INFORM - N. 163 - 8 settembre 2009


VI GIORNATA DEI TOSCANI NEL MONDO

Nardi (Cgie) parla dell’importanza della memoria e del legame con le nuove generazioni

“L’immigrazione verso il nostro paese viene affrontata in Italia senza far tesoro delle esperienze che hanno avuto i nostri emigranti all’estero”

 

MONTEPULCIANO – Alle celebrazioni di Montepulciano per la VI Giornata dei Toscani all’Estero erano presenti anche Andrea Amaro, vice segretario generale di Nomina Governativa del Cgie, Rodolfo Ricci segretario generale Fiei e Dino Nardi, componente del Comitato di Presidenza del Cgie per l’Europa ed il Nord Africa. A quest’ultimo, che fa anche parte dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea dei Toscani all’Estero, abbiamo chiesto alcune considerazioni sugli obiettivi e sul significato della manifestazione.

Ormai da molti anni la Toscana dedica i primi giorni di settembre al ricordo dei suoi connazionali all’estero. Lei come toscano ed esponente del Cgie quale valutazione esprime su queste manifestazioni?  

E’ la sesta volta che celebriamo la Giornata e ci spostiamo nell’ambito della Toscana per far conoscere i toscani nel mondo e quindi anche la storia della nostra emigrazione al maggior numero di corregionali residenti in queste zone meravigliose. Tutto questo è molto importante, specialmente in momenti come questi dove purtroppo c’è una dimenticanza storica di quella che è stata l’emigrazione italiana e toscana. L’odierno fenomeno dell’immigrazione verso il nostro paese viene infatti affrontato in Italia ed anche in Toscana, senza far tesoro delle esperienze che hanno avuto i nostri emigranti all’estero. Quindi pensiamo che raccontando anche le nostre storie, chi ci ascolta possa affrontare in modo più sereno la realtà dell’immigrazione.

Da tempo la Regione Toscana concentra i suoi sforzi anche finanziari sulle attività per i giovani all’estero. Quanto contano le nuove generazioni nella galassia delle nostre comunità nel mondo?

Indubbiamente se si continuava a inquadrare gli italiani all’estero nell’ambito dell’emigrazione tradizionale, cioè di coloro che sono emigrati per cercarsi un lavoro fuori dai confini nazionali, si parla ormai di un mondo che si sta restringendo, perché le nostre comunità all’estero sono sempre più composte da giovani di seconda, terza e quarta generazione. La regione toscana ha conosciuto il fenomeno dell’emigrazione di massa alla fine dell’800 e poi di nuovo nei lustri successivi alla seconda guerra mondiale, per cui è chiaro che se non si coinvolgono le nuove generazioni il discorso dei toscani all’estero fra poco tempo si chiuderà.

Fra l’altro è interesse anche dell’Italia e della Regione Toscana cercare di mantenere un legame con i propri discendenti all’estero, sia per sponsorizzare sempre di più il nostro paese nel mondo, sia perché facendo scoprire le loro origini a tanti giovani toscani all’estero forse li si rende anche più fieri delle loro passato. Al contempo la riscoperta dei paesi da dove emigrarono i loro genitori potrebbe portare questi ragazzi a tornare in Toscana, una volta divenuti adulti, con le loro famiglie. E forse tutto questo farà in modo che nello svolgimento della loro professione all’estero, questi giovani priviligeranno, ove sarà possibile, gli interessi economici e culturali con la nostra regione. (Goffredo Morgia- Inform )


Vai a: