INFORM - N. 166 - 11 settembre 2009
PREMI
L’alto
dirigente Onu il 19 settembre a Trieste per il 56° Raduno dei dalmati
A Staffan de Mistura il Premio Tommaseo
TRIESTE –Staffan
de Mistura, da un mese vicedirettore esecutivo del World Food Programme dell’Onu,
riceverà il Premio Tommaseo il 19 settembre a Trieste in occasione del 56° Raduno
nazionale dei dalmati. Cerimonia nella sala del Consiglio comunale.
Ha origini dalmate
l’alto dirigente italo-svedese delle Nazioni Unite, che riceverà il Premio dalle
mani di un dalmata doc, il grande stilista Ottavio Missoni.
“Sono nato – racconta
al giornale “Il Piccolo” - subito dopo
la guerra, quando mio padre lasciò la Dalmazia ma d’altronde un mio zio è stato tra le
vittime delle Foibe. A Trieste, infine, vive l’unica persona che porta ancora
il mio cognome, Armando de Mistura”. Staffan
de Mistura accoglie dunque “con molta fierezza e orgoglio” il riconoscimento
che l’Associazione dei dalmati italiani nel mondo gli ha assegnato. “Le vicende
della famiglia di mio padre, costretto all’esilio da Sebenico – spiega de Mistura
- hanno avuto una parte importante nelle motivazioni che mi hanno spinto a impegnarmi,
ormai da 38 anni, in una sorta di guerra alle guerre in ogni parte del mondo”
. “Ho sempre sentito raccontare da papà
quanto sia difficile vivere lontani dalla propria terra, dalla quale si è stati
strappati. Ecco, così è cresciuta in me una spiccata sensibilità verso chiunque
sia sfollato, emigrato o rifugiato, non solo in senso materiale ma anche culturale
e intellettuale”. “Ho sempre avuto scolpito nella mente – racconta Staffan de
Mistura - quanto mio padre ha sofferto per la perdita dell’identità e della
sua terra come conseguenza di una guerra, sviluppando una particolare repulsione
verso la violenza, compresa ovviamente quella tra nazioni”.
Nato apolide (come
lo era il padre dopo essere riparato in Italia e prima di trasferirsi in Svezia) Staffan de Mistura ha acquisito la cittadinanza
italiana: “Avevo sempre desiderato acquisire anche la cittadinanza italiana
e mentre lavoravo a Mitrovica, forse anche per i risultati raggiunti, il Presidente
della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ‘motu proprio’, me la concesse. Ne fui
molto felice”. (Inform)
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