TREVISANI NEL MONDO
Riccardo Masini: “Giù le mani dai consolati”
TREVISO - Si stanno verificando per il mondo interventi limitativi di cui in Italia non si avverte minimamente la proporzioni e che , finora, il sistema mediatico si è disinteressato. Il fatto riguarda molte sedi di Consolati Esteri che stanno per essere falcidiate un po’ ovunque. Il disorientamento che tale provvedimento causa alle nostre comunità all’estero è paragonabile, anzi superiore , al disagio che causerebbe
nei nostri paesi la soppressione degli uffici comunali che riteniamo indispensabili e di cui godiamo poterne disporre sotto casa, ritenendolo diritto irreversibile. . L’accorpamento di ambasciate e consolati in sedi riunite comporterà enormi disagi agli italiani all’estero con conseguenze anche sui commerci e gli scambi culturali con la madre patria., con spostamenti talvolta di migliaia di chilometri per una qualsiasi operazione burocratica.
Chi ha dimestichezza con queste realtà e ha visto, soprattutto in Sud America, ( come chi scrive ). le file lunghe centinaia di metri di persone che attendevano di essere ricevute ( per una pratica , un consiglio o un aiuto ) non può far altro che chiedersi di come sarà possibile smaltire queste richieste visto che le sedi consolari sono o stanno per essere decimate . Quale sarà la situazione che si verrà a creare ? Decisamente è come un voltare vilmente le spalle a gente del nostro sangue , che ha diritto di essere considerata cittadino italiano a tutti gli effetti e che spesso ha consumato la propria vita all’estero, onorando Treviso e l’Italia nel mondo. Che molte sedi diplomatiche fossero poco efficienti, per lo più per scarsità di personale o carenza di preparazione e di stesse strutture, noi fummo i primi a denunciarlo. Ma con questo non significava doverli eliminare, bensì rinforzarli e se mai “ bonificarli” al loro interno.
Unanime la denuncia con segnali importanti pervenuti da nostri connazionali all’estero . Da ultimo il documento emanato dalle Acli del Belgio ( “ Tutto questo per risparmiare qualche milione, mentre per il G8 se ne sono spesi 54 . Giù le mani dai Consolati !….) , ma con significativi accenti già espressi da Toni Panazzolo, “ svizzero”
( Basilea) di Pagnano, che nel suo appassionato intervento all’assemblea generale annuale della Trevisani nel Mondo , si è reso valido portavoce di questo forte disagio e l’articolo apparso sul Gazzettino ( a firma Sergio Zanellato) che ha raccolto l’accorata testimonianza dell’” australiano” Ferruccio Bresolin di Volpago.
Opportuna segnalazione su questo campo i giunge dalla qualificata comparsa in scena del vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini , “ fedelissimo” in Consiglio e con una sua spiccata sensibilità verso il popolo dell’emigrazione , che con il piglio che gli è proprio, ha inviato una missiva dal titolo emblematico ( “Quo vadis Italia? SoS Trevisani nel Mondo”) rivolto a tutte le più alte personalità dello Stato e della Regione , oltre che ad autorità locali ( e al presidente Atm Giuseppe Zanini ) in cui stigmatizza il” totale silenzio e disinteresse della stampa di fronte al fatto che l’Italia ha deliberato la chiusura di una ambasciata e di ben 16 Consolati”
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Direttore generale dell’Associzione Trevisani nel Mondo