ITALIANI ALL’ESTERO
Roberto Menia sulla partecipazione
alla cerimonia commemorativa nel campo di Hereford
in Texas
Dal Notiziario Ancri in Uruguay
un’intervista del sottosegretario all’Ambiente che l’8 agosto ha seguito l’evento
a nome del governo italiano
MONTEVIDEO – Pubblicata in Uruguay
sul Notiziario Ancri (Associazione Nazionale ex Combattenti
e Reduci di guerra) “Noi l’Italia fuori d’Italia” di settembre un’intervista
al sottosegretario all’Ambiente Roberto Menia, in
occasione della sua visita al campo di Hereford, in
Texas.
L’8 agosto Menia
ha partecipato alla cerimonia commemorativa in quello che fu un campo di prigionia
nel quale, durante la seconda guerra mondiale, vennero internati cittadini italiani.
In quell’occasione è stata riaperta la cappella costruita proprio dai prigionieri
italiani, recentemente ristrutturata.
Riportiamo di seguito l’intervista
al sottosegretario di Giovanni Costanzelli, delegato
del CTIM per l’Uruguay.
On. Menia
come si sente all’aver rappresentato il Governo italiano, oltre oceano, nella
prima cerimonia ufficialmente riconosciuta del campo di Hereford?
E’ stata un’emozione particolare e
intensa, per tanti motivi diversi. Di Hereford conoscevo
la storia e personalmente ho sempre ammirato il senso dell’onore e della dignità
di coloro che vi erano passati da prigionieri: potere rappresentare il Governo
italiano e, dopo 64 anni, rendere in quella veste onore al sacrificio di quegli
uomini, quattro dei quali presenti, ha avuto per me il doppio, dolce sapore,
del realizzare una cosa giusta come uomo di governo e di italiano di popolo.
Quali sono stati i momenti più significativi?
Ricorderò sempre il silenzio fuori
ordinanza suonato da una donna aviere, i tre colpi di fucile per i caduti e
la carezza all’alloro della corona che ho deposto a nome del governo per i Caduti.
Un’iniziativa voluta fortemente dal
Comites di Houston e dalla commissione storica del Texas,
le comunità locali americane e quelle italiane. Qual è stata la sua impressione,
com’è stato accolto, quali sono le sue conclusioni di questa sua missione ufficiale
e probabilmente indimenticabile?
Credo sia stata un’iniziativa memorabile,
che da una parte, onora il Comites, il comandante
Arcobelli, promotore della stessa, e dall’altra la
commissione storica del Texas e la comunità di Hereford che ha reso omaggio a quegli ex nemici ora amici.
Non possiamo non sottolineare come oggi, italiani e americani combattano la
stessa battaglia per la libertà e contro il terrorismo in ogni angolo del mondo.
( Inform )