INFORM - N. 162 - 7 settembre 2009


QUIRINALE

In videoconferenza al Workshop Ambrosetti di Cernobbio,

Napolitano: “Progetti, azioni, strumenti comuni per ridare fiducia nell'Europa”

 

ROMA - "C'è da riflettere sulle difficoltà e sui limiti, politici e istituzionali, che hanno impedito all'Unione di andare al di là della condivisione e concertazione di indirizzi da perseguire concretamente paese per paese. Quali maggiori risultati e vantaggi si sarebbero potuti conseguire definendo progetti e azioni comuni, mettendo in opera strumenti comuni? E' questa una domanda, è questa una verifica, alla quale mi pare difficile sfuggire". Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo in videoconferenza al Workshop Ambrosetti di Cernobbio, ha affrontato la questione della crisi globale che ha colpito le nostre economie e le nostre società.

Il riferimento è alla lettera inviata al Presidente di turno dell'Unione dal Cancelliere signora Merkelò, dal Primo ministro Brown e dal Presidente Sarkozy sui primi risultati de piani di rilancio: "Essi hanno ragione - ha detto il Presidente Napolitano - nel ribadire che quei piani vanno portati avanti risolutamente, perché 'la crisi non è terminata' e comunque è destinata a provocare serie conseguenze sul mercato del lavoro nei prossimi mesi". E', dunque, "importante che in vista del nuovo G20 di Pittsburg l'Unione europea si impegni sui temi di un nuovo quadro di regole per il settore finanziario". Per il Capo dello Stato "i paesi europei che già oggi fanno parte, ad esempio, del Fondo Monetario Internazionale, dovrebbero affrontare il problema di accrescere il loro peso, la loro influenza, unificando le quote di cui dispongono in seno a quella istituzione".

Nell'intervento, il Presidente Napolitano si è più volte interrogato sulle questioni che rendono "incontestabile l'esigenza che l'Europa faccia più decisi passi avanti sulla via dell'integrazione", e "rafforzi la sua capacità di azione comune", superando "la soglia di persistenti chiusure nazionali e spinte centrifughe". Di qui, ad esempio, la domanda relativa "ai limiti che tuttora incontra un impegno comune europeo in materia di immigrazione e, su un piano necessariamente distinto, a garanzia dell'inalienabile diritto all'asilo per chi sia costretto a richiederlo. Si tratta, sempre, di esprimere - ha detto il Capo dello Stato - più volontà politica, più disponibilità alla ricerca paziente, nel rispetto reciproco, di validi punti d'incontro".

Il Presidente Napolitano, sia nel suo intervento sia nelle risposte alle domande di Felipe Gonzales, Francois Fillon e Wolfang Schussel, ha sottolineato che "molto dipende, per ridare fiducia nell'Europa, dalla volontà chiaramente impegnata in senso europeo dalle classe dirigenti nazionali, dalle leadership politiche nazionali". (Inform)


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