INFORM - N. 165 - 10 settembre 2009


TREVISANI NEL MONDO

Riccardo Masini: “Giù le mani dai consolati”

 

TREVISO - Si stanno  verificando per il mondo interventi limitativi di cui in Italia non si avverte minimamente la  proporzioni e che , finora, il sistema mediatico si è disinteressato. Il fatto riguarda  molte sedi di Consolati Esteri che stanno per essere falcidiate un po’ ovunque. Il disorientamento che  tale provvedimento causa alle nostre comunità all’estero è paragonabile, anzi superiore , al disagio che causerebbe

nei nostri paesi la soppressione degli uffici comunali che riteniamo indispensabili e di cui godiamo poterne disporre sotto casa, ritenendolo diritto irreversibile. .  L’accorpamento di ambasciate e consolati in sedi riunite comporterà enormi disagi  agli italiani all’estero con conseguenze  anche sui commerci e gli scambi culturali con la madre patria., con spostamenti talvolta  di migliaia di  chilometri per una qualsiasi operazione burocratica.

Chi ha dimestichezza con queste realtà  e ha visto, soprattutto in Sud America,  ( come chi scrive ).  le file  lunghe  centinaia di metri di persone che attendevano di essere ricevute ( per una pratica , un consiglio o un aiuto )  non può far altro che chiedersi di  come sarà possibile  smaltire queste richieste visto che le sedi consolari sono o stanno per essere decimate . Quale sarà la situazione che si verrà a creare ? Decisamente è come un voltare vilmente le spalle   a gente del nostro sangue , che ha diritto di essere considerata cittadino italiano a tutti gli effetti  e che spesso ha consumato la propria vita all’estero, onorando Treviso e l’Italia nel mondo. Che molte sedi diplomatiche  fossero poco efficienti, per lo più per scarsità di personale o carenza di preparazione e di stesse strutture,  noi fummo i primi a denunciarlo. Ma con questo non significava doverli eliminare, bensì rinforzarli e se mai “ bonificarli” al loro interno.

 Unanime la denuncia  con segnali importanti  pervenuti da nostri connazionali all’estero . Da ultimo il documento emanato dalle   Acli del Belgio  ( “ Tutto questo per risparmiare qualche milione, mentre per il G8  se ne sono spesi 54 . Giù le mani dai Consolati !….) , ma con significativi accenti già espressi da Toni Panazzolo,  “ svizzero”

( Basilea)  di Pagnano, che  nel suo appassionato intervento all’assemblea generale annuale della Trevisani nel Mondo , si è reso valido portavoce di questo forte disagio e l’articolo apparso sul  Gazzettino ( a firma Sergio Zanellato) che ha raccolto l’accorata testimonianza dell’” australiano”  Ferruccio Bresolin di Volpago.

Opportuna segnalazione su questo campo i giunge dalla qualificata  comparsa in scena  del vicesindaco di Treviso  Giancarlo Gentilini ,  “ fedelissimo” in Consiglio e con una sua spiccata sensibilità verso il  popolo dell’emigrazione , che con il piglio che gli è proprio, ha inviato una missiva  dal  titolo emblematico ( “Quo vadis Italia? SoS Trevisani nel Mondo”) rivolto a tutte  le più alte personalità dello Stato e della Regione , oltre che ad autorità locali ( e al  presidente Atm Giuseppe Zanini )  in cui stigmatizza il” totale silenzio e disinteresse della stampa di fronte al fatto che l’Italia ha deliberato la chiusura di una ambasciata e di ben 16 Consolati” 

La Trevisani nel Mondo sta seguendo attentamente l’evolversi della situazione adoperandosi pressi i canali convenzionali che in questi casi sono rappresentati dall’Unaie ( Unione Nazionale Associazioni Immigrati Emigrati) che raccoglie le associazioni di categoria di tutta Italia rendendosi portavoce presso gli organi governativi. Se ne sta interessando anche l’istituzione regionale. Riccardo Masini*-Inform)

* Direttore generale dell’Associzione Trevisani nel Mondo


Vai a: