INFORM - N. 168 - 15 settembre 2009


PARTITI

I parlamentari del Pd eletti all’estero Bucchino, Farina, Garavini, Porta e Randazzo ufficializzano il loro sostegno a Bersani

“Dal candidato il riconoscimento del fondamentale apporto degli italiani nel mondo per l’internazionalizzazione del partito, del Parlamento e del paese”

 

ROMA -  Con una nota congiunta i deputati del Pd Gino Bucchino,   Gianni Farina , Laura Garavini,Fabio Porta e il senatore del Pd Nino Randazzo hanno ufficializzato il loro appoggio alla candidatura di Pierluigi Bersani alla segreteria del Partito democratico. Nel comunicato gli eletti all’estero spiegano come la frase iniziale della mozione che sostiene la candidatura di Bersani, “Il Partito democratico è la più grande intuizione degli ultimi venti anni. Noi crediamo nel progetto cresciuto sulle radici dell’Ulivo”, contenga dei valori  forti e convincenti. “Anche noi, infatti, - sottolineano i parlamentari - siamo ancora pienamente convinti della validità del progetto politico del Pd, accolto tra gli italiani nel mondo con grande entusiasmo e forti aspettative. Anche a questi milioni di connazionali che vivono all’estero, però, ciò che il Pd aveva di meglio da dire non lo ha ancora detto, ed è per questo – proseguono gli eletti all’estero - che ci chiediamo, alla vigilia di questo storico appuntamento per il partito: perché il Pd ha deluso le aspettative che aveva suscitato, perdendo voti, invece di allargare i consensi in tutte le direzioni? A questi interrogativi la mozione e la leadership di Bersani stanno già dando delle risposte finalmente chiare e precise: il Pd deve essere un partito forte e radicato nei territori, così come è nel suo Dna, che affonda le radici nella gloriosa storia del cattolicesimo democratico e del socialismo riformista; un partito aperto all’innovazione senza rincorrere il nuovismo fine a sé stesso, convinto sostenitore di un rinnovamento generazionale basato sulla capacità di parlare ai giovani rispondendo alle sfide poste dalla gravi crisi economica, senza dimenticare la necessaria e giusta solidarietà con le generazioni che hanno contribuito a costruire la ricchezza e la democrazia del nostro Paese. La mozione Bersani – proseguono i deputati e il senatore della circoscrizione Estero - ha condiviso ed elaborato un contributo specifico sugli italiani nel mondo, convinti del loro fondamentale apporto per ’internazionalizzazione del partito, del Parlamento e del paese”.

Un contributo, quello contenuto nel documento che integra la mozione Bersani, che nella nota gli eletti all’estero viene ampiamente riportato:  “Una larga fetta di popolazione sia nel Partito, come in Parlamento e nel Paese, deve trovare la giusta collocazione e le strutture adatte per partecipare realmente e attivamente alla vita politica, al processo di integrazione dei nuovi migranti in Italia e di internazionalizzazione del Paese all’estero… Occorre cambiare l’inadeguata e anacronistica percezione della presenza italiana nel mondo tra le istituzioni e nella politica nazionale…Bisogna farlo sul versante delle politiche di intervento verso le realtà di origine italiana nel mondo, che da tempo hanno subito una loro autonoma evoluzione sul piano dell’avanzata integrazione nei Paesi di residenza e con l’accresciuto numero di generazioni d’origine, che non hanno un legame diretto con l’Italia, ma con la quale vogliono comunque mantenere moderne forme di collegamento… Il tutto in una visione progressista e complessa delle migrazioni come strumento dinamico delle relazioni globali e per una politica fondata sui valori della convivenza e della solidarietà verso gli immigrati in Italia, per il cui successo può essere determinante la preziosa esperienza partecipativa e democratica della collettività italiana in Europa e nel mondo”. In questa ottica, secondo il documento Bersani “vanno garantiti e rafforzati gli organismi istituzionali di rappresentanza delle comunità all’estero, ai quali va confermato il ruolo di interlocutori con le istituzioni locali”. Da contrastare inoltre l’attuale politica governativa che si propone di azzerare i corsi di lingua e cultura italiana nel mondo. In questo ambito si sottolinea anche che il Partito democratico “dovrà riprendere e sostenere l’azione di rinnovamento e rilancio dell’associazionismo all’estero, che rappresenta da sempre una ricchezza plurale in ambito sociale, economico, politico e culturale”.

“Sono queste – commentano infine gli eletti all’estero - le nostre ragioni, le nostre convinzioni, le nostre speranze: per un Partito democratico credibile e forte; per una Italia migliore; per restituire rispetto e fiducia agli italiani nel mondo”. ( Inform )


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