INFORM - N. 167 - 14 settembre 2009


MOSTRE

Dal 20 settembre al 10 gennaio a Palazzo dei Diamanti 

A Ferrara  “Boldini nella Parigi degli Impressionisti”

Dopo l’esordio nella città estense tappa americana a Williamstown, presso lo Sterling and Francine Clark Art Institute

 

FERRARA – Sta per aprire i battenti a Ferrara la mostra “Boldini nella Parigi degli Impressionisti”.La rassegna, ospitata a Palazzo dei Diamanti dal prossimo 20 settembre al 10 gennaio 2010,  è organizzata da Ferrara Arte, in collaborazione con le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea –Museo Giovanni Boldini, e dallo Sterling and Francine Clark Art Institute di Williamstown (Massachusetts) dove l’esposizione si trasferirà dopo l’esordio a Ferrara. E sarà la prima volta che un prestigioso museo americano presenterà una rassegna dedicata all’artista ferrarese.

Giovanni Boldini è celebre per essere stato il ritrattista del bel mondo internazionale. Tuttavia, prima di votarsi interamente al ritratto, durante i suoi primi quindici anni di carriera a Parigi, dal 1871 al 1886, fu un artista poliedrico che, per dirla con le sue parole, faceva “quadri di ogni genere che sparivano facilmente, perché avevo molto successo”: dalle scene di genere alle vedute di città, dai paesaggi agli interni d’atelier, dalle raffigurazioni di teatri e caffè ai ritratti.

A differenza delle esposizioni precedenti, tutte antologiche, questa mostra -  – spiega Andrea Buzzoni, dirigente del Settore Attività Culturali del Comune di Ferrara - indaga esclusivamente questo fondamentale  capitolo della sua carriera per comprendere chi era il Boldini che si trasferì da Firenze a Parigi all’inizio degli anni Settanta, come si sviluppò la sua personalità nel suo primo quindicennio parigino di ricerca e sperimentazione, e cosa rimase di quelle esperienze in seguito quando si affermò come un ritrattista di fama internazionale.

Una novantina di capolavori provenienti dalle più importanti collezioni pubbliche e private d’Italia e del mondo, alcuni dei quali mai esposti prima nel nostro paese, mettono in luce tutta la complessità e il fascino della personalità boldiniana in

quel quindicennio cruciale. La mostra, e il catalogo che l’accompagna, frutto di nuove ricerche, offrono inoltre novità importanti rispetto all’artista e alla sua opera riletta alla luce dei suoi rapporti sia con la pittura di tradizione, da Meissonier a Fortuny, sia con le avanguardie dell’epoca, ad esempio con artisti quali Degas, Manet, Sargent e Whistler, e inoltre con la critica, con il collezionismo e con il mercato europei e americani.

Il percorso di mostra potrà essere integrato da una visita al Museo Giovanni Boldini situato a Palazzo Massari, la più grande ed importante collezione pubblica che riunisce opere afferenti l’intera carriera del maestro ferrarese, oltre agli arredi e agli oggetti personali provenienti dall’abitazione e dall’atelier parigini che rievocano gli ambienti della sua casa-studio. (Inform)

 

 


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