IV GIORNATA DEI TOSCANI ALL’ESTERO
A colloquio con il presidente della Regione
Claudio Martini
“L’inserimento delle iniziative per i toscani
all’estero all’interno della legge sulle attività internazionali della Regione
dà più dignità alle politiche per i nostri corregionali nel mondo”
MONTEPULCIANO - Al termine dei lavori, a Montepulciano, della VI Giornata dei Toscani all’Estero, il presidente della Regione Toscana Claudio Martini ha illustrato ai giornalisti gli obiettivi della manifestazione e gli ultimi sviluppi delle politica regionale per i toscani all’estero.
“Dopo una prima fase di lavoro – ha esordito Martini - che è servita a insediare e consolidare i Circoli e il Coordinamento continentale dei toscani all’estero, ora vogliamo provare a compiere un passo avanti, cioè far sì che queste nostre presenze nel mondo diventino occasione di promozione della Toscana e quindi che i nostri dirigenti dei Circoli si trasformino in ambasciatori delle eccellenze e delle produzioni di qualità della nuova Toscana. Penso che sia un passo importante da tentare, naturalmente ci vorrà un po’ di lavoro, strumenti e anche qualche risorsa, credo però che ce la possiamo fare”. Martini ha poi parlato della nuova legge regionale, varata il 22 maggio scorso, che disciplina in un medesimo testo tutte le attività internazionali della Toscana, comprese quelle per i corregionali all’estero.
“Con la nuova legge – ha spiegato Martini - l’attività dei toscani nel mondo è messa all’interno dell’intero ventaglio delle politiche internazionali e non è una cosa separata. Quindi, tra la promozione della Toscana, la cooperazione internazionale, gli interventi umanitari e la vicinanza con i toscani all’estero c’è continuità e questo dà più dignità e riconoscibilità a questa politica. Questo vuol anche dire che investiremo di più e con strumenti più moderni: stiamo puntando molto su Internet e la rete come mezzo di contatto immediato con le nostre comunità all’estero ed anche di trasmissione di informazioni e di documentazione.
Il presidente della Regione Toscana ha poi affrontato la questione delle nuove generazioni nate all’estero. “Questo è il vero nodo, la vera sfida da vincere, - ha detto Martini - perché l’emigrazione dei toscani all’estero è una cosa ormai abbastanza “antica”. Gli ultimi toscani hanno lasciato il territorio negli anni ‘50, sono dunque quasi 60 anni che non c’è più una forte corrente di emigrazione. Le nostre associazioni sono dirette da una generazione che oggi ha tra i 60 e i 75 anni. C’è dunque bisogno di preparare un ricambio con giovani toscani che però sono tutti nati nei loro Paesi di residenza: in Sud America, in Australia, in Nord America, in Sudafrica e che spesso, non avendo vissuto in Toscana, conoscono poco o per nulla la nostra lingua e cultura. C’è da ricostruire – ha proseguito Martini - un rapporto diverso che non è fatto solo di nostalgia e di memoria ma è quasi un riapprendimento culturale, linguistico e storico del presente e del passato della nostra regione che consentirà a questi giovani di divenire ambasciatori nel mondo della Toscana. Un punto su cui stiamo lavorando con intensità.
Il presidente della Regione si è infine soffermato sui problemi d’integrazioni incontrati dai migranti di ieri e di oggi. “E’ sorprendente – sottolinea Martini - sentire, da chi ha vissuto l’emigrazione toscana e quindi italiana in Argentina, in Australia e in America, come gli episodi di discriminazione, intolleranza e rifiuto dell’italianità vengano descritti con parole molto simili a quelle con cui oggi viviamo i problemi di discriminazione, rifiuto ed emarginazione di altre correnti migratorie.
Quando si dice
che gli italiani o i toscani in Argentina o in Australia venivano definiti ladri,
criminali, degenerati o “rubafemmine”, sembra di sentire cose che oggi in Italia
vengono dette di altre comunità. Bisogna quindi avere questo spessore culturale
per affrontare in modo pratico le questioni dell’integrazione che oggi si presentano
a noi”. (Goffredo Morgia –