CAMERA DEI
DEPUTATI
Intervenuti Berthold Kuhn, Franco Narducci e Valentina Aprea
Conferenza EVBB su Creatività e innovazione nella formazione
professionale in Europa: “Non lasciare indietro i più deboli”
Il messaggio
di Napolitano: “La formazione professionale deve essere al centro di ogni strategia
per la crescita sostenibile dell’economia e per la riduzione della disoccupazione”
ROMA –
“La formazione professionale, nel settore pubblico come
in quello privato, deve essere al centro di ogni strategia per la crescita sostenibile
dell’economia e per la riduzione della disoccupazione. Proprio la consapevolezza
dell’assoluta necessità di valorizzare il capitale umano ha fatto sì che il
2009 sia stato definito anno europeo della creatività e dell’innovazione”. Lo
sottolinea il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio
di saluto a organizzatori e partecipanti della conferenza, indirizzato al vice
presidente della Commissione Esteri Franco Narducci.
Il tema prescelto per la conferenza “è di estrema attualità,
tanto più in questa fase di crisi economica che richiede un forte impegno collettivo
per favorire la ripresa e aprire nuove prospettive di sviluppo” scrive Napolitano,
che confida nella “proficua occasione di confronto e approfondimento tra responsabili
politici, economici e scientifici”.
Alla Conferenza internazionale organizzata dall’EVBB
sono intervenuti oggi, dopo un minuto di silenzio in onore dei caduti di Kabul,
oltre al presidente dell’organizzazione Berthold Kuhn, l’on. Franco Narducci
e l’on. Valentina Aprea.
Kuhn ha sottolineato che l’organizzazione che presiede
sostiene un astrategia per lo sviluppo della società che corrisponde al motto
“non lasciare indietro i più deboli” aiutando anche chi si è perso nel recupero
umano, sociale e professionale. Kuhn ha sottolineato che un buon lavoro nel
settore dell’educazione e della formazione, associato a condizioni di vita dignitose,
è la premessa per sconfiggere i radicalismi e il terrorismo.
La presidente della commissione cultura Valentina Aprea
ha sottolineato che il novecento è stato il secolo della scolarizzazione
di massa ma che questa “scolarizzazione di massa non è diventata ancora scuola
di qualità per tutti” e per questo ha proposto di abbandonare i vecchi modelli
per “cercare la personalizzazione dei piani di studio”. “Abbiamo bisogno di
una cultura nuova, di un patto nuovo” ha detto l’on. Aprea sottolineando che
si tratta di formare cittadini secondo l’esigenza dei territori ma in una dimensione
globale” anche creando un “nuovo contesto dove si afferma la creatività”.
“Bisogna puntare sulla valutazione” dei sistemi formativi
e bisogna tenere alta la motivazione dei docenti anche favorendo il ricambio
generazionale e l’avanzamento delle carriere.
E sul piano organizzativo la presidente Aprea ha affermato
che bisogna affidarsi alla sussidiarietà e superare l’autoreferenzialità aprendosi
alla società responsabilizzandola e coinvolgendo reti e soggetti come quelli
dell’EVBB per raggiungere gli obiettivi in percorsi sinergici.
Poi l’on. Franco Narducci, che ha contribuito a organizzare
l’evento, ha evidenziato che “non si uscirà dalla crisi con reali prospettive
per il futuro senza mettere al centro dell’attenzione lo sviluppo del capitale
umano, condizione - non solo sociale e culturale, ma anche tecnica - di effettività
e di sostenibilità dell’innovazione necessaria per rigenerare lo sviluppo”.
“E’ un appuntamento importante - ha sottolineato Narducci
- perché in esso confluiscono l’insieme di esperienze, di ricerche, di sperimentazioni
di molti Paesi europei, componendo un mosaico che ben rappresenta da una parte
la complessità della nostra Europa, dall’altra la comune tensione verso un orizzonte
di cittadinanza condivisa basata sul valore del lavoro, sul sapere e sulla coesione
sociale”.
Dopo aver ricordato Jean Monnet Narducci ha sottolineato
che “in Europa, nel corso del tempo il settore della formazione è diventato
motore dello sviluppo e fattore propulsivo della riforma della politiche di
coesione sociale ed ha un ruolo fondamentale per il futuro nel nuovo millennio.
Abbiamo bisogno di formare l’uomo europeo ad una flessibilità culturale capace
di affrontare le sfide della complessità e della globalità. Ammodernare il sistema
di formazione dell’EU ed operare un’adeguata politica di vicinato è un obiettivo
strategico che parte da Lisbona ma che ha bisogno del contributo di tutti per
fare in modo che vi sia una crescente cooperazione politica per l’integrazione
dei sistemi formativi”.
“Per realizzare la società della conoscenza - ha detto
l’on. Narducci - bisogna cercare di avvicinare i sistemi di formazione, di eliminare
le differenze per permettere un riconoscimento reciproco delle competenze. Occorre
favorire la mobilità dei formatori e degli apprendisti e in ciò il ruolo di
un network di organismi operanti nel settore della formazione professionale
è fondamentale”.
“Sono convinto - ha poi aggiunto il deputato - che da
questa conferenza verrà un contributo utile non solo alla politica, ma anche
agli attori economici, sociali e culturali dello sviluppo socio-economico; esso
sarà sicuramente un contributo prezioso, non solo per l’autorevolezza degli
interventi annunciati dal programma, ma anche per la fondatezza dell’ambizione
di esprimere creatività e innovazione di chi è venuto a Roma portandosi dietro
la maestria propria degli operatori della formazione professionale, quel sapere
sullo sviluppo umano che – derivando dalla riflessione sulle pratiche e sulle
esperienze e dal confronto diretto con le grandi trasformazioni – ben si sposa
con il come uscire al meglio da questa crisi, come cogliere le sfide della società
e dell’economia della conoscenza e come fare dell’Europa un partner forte di
tutti i Paesi che coniugano sviluppo con equità, coesione e cooperazione”.
“Le preziose caratteristiche distintive della formazione
professionale devono essere coniugate dentro una società e una economia della
conoscenza e ripensate alla luce di una crisi che, oltre all’etica in economia,
mette alla prova anche l’intelligenza umana, per dare valore al lavoro e alle
risorse umane. E’ la capacità appunto di creatività e di innovazione ad essere
richiesta dalle sfide poste alla formazione professionale” ha concluso l’on.
Franco Narducci, assicurando il suo impegno per valorizzare i risultati della
Conferenza. (