INFORM - N. 170 - 17 settembre 2009
PARTITI
Anna Rüdeberg (Pd Svizzera- Cgie) scrive agli elettori
del Partito Democratico
“Esistono maggiori elementi di concretezza e di coerenza
nella mozione di Bersani, che condivido in larghissima parte e che sosterrò”
BERNA – In una
lettera, indirizzata agli esponenti ed elettori del Partito democratico e ai
connazionali all’estero, Anna Rüdeberg, consigliere del Cgie e presidente Pd
in Svizzera, motiva il suo sostegno alla candidatura di Pierluigi Bersani a
segretario del Pd.
“Mi rivolgo –
scrive la Rüdeberg
- direttamente agli esponenti del partito al quale appartengo, il PD,
ed anche ai cittadini italiani residenti all’estero, perché ritengo che le scelte
politiche di ciascuno, come quelle istituzionali, debbono essere portate avanti
nella tortale trasparenza, con il massimo rispetto per tutti, sostenendo le
proprie idee e la propria parte, ma avendo anche il diritto/dovere di non tacere
quando questa sbaglia e di riconoscere che anche i tuoi avversari possono essere
portatori di proposte giuste e condivisibili. Non è consociativismo – prosegue
il consigliere del Cgie - ma affermazione di una credibilità che non può prescindere
dalla onestà personale e intellettuale e, per quanto riguarda noi, dalla capacità
di azione in favore delle nostre collettività all’estero. Chi ha una identità
forte non ha paura del confronto. Io non so se sono stata o sono sempre capace
di operare in conformità con quanto affermo, ma questo mi sforzo di fare ogni
giorno, nella mia attività professionale, sociale, politica, istituzionale”.
“Ho condiviso
fin dall’inizio il progetto del PD. – prosegue la Rüdeberg - Lo vedevo
come la possibilità di superare un sistema dei partiti in crisi, mettendo insieme
persone con identità diverse e forti, non rinunciatarie, che sono orgogliose
del meglio della propria storia ma che sono anche capaci si superarne gli aspetti
negativi. Tradizioni politiche complementari che la storia del ‘900 aveva diviso,
rendendole conflittuali anche quando non lo erano. Le tradizioni cattoliche,
socialiste, liberali, assieme a quelle più contemporanee, quella ambientalista
e quella, particolarmente significativa, che si è affermata sull’onda delle
battaglie delle donne”. Speranze, in un rinnovamento economico, sociale, culturale
e civile dell’Italia che però, secondo la
Rüdeberg, sono rimaste disattese a causa dell’avvento dei governi
di Berlusconi che hanno dato vita ad “un’Italia più povera e più ingiusta, che
non gode più a livello internazionale del ruolo e del prestigio del passato.
Un paese pericolosamente in declino e ripiegato su sé stesso. Di fronte a questo
scenario ci sarebbe bisogno di una opposizione e di un Partito Democratico ben
più forte e qualificato di quello che abbiamo”. Un partito, precipitato al 25%
dei consensi che, per la
Rüdeberg, non corrisponde alle aspettative degli aderenti e
degli elettori e si muove in uno scenario eccessivamente burocratico e centralistico
dove il “faticoso impegno per cambiare si è sostituito un nuovismo asfittico
che ha sostanzialmente prodotto l’isolamento”.
Il consigliere
del Cgie sottolinea inoltre la necessità sia di affrontare la questione delle
alleanze, che devono fondarsi su forze e programmi democratici e alternativi
al centrodestra, sia di superare “il metodo centralistico e fondato sulla affidabilità
dei referenti e non sulla politica e sulla serietà e onestà degli aderenti e
dei dirigenti, che ha prodotto guasti per il partito a livello nazionale che,
drammaticamente, per la Circoscrizione Estero.
Sono state imposte – prosegue la Rüdeberg- figure dal centro non scelte né
votate dai connazionali all’estero aderenti al PD, figure senza competenza e
senza legami con i problemi e con i territori dei nostri connazionali all’estero.
Il risultato è stato che l’esperienza del recente passato de L’Ulivo, di un
impegno unitario e qualificato che è stato legittimato da due affermazioni elettorali,
è stato messo in discussione con un metodo verticistico, scollegato dalle realtà
di base, burocratico e antidemocratico, che ha in alcuni casi compromesso la
qualità e la presenza del centrosinistra nei diversi territori di emigrazione
e ci ha regalato due pesantissime sconfitte elettorali, alle politiche del 2008
e alle europee del 2009”.
Per il consigliere
del Cgie il Partito democratico dovrà inoltre fondare la sua azione politica
su comportamenti etici inattaccabili e sull’onestà personale e istituzionale
dei propri aderenti. Linee di condotta che non sempre sono state riscontrate
da parte dei quadri dirigenti del partito.
“La gente – conclude
la Rüdeberg
- ci darà fiducia solo se dimostreremo di essere diversi dagli altri, se potrà
avere fiducia su dirigenti ed esponenti che fanno della serietà, della competenza,
della capacità di coinvolgimento, dell’onestà i pilastri fondativi della propria
attività. Per queste ragioni, personalmente, ho valutato che esistano maggiori
elementi di concretezza e di coerenza nella mozione presentata da Bersani, che
condivido in larghissima parte e che sosterrò”.(Inform)
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