PARTITI
I parlamentari
del Pd eletti all’estero Bucchino, Farina, Garavini,
Porta e Randazzo ufficializzano il loro sostegno a
Bersani
“Dal candidato il riconoscimento del
fondamentale apporto degli italiani nel mondo per l’internazionalizzazione del
partito, del Parlamento e del paese”
ROMA - Con una nota congiunta
i deputati del Pd Gino Bucchino, Gianni Farina
, Laura Garavini,Fabio Porta e il senatore del Pd
Nino Randazzo hanno ufficializzato il loro appoggio
alla candidatura di Pierluigi Bersani alla segreteria del Partito democratico.
Nel comunicato gli eletti all’estero spiegano come la frase iniziale della mozione
che sostiene la candidatura di Bersani, “Il Partito democratico è la più grande
intuizione degli ultimi venti anni. Noi crediamo nel progetto cresciuto sulle
radici dell’Ulivo”, contenga dei valori forti e convincenti. “Anche noi,
infatti, - sottolineano i parlamentari - siamo ancora pienamente convinti della
validità del progetto politico del Pd, accolto tra gli italiani nel mondo con
grande entusiasmo e forti aspettative. Anche a questi milioni di connazionali
che vivono all’estero, però, ciò che il Pd aveva di meglio da dire non lo ha
ancora detto, ed è per questo – proseguono gli eletti all’estero - che ci chiediamo,
alla vigilia di questo storico appuntamento per il partito: perché il Pd ha
deluso le aspettative che aveva suscitato, perdendo voti, invece di allargare
i consensi in tutte le direzioni? A questi interrogativi la mozione e la leadership
di Bersani stanno già dando delle risposte finalmente chiare e precise: il Pd
deve essere un partito forte e radicato nei territori, così come è nel suo Dna,
che affonda le radici nella gloriosa storia del cattolicesimo democratico e
del socialismo riformista; un partito aperto all’innovazione senza rincorrere
il nuovismo fine a sé stesso, convinto sostenitore
di un rinnovamento generazionale basato sulla capacità di parlare ai giovani
rispondendo alle sfide poste dalla gravi crisi economica, senza dimenticare
la necessaria e giusta solidarietà con le generazioni che hanno contribuito
a costruire la ricchezza e la democrazia del nostro Paese. La mozione Bersani
– proseguono i deputati e il senatore della circoscrizione Estero - ha condiviso
ed elaborato un contributo specifico sugli italiani nel mondo, convinti del
loro fondamentale apporto per ’internazionalizzazione del partito, del Parlamento
e del paese”.
Un contributo, quello contenuto nel
documento che integra la mozione Bersani, che nella nota gli eletti all’estero
viene ampiamente riportato: “Una larga fetta di popolazione sia nel Partito,
come in Parlamento e nel Paese, deve trovare la giusta collocazione e le strutture
adatte per partecipare realmente e attivamente alla vita politica, al processo
di integrazione dei nuovi migranti in Italia e di internazionalizzazione del
Paese all’estero… Occorre cambiare l’inadeguata e anacronistica percezione della
presenza italiana nel mondo tra le istituzioni e nella politica nazionale…Bisogna
farlo sul versante delle politiche di intervento verso le realtà di origine
italiana nel mondo, che da tempo hanno subito una loro autonoma evoluzione sul
piano dell’avanzata integrazione nei Paesi di residenza e con l’accresciuto
numero di generazioni d’origine, che non hanno un legame diretto con l’Italia,
ma con la quale vogliono comunque mantenere moderne forme di collegamento… Il
tutto in una visione progressista e complessa delle migrazioni come strumento
dinamico delle relazioni globali e per una politica fondata sui valori della
convivenza e della solidarietà verso gli immigrati in Italia, per il cui successo
può essere determinante la preziosa esperienza partecipativa e democratica della
collettività italiana in Europa e nel mondo”. In questa ottica, secondo il documento
Bersani “vanno garantiti e rafforzati gli organismi istituzionali di rappresentanza
delle comunità all’estero, ai quali va confermato il ruolo di interlocutori
con le istituzioni locali”. Da contrastare inoltre l’attuale politica governativa
che si propone di azzerare i corsi di lingua e cultura italiana nel mondo. In
questo ambito si sottolinea anche che il Partito democratico “dovrà riprendere
e sostenere l’azione di rinnovamento e rilancio dell’associazionismo all’estero,
che rappresenta da sempre una ricchezza plurale in ambito sociale, economico,
politico e culturale”.
“Sono queste – commentano infine gli
eletti all’estero - le nostre ragioni, le nostre convinzioni, le nostre speranze:
per un Partito democratico credibile e forte; per una Italia migliore; per restituire
rispetto e fiducia agli italiani nel mondo”. ( Inform )