MONDO MISSIONARIO
Si è svolto a Ludwigshafen il Convegno nazionale delle Missioni in Germania
e Scandinavia
“Forte appello” alla Cei dai missionari italiani in emigrazione
“Attivare risorse per continuare a coniugare quel tesoro
esperienziale, unico per l’Italia, che è l’emigrazione e l’immigrazione”
LUDWIGSHAFEN - “Le nostre missioni verso una nuova Missione”
, è il tema del convegno nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania
e Scandinavia che si si è concluso oggi a Ludwigshafen e al quale hanno partecipato
più di novanta persone tra sacerdoti, suore, laici. Al convegno hanno preso
parte anche sacerdoti del Benelux.
I partecipanti al convegno constatano di trovarsi ad
una svolta significativa per la vita della chiesa che vive in Germania – si
sottolinea in una nota - L’urgenza dell’annuncio cristiano, il ritrovare
strade per farsi vicini alle persone, tenere sveglie tradizioni e sensibilità
religiose che ancora fanno vivere le nostre comunità italiane, sono elementi
per un rinnovato ottimismo che riconosce il prezioso apporto che le comunità
italiane portano nella chiesa in cui vivono. I rappresentanti delle istituzioni
della chiesa locale, superata la prima fase della ristrutturazione che sembrava
spazzar via le missioni di altra madre lingua, ribadiscono oggi – evidenzia
la nota - che la vitalità della chiesa e delle sue strutture territoriali
non possono fare a meno delle comunità italiane e della loro vivacità, perché
la trasmissione e l’esperienza della fede appartengono a quegli ambiti di vita
che sono strettamente legati alla cultura e alla lingua. Buoni passi di collaborazione,
di stima e riconoscimento reciproco crescono sempre di più; il confronto e la
rivendicazione sta lasciando posto alla riflessione condivisa e a nuovi cammini
sperimentali e multiculturali. Ma – si legge nella nota - crescono i motivi
di preoccupazione: vengono meno le forze, soprattutto quelle dei sacerdoti:
in due anni ne sono venuti a mancare ben dieci. Ma, soprattutto, si resta sconcertati
che
I partecipanti al convegno hanno lanciato “un forte appello”,
scrivendo una lettera al segretario generale della CEI mons. Crociata e al presidente
della Commissione Episcopale per le Migrazione e Presidente della Fondazione
Migrantes mons. Schettino.
“In questo ultimo periodo sentiamo lontani i nostri
Vescovi italiani. Cosa sta succedendo? Ci sentiamo quasi abbandonati, alla deriva.
Percepiamo poco valorizzato il servizio che stiamo svolgendo – scrivono
i missionari - come se non servisse più. Ma l'integrazione non è ancora pienamente
avvenuta: il fattore linguistico non è il compimento dell'integrazione; altri
fattori richiedono tempi più lunghi e rinnovate risorse umane e non va trascurata
l'attenzione per la nuova mobilità”.
I partecipanti al convegno, nella loro coralità, fanno
appello “affinché vengano attivate risorse umane e non solo, per continuare
a coniugare quel tesoro esperienziale, unico per l’Italia, che è l’emigrazione
e l’immigrazione”: “Non vorremmo che, come lo Stato Italiano sta ristrutturando
le rappresentanze estere chiudendo i Consolati, altrettanto avvenga nel mondo
ecclesiale, con la chiusura delle Missioni cattoliche italiane” concludono i
missionari. (