ATTENTATO IN
AFGHANISTAN
Il cordoglio delle Acli
Andrea Olivero: “Non si torni indietro sulla strada della
democrazia”
ROMA – “Tocchiamo tragicamente con mano quanto alto sia
il costo dell'impegno per la pace, appena poche settimane dopo aver festeggiato
con le elezioni presidenziali un nuovo inizio per la democrazia afgana”. Lo
ha detto Andrea Olivero, presidente delle Associazioni cristiane dei lavoratori
italiani, che esprimono il loro “profondo cordoglio” per le vittime del terribile
attentato che a Kabul nel quale sono morti sei militari italiani e 15 civili
afgani e sono rimasti feriti quattro soldati italiani e sessanta civili afgani.
“In queste ore di dolore - ha aggiunto Olivero - dobbiamo
chiedere e pretendere che la morte di questi soldati non sia vana. E' compito
e responsabilità della politica sostenere il faticoso cammino del popolo afgano
verso la democrazia. Europa e Occidente si facciano garanti perché su questa
strada non si torni indietro, perché l'attesa nuova stagione di pace e di democrazia
per l'Afghanistan non resti una promessa mancata”.
Le Acli esprimono infine condivisione e apprezzamento
per la scelta della Federazione nazionale della stampa italiana di rinviare
la manifestazione per la libertà di stampa prevista per sabato. “Il rinvio della
manifestazione è giusto - ha osservato Andrea Olivero - Ci sono momenti in cui
un Paese deve restare unito per poter esprimere i propri sentimenti di dolore,
di solidarietà e di riconoscenza. Il valore di questo sacrificio per la democrazia
e la libertà aiuterà tutti a riflettere su quanto questi principi siano da difendere
anche in Italia da possibili soprusi”. (