INFORM - N. 171 - 18 settembre 2009


INTERVENTI

Antonia Pichi: “Dove è la parità?”

 

ZURIGO - Attualmente la maggior parte degli italiani deve confrontarsi con la precarietà nel mondo del lavoro, i bassi salari, i prezzi alle stelle, il ridotto potere di acquisto.

Chi ha un lavoro da mille euro al mese può considerarsi  fortunato perché tanti  non hanno neanche quello. Pochi riescono  ad arrivare a posizioni di prestigio e ben remunerate solo per i meriti personali. In genere serve una bella raccomandazione.

Inoltre, grazie all’attenta politica di controllo del governo in carica, oggi le droghe sono diffusissime, possono essere acquistate senza troppe difficoltà e costituiscono quindi un grande pericolo per i nostri giovani Molte persone sono state investite da auto guidate da persone che avevano fatto consumo di droga e di bevande alcoliche.

Così è anche per le donne. Ci chiediamo però spesso se la parità consiste solo nel fatto  che tutti viviamo nella precarietà  e tra numerose difficoltà.

Esiste veramente la parità?

Si ritiene che in Italia la donna abbia raggiunto la parità rispetto agli uomini: Infatti esercita il diritto di voto, svolge anche occupazioni prima prettamente maschili, può separasi o divorziare su sua richiesta, può decidere di abortire se lo ritiene giusto.

Tuttavia la parità  esiste  solo in apparenza, non ha radici e convincimenti profondi e specialmente oggi vige un maschilismo totale.

Se guardiamo gli spettacoli televisivi  e se pensiamo a tutto il popolo di veline, attricette, escort ci rendiamo conto di come la figura della donna venga continuamente svilita ed offesa.

Se pensiamo alle battute che circolano sulle donne e  specialmente alla mentalità dell’Italietta al governo non possiamo che rabbrividire.

Quante donne vengano considerate solo per la loro bellezza, come un quadro da appendere in salotto, e non per le loro capacità? Altre invece sono strumentalizzate e occupano solo in apparenza posizioni di prestigio e di responsabilità, mentre in effetti  dietro di loro c’è un abile regista  che impartisce gli ordini.

Quante vengono infastidite o “mobizzate” nel posto di lavoro? Quante vengono violentate per strada o tra le mura domestiche e non hanno neanche più la forza di ribellarsi e di denunciare l’aggressore? Quante denunciano l’aggressione, ma vengono poi guardate con sospetto come se avessero inventato tutto o come se in realtà fossero state consenzienti e anzi come colpevoli di avere con il loro aspetto o con il loro abbigliamento causato la  violenza subita?

Secondo i dati dell’Istat sono quasi 7 milioni le donne che in Italia nel corso della loro vita hanno subito una violenza fisica o sessuale. La situazione è gravissima e non si deve dimenticare che spesso le violenze si verificano in ambito famigliare.

Il presidente Napolitano recentemente, durante la Conferenza internazionale contro la violenza sulle donne, ha ricordato come “anche in paesi ricchi ed evoluti come l’Italia ,dotati di una Costituzione e sistemi giuridici altamente sensibili ai diritti fondamentali delle donne, continuano a verificarsi fatti raccapriccianti, violenze di gruppo contro donne di ogni etnia”.

Infatti non si devono dimenticare anche i gravissimi episodi di violenza di gruppo, talvolta con attori giovanissimi.

In alcune città italiane sono state istituite le ronde che ci proteggeranno  da tante violenze! Poveri illusi e povera Italia!

Diciamo basta! Siamo stanche di questa situazione e chiediamo che i politici affrontino i temi reali ed urgenti della nostra società in modo responsabile. Non vogliamo sentire le solite inutili frasi di circostanza dopo che si sono verificate violenze, aggressioni e sono stati compiuti delitti.

Si deve lavorare in modo concreto e serio contro la mentalità maschilista predominante in certi ambienti, diffondere al contrario la cultura del rispetto e della non violenza e proteggere le persone più deboli.

 Il Partito democratico lavora con coraggio per risolvere i problemi reali del paese, per diffondere  ideali quali la tolleranza, il rispetto, l’onestà e  la trasparenza ed ha riacceso le nostre speranze.

In questi giorni i nostri circoli stanno preparando l’elezione del segretario del partito in modo democratico. Personalmente ho aderito alla mozione di Dario Franceschini , sostengo un dirigente che ha già dimostrato il suo impegno, la sua serietà ed il suo valore.

Subito dopo questa fase congressuale il partito continuerà a lavorare in difesa della collettività Anche in Svizzera e nei diversi paesi dov’è presente ed in modo sempre più propositivo e noi lo sosterremo, perché crediamo anche noi nella parità, nella trasparenza, nella legalità, nell’importanza del merito, nella difesa dei deboli.

Questo partito è la nostra speranza, è la forza che ci spinge ad impegnarci per dare all’Italia e a noi stessi un futuro diverso di quello  che questo governo ci prospetta. In questo orizzonte il ruolo femminile sarà uguale a quello degli uomini (Antonia Pichi*-Inform)

* Segretario del circolo Pd di Zurigo 


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