RETE CONSOLARE
Lucio Albanese (Ctim Franconia) all’indomani della manifestazione per il mantenimento
del Consolato a Norimberga
“La città non si arrende: chiediamo un confronto serio,
democratico e diretto con l’amministrazione italiana”
NORIMBERGA – Annunciando la riuscita manifestazione di protesta contro la chiusura del Consolato d’Italia a Norimberga, svoltasi lo scorso 19 settembre, Lucio Albanese membro del Comites locale e coordinatore del Comitato tricolore per gli italiani nel mondo della Franconia, parla della “straordinaria reazione delle associazioni e degli italiani che hanno trovato, in brevissimo tempo, una coesione straordinaria per il mantenimento dell’unica istituzione ufficiale italiana nel nord della Baviera”.
Per Albanese si tratta di una protesta “contro una decisione palesemente ingiusta e superficiale”, di fronte alla quale le organizzazioni italiane sul territorio e i singoli cittadini hanno dimostrato di capire i motivi della decisione e di saper avanzare proposte alternative.
Il coordinatore aggiunge che la collettività italiana non si sente affatto confortata dall’annuncio del Sottosegretario Mantica, il quale, vista la mozione avanzata in Parlamento da Di Biagio e Narducci contro le chiusure prospettate, ha evidenziato che “entro il 31 dicembre 2009 non si verificheranno chiusure ma solo declassamenti”.
“Se il Consolato di Norimberga dovesse essere chiuso il 1 di gennaio 2010, il sottosegretario Mantica potrebbe comunque affermare di avere mantenuto la parola. Attendiamo, di conseguenza, il più presto possibile – prosegue Albanese – da parte del Governo italiano e dal Mae, decisioni ufficiali e definitive di accoglimento delle richieste della collettività italiana e di revisione del piano di chiusure con il mantenimento del Consolato di Norimberga”.
I connazionali, pur di mantenere la struttura – evidenzia l’esponente del Ctim – è “disposta a concordare con l’amministrazione italiana misure di ristrutturazione adeguate alle esigenze di risparmio”, nella consapevolezza che “i servizi consolari sono un diritto dei cittadini italiani all’estero”. Se la trasformazione della sede in agenzia consolare è un’ipotesi che Albanese definisce accettabile, non lo è quella di uno sportello o Consolato onorario. “Queste due ultime possibilità sono superficiali e non garantiscono né l’efficienza e la continuità dei servizi, - spiega Albanese - né la rappresentatività e i diritti democratici. Chiediamo il mantenimento in servizio a Norimberga del personale locale già in servizio e di una ristretta cerchia di personale di ruolo, così i risparmi potranno essere consistenti e reali”.
A dimostrazione “dell’importanza della presenza italiana in Franconia e del suo ottimo inserimento nella società locale” Albanese cita alcuni di coloro che hanno espresso pieno appoggio alle iniziative del Comitato di coordinamento per il mantenimento del Consolato: il gruppo consiliare della CSU e della SPD presso il Consiglio comunale di Norimberga, il deputato regionale Jürgen W. Heike, il ministro bavarese per gli Affari Europei Emilia Müller, il deputato regionale nel Parlamento bavarese Markus Söder, il sottosegretario federale agli Esteri Günter Gloser, il sottosegretario per gli Affari economici Dagmar Wöhrl, che ha partecipato in prima persona alla dimostrazione del 19 settembre. Un importante apporto alla manifestazione è stato fornito, dal punto di vista organizzativo, così come dei contenuti, dal DGB (Federazione dei Sindacati Tedeschi) rappresentata dal Segretario Regionale Stephan Doll. Lo stesso sindaco di Norimberga Ulrich Maly, che ha scritto a Frattini e all’ambasciatore d’Italia a Berlino, Michele Valensise per sollecitare la tutela del Consolato.
“Ribadisco che
tutti noi, gli italiani della Franconia, non ci arrenderemo e continueremo a
realizzare tutte le iniziative del caso – conclude Albanese - e chiedo sul tema
un confronto serio, democratico e diretto con l’amministrazione italiana”. (