che coinvolgeranno singole comunità. Il tutto
sullo sfondo di valori e principi condivisi che cementano tutti questi frammenti
più o meno consistenti della popolazione sudafricana in una sola nazione proiettata
verso un futuro multirazziale e multiculturale.
Il caleidoscopio delle origini da ricordare è particolarmente
vasto. Non per niente il Sud Africa moderno è stato definito dai suoi stessi
padri fondatori la Nazione Arcobaleno. Basti pensare alle undici lingue ufficiali
riconosciute dalla Costituzione, nonché al fatto che all’interno di una moderna
Repubblica presidenziale esistano ancora e siano tutelate dalla stessa carta
costituzionale diverse monarchie, tanto per limitarci alle anomalie maggiori.
Volendo semplificare al massimo e dando per scontato
che comunque i nove maggiori gruppi etnici di colore si potrebbero considerare
semplicemente diversificazioni minori di una stessa famiglia – i bantù –, così
come gli europei di più recente immigrazione potrebbero essere inclusi in un
solo gruppo, pur fra tanti “distinguo”, resta in ogni caso da fare i conti con
gli eredi di quelli che furono i primi abitanti di almeno una parte di questo
grande paese – i “San”, volgarmente definiti “Boscimani” dai primi colonizzatori
europei -, nonché con i discendenti della tribù bianca degli “Afrikaners” e con quelli degli schiavi che essi portarono
con sè dall’arcipelago indonesiano e da vari altri
paesi, per non parlare degli Indiani (e fra loro i Pakistani) che vennero poi
a coltivare la canna da zucchero sulle dolci colline del Natal.
Quanta ricchezza di culture, di tradizioni e di religioni.
Quanti motivi per celebrare nella diversità la comune ambizione di vivere in
armonia e di perseguire il benessere individuale attraverso l’affermazione del
benessere collettivo. E che traguardo difficile da raggiungere. Molti scettici
pensano che non ci si arriverà mai. Intanto, però, è già positivo il fatto che
la Nazione Arcobaleno si fermi per un giorno ogni anno a riflettere su quanto
sia importante fare della diversità una forza piuttosto che una debolezza.
Ci piacerebbe, in questo giorno, che anche gli italiani
riflettessero per un momento su quanto le loro differenze abbiano contribuito
a fare dell’Italia il paese più ricco d’arte e di cultura sulla faccia di questo
pianeta. Ci piacerebbe...(Ciro Migliore, direttore de La Gazzetta del Sud Africa/Inform)