INFORM - N. 168 - 15 settembre 2009
RASSEGNA STAMPA
Dal “Corriere della Sera.it”
Una Triennale in Corea per il design italiano
Milano-Seul - L’inaugurazione con il presidente
Napolitano. In mostra le “macchine” di Leonardo. Sedi anche a Tokyo, New York
e Shanghai
La Corea combatteva la sua lotta di liberazione
dal dominio giapponese quando, nel 1933, Mario Sironi e Gio Ponti combattevano l’un contro l’altro per l’affermazione
di monumentalismo o razionalismo nella prima Triennale
tenuta a Milano. Oggi proprio la Triennale fa da ponte tra
i due Paesi dell’Estremo Oriente a più alta tecnologia e design inaugurando
una sua sede di 6.000
metri quadri su una collina di Incheon, presso Seul (Corea
del sud), dopo aver aperto nei mesi scorsi un suo Spazio Design nel quartiere
italiano di Shiodome a Tokyo, in Giappone.
Incheon è una avveniristica Seul2, razionalista ed ecologica,
progettata da Norman Foster. Qui, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
(il sindaco Letizia Moratti è bloccata a Milano per un motivo di salute), assieme
alle autorità coreane, inaugura oggi il Milano Design City Exhibition
Center, un coloratissimo edificio progettato da Alessandro Mendini
e Seok Chul Kim-Archiban
che è la sede coreana della Triennale. È un padiglione monopiano,
che replica in pianta la
Triennale milanese, e che contiene al suo interno una versione
(intitolata «Le Ossessioni del design italiano») dell’esposizione permanente
del Design Museum curato da Italo Rota, uno spazio
per mostre temporanee, un bookstore, un caffè e un
ristorante. Nell’esposizione permanente figurano pezzi storici del design italiano,
dalla poltrona Martingala di Zanuso, all’armadio di Fornasetti e Ponti a oggetti di Mari e Branzi.
La mostra inaugurale, «Leonardo da Vinci: Nature, Art & Science», è a cura,
invece, del Museo nazionale della scienza e della tecnologia di Milano e presenta
una selezione di 37 modelli che illustrano gli studi di Leonardo: volo, meccanica,
ponti, macchine e ingegneria militare.
Il progetto tra Milano e Seul coinvolge molti altri attori
culturali milanesi (il cosiddetto sistema- Milano), tra i quali la Fiera, il Piccolo Teatro e
la Scala, che fa continuare il
ponte ideale tra Corea e Giappone giovedì al Teatro Bunka
Kaikan di Tokyo, mettendo in scena il Don Carlo di
Verdi diretto da Daniele Gatti, sempre alla presenza di Napolitano e dell’imperatore
del Sol Levante. Lo spettacolo chiuderà la tournée della Scala in Estremo Oriente
che ha festeggiato la centesima esibizione in Giappone del teatro con l’Aida
diretta da Daniel Barenboim.
Il presidente della Fondazione Triennale, Davide Rampello, protagonista dell’internazionalizzazione dell’ex
polveroso ente milanese sulle arti applicate, inquadra i significati dell’operazione
nella logica di promozione del made in Italy e dell’immagine
del nostro Paese: «Credo che in città-mondo come Incheon, Shanghai, New York,
sia necessario rappresentare l’Italia attraverso un luogo destinato alla promozione
e alla valorizzazione di arte, architettura, design e moda, ma anche del mondo
dell’impresa e del turismo, e sono convinto che Triennale Incheon diventerà
un modello da seguire e un punto di riferimento».
L’architetto Italo Rota, che firma il Museo del design
a Milano e Incheon, rileva che «questo salto di qualità imporrà alla Triennale
di organizzarsi su scala planetaria e a confrontarsi con pubblici molto diversi».
Una prospettiva che sta per essere portata avanti con l’apertura, verso fine
anno, della sede americana davanti al MoMa di New
York e, successivamente, con quelle di Shanghai in Cina e di San Paolo del Brasile.
Se entusiastici sono i consensi istituzionali sull’operazione
condotta a Seul, valutazioni diverse si possono raccogliere, più in generale,
intorno alle strategie della Triennale: da quelle di assoluta approvazione
— innescate dall’infaticabile impegno che Rampello
profonde nel modernizzare e far conoscere il «marchio» Triennale — a quelle
che criticano un eccesso di progetti e visibilità, visto che la Triennale ha aperto sedi
anche a Venezia e Palermo, si sta occupando del Museo di Arte contemporanea
di Milano, aveva proposto per le celebrazioni dei 150 anni della Repubblica
italiana la creazione a Milano di un museo dell’immagine e della fotografia
(bocciato dal Comitato per le celebrazioni) e altro ancora. Non sono certo estendibili
al progetto Triennale-Mondo le valutazioni critiche
che alcuni muovono al modello Louvre ad Abu Dhabi (la posa della prima pietra
da parte del presidente Nicolas Sarkozy è avvenuta
il 26 maggio scorso). La Triennale nasce infatti proprio come istituzione
che opera nella promozione del rapporto tra architettura, arte contemporanea
e industria mentre il Louvre è l’espressione di una cultura museografica storicista.
(Pierluigi Panza-Corriere della Sera.it, 15 settembre
2009)
Inform
Vai a: