INFORM - N. 169 - 16 settembre 2009


INTERVENTI

Pro Franceschini l’esponente del Pd Svizzera

Michele Schiavone: Le ragioni di una scelta

 

ZURIGO - Il 1° congresso del Partito democratico è vissuto anche qui all’estero con un elevato grado di partecipazione e di emotività che coinvolge donne e uomini fermamente decisi a voler risollevare le sorti di un Paese che, negli ultimi tempi, pare aver imboccato la via del declino e della negazione dei principi che stanno a fondamento della democrazia e della sua giovane storia. Le aspettative riposte in questa consultazione non si limitano al puro e semplice sostegno alle singole mozioni. Infatti, siamo in molti ad interrogarci sul futuro dell'Italia, sulla fisionomia che vorremmo darle, sul profilo che essa dovrà assumere nelle forti contese politiche, economiche e sociali del nuovo millennio e, non da ultimo, sul tipo di società che vorremmo costruire non solo nel nostro Paese, ma anche in Europa e nel mondo per le prossime generazioni.

Nel dibattito che si sta svolgendo all'interno del Pd, in Italia come all'estero, ci sono molti argomenti comuni alle tre mozioni che, seppur declinati con sfumature e accenti diversi, sono riconducibili alla stessa matrice democratica che ha dato vita a questo nostro grande partito. Il Partito democratico, indipendentemente dal segretario che lo guiderà, è e sarà una forza politica riformista chiamata a svolgere un ruolo precursore degli assetti sociali e politici della società del terzo millennio. Il Pd  è un partito vero, nato sulla scorta di un reale e democratico consenso  popolare e non tra le mura di un'azienda come una delle tante operazioni virtuali di marketing. Un partito con una tradizione e una storia che, non a caso, nella sua genesi si richiama ai filoni principali delle grandi tradizioni popolari, laiche e progressiste del secolo scorso. Queste sono le solide fondamenta sulle quali esso si regge. Parallelamente il Pd è un partito che, diversamente dal Pdl , ha messo in campo una visione per il futuro in grado di restituire all'Italia riconoscimento e credibilità a livello internazionale. Riconoscimento e credibilità che negli ultimi tempi paiono assai offuscati dalle anomale prese di posizione e dai comportamenti di un premier che non vuole accettare il fatto di essere ormai giunto al tramonto  politico.

Sono convinto che i nostri connazionali residenti all’estero potranno continuare a dare un determinate contributo alla caratterizzazione di questo progetto, che è tanto più credibile quanto maggiore sarà la nostra determinazione a realizzare un Partito democratico plurale, ricco di idee, espressione di quella grande diversità di soggetti che rendono unica e singolare la storia italiana dentro e fuori dai confini nazionali.

Perciò, nei giorni scorsi, ho annunciato il mio sostegno alla candidatura a segretario nazionale del Partito democratico di Dario Franceschini. In questa fase di gestazione il Partito democratico ha bisogno di una figura capace di decidere, di scegliere e di continuare nell’opera di apertura e di costruzione che sappia valorizzare le istanze degli iscritti e  le culture che lo costituiscono veicolandole in un orizzonte di valori che sapranno farne il riferimento politico in questo nuovo secolo. L’impegno manifestato da Dario Franceschini in questi pochi mesi di reggenza è indicativo di capacità e di fermezza nelle decisioni che prefigurano la volontà di costruire un partito radicato nel paese, espressione di iscritti e riferimento per associazioni,  ben identificabile nei luoghi di rappresentanza e capace di affermare quei valori che rendono un Paese una comunità, un’unione di soggettività che hanno come comune denominatore riferimenti certi e inequivocabili quali: la laicità, e la partecipazione in un forte contesto di rappresentanza territoriale, che diventa più evidente, proprio ora, a due soli anni dal 150° anniversario dell’Unità politica e geografica.

In un partito mosso da questi presupposti c’è grande spazio per poter far esprimere al meglio anche le nostre organizzazioni all’estero proiettandole verso un futuro di responsabilità civica e politica che sappia far fronte alle grandi sfide che ci attendono: la crisi della globalizzazione dell'economia e della finanza, il progressivo scollamento dei cittadini dalla cosa pubblica, l'erosione dei fondamenti etici e razionali della politica,  la decostruzione del mondo del lavoro e la preoccupante crescita del livello di pauperizzazione planetario, i mutamenti climatici del pianeta,  le nuove frontiere della bioetica, la competizione e l'innovazione tecnologica.

 Franceschini si è impegnato, con il concorso di tutti, a proiettare il Partito democratico in una nuova dimensione. Personalmente, come del resto assieme a tanti altri amici, iscritti e simpatizzanti qui all'estero, ho recepito la passione reale e la forza contenutistica del suo programma politico e, conseguentemente, ho deciso di sostenere la sua elezione a segretario nazionale del Pd. (Michele Schiavone*-Imform)

Componente Cgie, Pd Svizzera


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