CAMERA DEI
DEPUTATI
In Commissione Esteri
Riorganizzazione della rete consolare: interrogazione
al ministro Frattini dei deputati Pd Narducci, Fedi
e Maran
ROMA – Sulla
riorganizzazione della rete consolare in Commissione Esteri della Camera è stata
presentata una interrogazione a risposta immediata al ministro degli Esteri
Frattini dai deputati Pd eletti all’estero Franco Narducci
(vice presidente della Commissione) e Marco Fedi (segretario della Commissione)
e dal capogruppo Pd in Commissione Alessandro Maran
Il Pd chiede
al titolare della Farnesina “quali atti amministrativi ha prodotto il Governo,
o è in procinto di produrre, sulla ristrutturazione delle rete diplomatico-consolare
italiana, conformemente alle determinazioni della risoluzione” che era
stata discussa nel luglio scorso in Commissione. Una risoluzione bipartisan
presentata, ricordano gli interroganti, al fine di “ricercare soluzioni adeguate
agli interessi del nostro Paese e delle comunità italiane emigrate confrontate
con la soppressione di servizi di primaria importanza”. Nella risoluzione si
impegnava il Governo a “riconsiderare le modalità di razionalizzazione degli
uffici consolari all’estero” e a presentare il progetto complessivo al Parlamento
e al CGIE entro il 2009. Inoltre, la risoluzione impegnava il Governo
“a verificare le modalità transnazionali di accesso alle strutture consolari
da parte dei nostri cittadini per evitare loro di dover percorrere centinaia
di chilometri (esempio: Mulhouse/Basilea anziché Metz), in considerazione del
fatto che gli Stati interessati dalle chiusure in Europa appartengono tutti
“all’area Schengen”.
Di seguito
il testo della interrogazione dei deputati Pd al ministro Frattini.
“Al Ministro
degli affari esteri per sapere. - Premesso che:
- la III Commissione
affari esteri e comunitari ha discusso più volte la proposta di riorganizzazione
della rete diplomatica e consolare italiana nel mondo, singolarmente e anche
congiuntamente con la commissioni Affari esteri del Senato, presentata dal Ministero
degli affari esteri;
- il progetto
di riorganizzazione della rete diplomatica e consolare, con le relative decisioni,
reso noto il 14 giugno 2009 dal Ministero degli Affari esteri, ha suscitato
un forte malcontento nelle comunità italiane residenti nelle circoscrizioni
consolari colpite dalle decisioni di chiusura degli uffici, nonché numerose
manifestazioni pubbliche di protesta, l’ultima delle quali in ordine di tempo
si è svolta il 19 settembre a Norimberga (Germania);
- la riorganizzazione
della rete consolare ha visto anche uno straordinario interessamento delle autorità
istituzionali e politiche, nonché di numerose organizzazioni (associazioni,
Caritas, ecc.) delle nazioni in cui si progetta di chiudere gli uffici consolari
e che ospitano popolose comunità di cittadini italiani, che si sono rivolti
sia al Presidente del Consiglio sia al Ministro degli Affari esteri, On. Franco
Frattini, chiedendo di mantenere le nostre sedi di rappresentanza e offrendo,
in alcuni casi, supporto logistico;
- la III Commissione
affari esteri e comunitari ha discusso, il 21 luglio 2009, la risoluzione 7-00193
(Narducci e altri) sul processo di razionalizzazione
della rete degli Uffici all’estero, presentata con spirito bipartisan da numerosi
parlamentari della Commissione, al fine di ricercare soluzioni adeguate agli
interessi del nostro Paese e delle comunità italiane emigrate confrontate con
la soppressione di servizi di primaria importanza
(approvazione
della risoluzione numero 8-00050).
-la risoluzione
sopra menzionata impegna il Governo a “riconsiderare le modalità di razionalizzazione
degli uffici consolari all’estero” e a presentare il progetto complessivo al
Parlamento e al CGIE entro il 2009. Inoltre, la risoluzione impegna il Governo
“a verificare le modalità transnazionali di accesso alle strutture consolari
da parte dei nostri cittadini per evitare loro di dover percorrere centinaia
di chilometri (esempio: Mulhouse/Basilea anziché Metz), in considerazione del
fatto che gli Stati interessati dalle chiusure in Europa appartengono tutti
“all’area Schengen”;
tutto ciò premesso,
gli interroganti chiedono
quali atti
amministrativi ha nel frattempo prodotto il Governo, o è in procinto di produrre,
sulla ristrutturazione delle rete diplomatico-consolare italiana, conformemente
alle determinazioni della risoluzione sopra richiamata”. (Inform)