INFORM - N. 173 - 22 settembre 2009


CAMERA DEI DEPUTATI

In Commissione Esteri

Riorganizzazione della rete consolare: interrogazione al ministro Frattini dei deputati Pd Narducci, Fedi e Maran

 

ROMA – Sulla riorganizzazione della rete consolare in Commissione Esteri della Camera è stata presentata una interrogazione a risposta immediata al ministro degli Esteri Frattini dai deputati Pd eletti all’estero Franco Narducci (vice presidente della Commissione) e Marco Fedi  (segretario della Commissione) e dal capogruppo Pd in Commissione Alessandro Maran

Il Pd chiede al titolare della Farnesina “quali atti amministrativi ha prodotto il Governo, o è in procinto di produrre, sulla ristrutturazione delle rete diplomatico-consolare italiana, conformemente alle  determinazioni della risoluzione” che era stata discussa nel luglio scorso in Commissione. Una risoluzione bipartisan presentata, ricordano gli interroganti, al fine di “ricercare soluzioni adeguate agli interessi del nostro Paese e delle comunità italiane emigrate confrontate con la soppressione di servizi di primaria importanza”. Nella risoluzione si impegnava il Governo a “riconsiderare le modalità di razionalizzazione degli uffici consolari all’estero” e a presentare il progetto complessivo al Parlamento e al CGIE entro il 2009. Inoltre, la risoluzione impegnava  il Governo “a verificare le modalità transnazionali di accesso alle strutture consolari da parte dei nostri cittadini per evitare loro di dover percorrere centinaia di chilometri (esempio: Mulhouse/Basilea anziché Metz), in considerazione del fatto che gli Stati interessati dalle chiusure in Europa appartengono tutti “all’area Schengen”.

Di seguito il testo della interrogazione dei deputati Pd al ministro Frattini.

“Al Ministro degli affari esteri per sapere. - Premesso che:

- la III Commissione affari esteri e comunitari ha discusso più volte la proposta di riorganizzazione della rete diplomatica e consolare italiana nel mondo, singolarmente e anche congiuntamente con la commissioni Affari esteri del Senato, presentata dal Ministero degli affari esteri;

- il progetto di riorganizzazione della rete diplomatica e consolare, con le relative decisioni, reso noto il 14 giugno 2009 dal Ministero degli Affari esteri, ha suscitato un forte malcontento nelle comunità italiane residenti nelle circoscrizioni consolari colpite dalle decisioni di chiusura degli uffici, nonché numerose manifestazioni pubbliche di protesta, l’ultima delle quali in ordine di tempo si è svolta il 19 settembre a Norimberga (Germania);

- la riorganizzazione della rete consolare ha visto anche uno straordinario interessamento delle autorità istituzionali e politiche, nonché di numerose organizzazioni (associazioni, Caritas, ecc.) delle nazioni in cui si progetta di chiudere gli uffici consolari e che ospitano popolose comunità di cittadini italiani, che si sono rivolti sia al Presidente del Consiglio sia al Ministro degli Affari esteri, On. Franco Frattini, chiedendo di mantenere le nostre sedi di rappresentanza e offrendo, in alcuni casi, supporto logistico;

- la III Commissione affari esteri e comunitari ha discusso, il 21 luglio 2009, la risoluzione 7-00193 (Narducci e altri) sul processo di razionalizzazione della rete degli Uffici all’estero, presentata con spirito bipartisan da numerosi parlamentari della Commissione, al fine di ricercare soluzioni adeguate agli interessi del nostro Paese e delle comunità italiane emigrate confrontate con la soppressione di servizi di primaria importanza

(approvazione della risoluzione numero 8-00050).

-la risoluzione sopra menzionata impegna il Governo a “riconsiderare le modalità di razionalizzazione degli uffici consolari all’estero” e a presentare il progetto complessivo al Parlamento e al CGIE entro il 2009. Inoltre, la risoluzione impegna il Governo “a verificare le modalità transnazionali di accesso alle strutture consolari da parte dei nostri cittadini per evitare loro di dover percorrere centinaia di chilometri (esempio: Mulhouse/Basilea anziché Metz), in considerazione del fatto che gli Stati interessati dalle chiusure in Europa appartengono tutti “all’area Schengen”;

tutto ciò premesso, gli interroganti chiedono

quali atti amministrativi ha nel frattempo prodotto il Governo, o è in procinto di produrre, sulla ristrutturazione delle rete diplomatico-consolare italiana, conformemente alle  determinazioni della risoluzione sopra richiamata”. (Inform)

 

 


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