Conferenza Internazionale sulla violenza contro le donne
Frattini: Italia ricandidata al Consiglio dei Diritti
Umani dell’Onu
Impegno dell’Italia per donne, libertà religiosa, lotta
alla pena di morte
ROMA – “Esiste uno stretto legame tra il godimento dei
diritti umani e lo sviluppo; ed è anche per questo motivo che per il Governo
italiano i diritti umani rimangono una priorità assoluta della sua politica
estera”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini alla Conferenza
Internazionale G8 sulla violenza contro le donne , svoltasi oggi alla Farnesina.
Il ministro ha sottolineato l’impegno su più fronti dell’Italia.
Sul piano multilaterale sta per terminare il mandato italiano in seno al Consiglio
Diritti Umani dell’Onu, “ma – ha puntualizzato Frattini - ci siamo già candidati
per il 2011, proprio per non fare mancare il nostro contributo e il nostro impegno
a livello internazionale”. “Ci avviciniamo alla 64ma Assemblea Generale convinti
– ha spiegato Frattini - che essa costituisca un'occasione per continuare a
far valere, insieme ai nostri partners europei, principi
e valori per noi essenziali quali naturalmente il rispetto dei diritti delle
donne, ma anche la libertà religiosa o la lotta alla pena di morte, solo per
citarne alcuni”.
Dal punto di vista bilaterale, poi, “monitoriamo costantemente
il rispetto dei diritti umani nei vari paesi, intervenendo con la diplomazia,
laddove necessario” ha assicurato il titolare della Farnesina.
Frattini auspica che “tutti i Paesi, le organizzazioni
internazionali e le associazioni delle donne possano lavorare insieme per fare
in modo che vengano definite leggi nazionali e specifiche azioni contro la violenza
sessuale e di genere”. “Certamente il processo non sarà rapido né semplice,
ma è importante – ha detto Frattini - che la lotta a ogni forma di violenza
sessuale e di genere sia riconosciuta come uno dei presupposti dello sviluppo
del pianeta. La parità di genere è uno degli obiettivi di sviluppo del Millennio
e la discriminazione certo si nutre e spesso si accompagna alla violenza. In
questo quadro, dunque, una Conferenza internazionale in ambito G8 sulla violenza
contro le donne non poteva che essere benvenuta”.
Frattini ha rimarcato che “anche in virtù del fatto che
la legislazione nazionale ha adottato specifiche norme per il contrasto alla
violenza contro le donne, l’Italia ha accompagnato attivamente, sin dal suo
avvio, l’azione delle Nazioni Unite in questo particolare settore ed è stata
tra i primi Paesi a sostenere lo specifico fondo di UNIFEM”. La cooperazione
italiana inoltre, “ha assunto questo obiettivo come prioritario nelle linee
guida per le tematiche di genere e sviluppo e, a partire dagli anni novanta,
ha avviato programmi di lotta alle diverse forme di violenza contro le donne,
soprattutto nei Balcani e nel bacino Mediterraneo”.
Il ministro ha informato che attualmente la nostra cooperazione
è impegnata in iniziative a sostegno delle vittime di violenza sessuale e domestica
in Albania, Afghanistan, Libano, Mozambico e Africa Occidentale. Di “particolare
rilievo” a questo riguardo è l’iniziativa realizzata nel 2004 nei Territori
Palestinesi, che ha dato vita, a Betlemme, ad un centro “in grado di offrire,
pur in un contesto particolarmente difficile, non solo protezione alle donne
ma anche prevenzione e sensibilizzazione della comunità e dei media sui temi
della violenza domestica”.
Allo stesso tempo, ha evidenziato Frattini, “l’impegno
italiano nel contrasto al traffico di donne e minori è stato notevole sia in
termini procedurali che operativi”. “I numerosi programmi di lotta alla tratta
dei bambini in Africa, Asia e Europa hanno accompagnato – ha spiegato - gli
interventi di cooperazione nelle aree di conflitto, in attuazione della Risoluzione
del Consiglio di Sicurezza 1325/2000 e della nuova Risoluzione 1820/2008, che
lega indissolubilmente la violenza contro le donne impiegata come tattica di
guerra agli impedimenti al ripristino della pace”. Frattini ha osservato che
“l’approvazione di questa risoluzione è una pietra importante nell’edificio
di tutela dei diritti delle donne ed è un risultato che va ascritto non solo
ai Paesi che l’hanno promossa e votata,tra cui anche l’Italia, ma anche a tutto
il sistema delle Nazioni Unite che, da anni, è in prima linea su questo tema”.
Frattini ha inoltre ricordato “il nostro impegno affinché,
in Afghanistan, venisse modificata
“L’Italia ha assunto – ha rimarcato - un ruolo da protagonista
nell’ambito della battaglia condotta su scala mondiale contro la violenza sulle
donne”. Ed è, pertanto, “naturale che il nostro Paese abbia voluto suggellare
questa propria forte volontà politica mediante un’azione specifica mirante allo
sradicamento di una pratica ancora oggi largamente in uso presso alcuni Paesi
e che costituisce una forma aberrante di violazione fisica del corpo femminile:
le mutilazioni genitali femminili”.
Si tratta di un tema sul quale “l’Italia si è attivata
sin dalla metà degli anni ottanta, a partire dalla Somalia, e che vede oggi
il Ministero degli Esteri Italiano impegnato per una vera e propria strategia
di prevenzione del fenomeno, anche attraverso una specifica campagna internazionale
della Cooperazione insieme a UNFPA e UNICEF”.
“Naturalmente – ha precisato il ministro - , per
ottenere risultati consistenti, la collaborazione e un ruolo di primo piano
anche dei Governi direttamente interessati è un passaggio cruciale”.
Ed è in questo quadro, che Frattini ha deciso di
promuovere un primo incontro a New York, il prossimo 25 settembrea
margine della 64° UNGA, “per riunire i Partners, tra
cui vari Paesi africani, ONG e agenzie delle Nazioni Unite, che sinora hanno
deciso di sposare questa causa e definire insieme un’efficace strategia comune”.
Frattini ha, infine, ribadito “l’impegno del Governo
sulla promozione e tutela dei diritti umani ovunque nel mondo”. E ha assicurato
“un’attenzione del tutto particolare” per il tema affrontato dalla Conferenza,
nonché un impegno personale “affinché le conclusioni della Presidenza vengano
portate all’attenzione dei miei colleghi del G8”. “Sarebbe questo un segnale
concreto di speranza,- per le milioni di donne vittime di violenza e per le
nostre società, di un futuro migliore per tutti”, ha concluso il ministro Frattini.
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