INFORM - N. 163 - 8 settembre 2009


ITALIANI ALL’ESTERO

Di Biagio (Pdl): “Strumentalizzate le parole di Fini sulla cittadinanza degli immigrati”

 

ROMA - “Sul presidente Fini ancora parole strumentalizzate, ancora strascichi polemici di frasi non dette che purtroppo hanno il merito di essere veicolate al mondo degli italiani all’estero, in modo errato e provocatorio creando malumori e comprensibili perplessità nei confronti di una figura politica, la cui sensibilità verso il mondo dell’emigrazione è sempre stata forte e sentita, dimostrata anche dalla recente partecipazione alle celebrazioni di Marcinelle”. Lo dichiara Aldo Di Biagio, responsabile per gli Italiani nel mondo del Pdl, in merito alla polemica che coinvolge il mondo dell’emigrazione e che vede al centro il presidente della Camera Gianfranco Fini ed il suo intervento all'incontro studi di Perugia promosso dalle Acli nei giorni scorsi.

“A Perugia il presidente Fini è stato chiaro - continua Di Biagio - spiegando nel suo intervento, che molti immigrati nel nostro Paese '”si sentono già italiani oggi e che spesso lo sono di più dei figli dei nostri migranti all'estero che si recano nelle nostre ambasciate per richiedere il passaporto italiano”. Una riflessione che si basa su dati oggettivi, messi in evidenza più volte dalla stessa stampa di settore e dagli stessi connazionali che spesso notano che a richiedere la cittadinanza italiana sono coloro a cui interessa soltanto il passaporto con la scritta Unione Europea. Una riflessione che chiaramente non intende sottolineare la sussistenza di una categoria di serie A o di serie B tra gli italiani, o che comunque non sembra minimamente infangare l’immagine e soprattutto il legame che tiene uniti gli italiani alla loro terra di origine”.

“Appare chiaro - osserva Di Biagio - che si sta consumando una ben articolata strategia mediatica, mossa da sollecitazioni dietrologiche ampiamente fuori luogo e per certi aspetti imbarazzanti, che vuole porre al centro dell’attenzione il presidente Fini tendendo ampiamente a strumentalizzarne riflessioni e parole; questa volta però gli interlocutori coinvolti si collocano oltre i confini nazionali, si trovano spesso lontano dagli infuriati confronti mediatici a cui purtroppo i media ci stanno abituando e risultano per questo molto più sensibili”.

“Non bastano poche battute strumentalizzate e per lo più amplificate a spazzare via anni di battaglie e di politiche a sostegno degli italiani all’estero - conclude Di Biagio - e questo aspetto credo sia chiaro a molti connazionali, che hanno raccolto nelle parole pronunciate da Fini alla Conferenza dei giovani italiani nel mondo, lo scorso dicembre, l’espressione più chiara e lampante del suo profondo rispetto nei confronti del mondo dell’emigrazione”. (Inform)


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