STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Editoriale
su “L’Italiano” di oggi
Una strategia per il Pdl nel mondo
Vogliamo cercare di trovarla insieme discutendo
pacatamente e con spirito costruttivo?
Alla ripresa dell’attività politica dopo le ferie estive è giunto il momento che il Pdl nel mondo cominci ad interrogarsi se vuole continuare a navigare a vista, vivacchiare alla giornata in un clima di litigiosità e pressapochismo oppure darsi una strategia vincente.
Dato per scontato che la scelta cadrà sulla seconda opzione, noi, senza nessuna pretesa di essere possessori della verità infusa, vogliamo contribuire con alcune considerazioni.
Per definire una
strategia è necessario avere consapevolezza degli obiettivi da conseguire. Dal
punto di vista elettorale si tratta di conquistare quanti più possibile dei
18 seggi parlamentari che
Attualmente il Pdl ha 3 senatori (Europa, America Settentrionale, Sud America) e 4 deputati (2 Europa, 1 America Settentrionale, 1 Sud America). Non possiamo che ragionare dal presupposto che la legge elettorale non venga modificata e naturalmente la possibile strategia deve intanto prevedere il consolidamento di queste posizioni.
Quindi alle prossime elezioni il massimo risultato conseguibile per il Pdl sarà di 4 senatori e 6 deputati, 1 senatore e 2 deputati in più.
Chiediamo scusa a chi ci legge, ma dobbiamo per forza chiedergli di seguirci in un ragionamento che non può prescindere da un’analisi di cifre se non vogliamo filosofeggiare sui massimi sistemi.
EUROPA - Si eleggono 2 senatori e 6 deputati.
I 2 seggi al Senato sono già attribuiti in partenza: 1 al Pd ed 1 al Pdl. Anche 4 dei 6 seggi alla Camera sono divisi equamente fra Pd e Pdl. Uno appartiene alla lista che arriva terza (le ultime due volte al’Idv). La lotta è quindi per 1 seggio, che l’ultima volta è stato conquistato dal Pd.
AMERICA SETTENTRIONALE - Si eleggono 1 senatore e 2 deputati.
Qui la lotta è
solo per il senatore (l’ultima volta conquistato dal Pdl, quella precedente
dal centrosinistra). Per
SUD AMERICA - Si eleggono 2 senatori e 3 deputati.
E’ una ripartizione anomala per la forte presenza di indipendenti. Una lista (MAIE) ora ha 1 senatore ed 1 deputato. L’altra (AISA) per una manciata di voti ha fallito la conquista di 1 deputato, andato invece al Pd.
La lotta è per 1 senatore (questa volta andato al Pdl). Alla Camera – sempre per il sistema elettorale proporzionale puro – è impossibile per il Pdl conseguire un secondo seggio oltre a quello che ha attualmente.
AUSTRALIA, ASIA, AFRICA, OCEANIA - Si eleggono 1 senatore ed 1 deputato, conquistati dalla lista che prende più voti.
Le ultime volte ha prevalso il centrosinistra per meno di 1 punto percentuale.
Dunque il Pdl dovrebbe concentrare i suoi sforzi principalmente in quest’ultima ripartizione ripianando screzi, malintesi ed inimicizie, chiamando a raccolta tutte le donne e gli uomini di centrodestra di buona volontà. Tanto per fare un esempio deve rientrare la scomunica a Giampiero Pallotta, uno dei pochi nel nostro campo in grado di comunicare assieme a Federica Polegri e Giuseppe Cossari. Ma deve essere possibile aggregare personaggi importanti della comunità che finora sono rimasti – o sono stati tenuti – ai margini.
Basta con le polemiche interne, l’avversario è dall’altra parte. E proprio alla comunicazione bisogna dedicarsi per non lasciarla totalmente in mano agli altri.
Se l’Europa è politicizzata e le televisioni ed i giornali italiani arrivano e creano opinione fra i connazionali, in Sud America i partiti italiani non hanno una grande presa. Qui contano le persone, che abbiamo visto con quale disinvoltura passano da una lista all’altra senza che gli elettori abbiano la minima reazione contraria. Pertanto la strategia per l’Europa non può essere quella per il Sud America e viceversa. Una via di mezzo è l’America Settentrionale, dove i partiti sono riusciti in poco tempo a fare una certa presa e i tentativi di liste indipendenti sono falliti subito.
Bene. Vogliamo
partire da qui e sviluppare il discorso? Le pagine de “L’Italiano” sono a disposizione.
(l’Italiano/