VI GIORNATA DEI TOSCANI NEL MONDO
Nardi (Cgie) parla dell’importanza
della memoria e del legame con le nuove generazioni
“L’immigrazione verso il nostro paese viene affrontata
in Italia senza far tesoro delle esperienze che hanno avuto i nostri emigranti
all’estero”
MONTEPULCIANO – Alle celebrazioni di
Montepulciano per la VI Giornata dei Toscani all’Estero
erano presenti anche Andrea Amaro, vice segretario generale di Nomina Governativa
del Cgie, Rodolfo Ricci segretario generale Fiei
e Dino Nardi, componente del Comitato di Presidenza del Cgie
per l’Europa ed il Nord Africa. A quest’ultimo, che fa anche parte dell’Ufficio
di Presidenza dell’Assemblea dei Toscani all’Estero, abbiamo chiesto alcune
considerazioni sugli obiettivi e sul significato della manifestazione.
Ormai da molti anni la Toscana dedica
i primi giorni di settembre al ricordo dei suoi connazionali all’estero. Lei
come toscano ed esponente del Cgie quale valutazione
esprime su queste manifestazioni?
E’ la sesta volta che celebriamo la
Giornata e ci spostiamo nell’ambito della Toscana per far conoscere i toscani
nel mondo e quindi anche la storia della nostra emigrazione al maggior numero
di corregionali residenti in queste zone meravigliose. Tutto questo è molto
importante, specialmente in momenti come questi dove purtroppo c’è una dimenticanza
storica di quella che è stata l’emigrazione italiana e toscana. L’odierno fenomeno
dell’immigrazione verso il nostro paese viene infatti affrontato in Italia ed
anche in Toscana, senza far tesoro delle esperienze che hanno avuto i nostri
emigranti all’estero. Quindi pensiamo che raccontando anche le nostre storie,
chi ci ascolta possa affrontare in modo più sereno la realtà dell’immigrazione.
Da tempo la Regione Toscana concentra
i suoi sforzi anche finanziari sulle attività per i giovani all’estero. Quanto
contano le nuove generazioni nella galassia delle nostre comunità nel mondo?
Indubbiamente se si continuava a inquadrare
gli italiani all’estero nell’ambito dell’emigrazione tradizionale, cioè di coloro
che sono emigrati per cercarsi un lavoro fuori dai confini nazionali, si parla
ormai di un mondo che si sta restringendo, perché le nostre comunità all’estero
sono sempre più composte da giovani di seconda, terza e quarta generazione.
La regione toscana ha conosciuto il fenomeno dell’emigrazione di massa alla
fine dell’800 e poi di nuovo nei lustri successivi alla seconda guerra mondiale,
per cui è chiaro che se non si coinvolgono le nuove generazioni il discorso
dei toscani all’estero fra poco tempo si chiuderà.
Fra l’altro è interesse anche dell’Italia
e della Regione Toscana cercare di mantenere un legame con i propri discendenti
all’estero, sia per sponsorizzare sempre di più il nostro paese nel mondo, sia
perché facendo scoprire le loro origini a tanti giovani toscani all’estero forse
li si rende anche più fieri delle loro passato. Al contempo la riscoperta dei
paesi da dove emigrarono i loro genitori potrebbe portare questi ragazzi a tornare
in Toscana, una volta divenuti adulti, con le loro famiglie. E forse tutto questo
farà in modo che nello svolgimento della loro professione all’estero, questi
giovani priviligeranno, ove sarà possibile, gli interessi
economici e culturali con la nostra regione. (Goffredo Morgia-
Inform )