INFORM - N. 162 - 7 settembre 2009


VI GIORNATA DEI TOSCANI ALL’ESTERO

A Montepulciano il dibattito sulla promozione delle eccellenze toscane nel mondo

Claudio Martini : “Dobbiamo investire sui giovani di terza o quarta generazione perché saranno gli ‘ambasciatori’ della Toscana all’estero”

 

MONTEPULCIANO – La sesta Giornata dei Toscani all’estero si è aperta, domenica 6 settembre, con il corteo che ha visto sfilare, per le vie di Montepulciano, i gonfaloni della Regione, dei comuni e delle province e dai labari delle associazioni di emigranti. Dietro di loro, oltre alla banda musicale di Montepulciano, le massime autorità della regione e degli enti locali e i rappresentanti dei toscani nel mondo. Il corteo è partito da Piazza Grande ed ha concluso il suo percorso presso la sala polivalente dove si è svolto il dibattito sul tema della Giornata: “ L’ambiente, la cultura ed il territorio  come promozione delle eccellenze della Toscana all’estero”.

L’incontro è entrato nel vivo con l’indirizzo di saluto del sindaco del Comune di Montepulciano Andrea Rossi che ha ricordato come, nonostante la ferita del distacco dalla propria terra, i toscani nel mondo “abbiano saputo trasmettere i valori, la civiltà, la passione politica e sociale che da secoli caratterizzano le nostre comunità consentendo la costruzione di  ponti e canali di collegamento con paesi lontani, altrimenti difficilmente realizzabili”. Il sindaco ha sottolineato la necessità di accogliere l’immigrazione, evitando di rintanarsi nei propri confini, e quella di valorizzare la diversità linguistica e culturale degli italiani nel mondo che rappresentano simboli non nostalgici di attaccamento alla nazione d’origine. L’importanza della diversità è stata sottolineata anche da Simone Bezzini, presidente della Provincia di Siena, che ha evidenziato come i toscani all’estero, un esercito pacifico fatto di uomini e donne che parlano lingue diverse e che sono accomunati dalla volontà di non dimenticare la loro terra,  abbiano conquistato, con il loro valore, talento ed impegno, la stima in tutti i continenti diventando essi stessi ambasciatori della Toscana nel mondo. Bezzini ha anche espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Regione per l’integrazione e i diritti degli immigrati. Una realtà che va vista come un fattore d’arricchimento e non alla stregua di un’emergenza sociale.

Dopo il breve saluto del vice segretario del Cgie Andrea Amaro (all’incontro era presente anche il segretario nazionale della Filef Rodolfo Ricci), che ha lodato l’impegno della Toscana in favore delle collettività all’estero, Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, ha rilevato come ormai, dopo la fasi dedicate alla conoscenza reciproca, alla valorizzazione delle nuove generazione e alla promozione della lingua italiana, sia necessario introdurre, nel rapporto fra la Regione e i circoli nel mondo, contenuti sempre più mirati. “Noi sentiamo – ha spiegato Martini - che possiamo chiedere alle nostre organizzazioni dei toscani nel mondo di arricchire la loro identità introducendo un nuovo concetto: quello di essere ambasciatori all’estero, non soltanto dell’identità culturale linguistica e storica, ma anche innanzitutto conoscitori  delle moderne eccellenze presenti in Toscana, in modo che possano farsene interpreti all’estero dove spesso occupano rilevanti posizioni nelle società di residenza. Un modo per arricchire e per dare nuove prospettive ad un lavoro che i questi anni è molto cresciuto e ci permette di darci obiettivi ambiziosi”.

Fasto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, ha illustrato il progetto “Orizzonti circolari”- ambasciatori della Toscana nel mondo”. Un’iniziativa, realizzata insieme alla regione Emilia Romagna, che mira a formare giovani residenti all’estero - 15 ragazzi stanno attualmente portando avanti questo tirocinio - sulle eccellenze culturali, ambientali ed economiche delle due regioni. Giovanelli ha spiegato come questa iniziativa sia anche volta a dare nuova linfa vitale, almeno per alcuni periodi dell’anno, ai tanti borghi del territorio che, a causa del calo delle risorse umane, rischiano di essere abbandonati.

Dopo le testimonianze di due ragazzi che stanno prendendo parte a questo  progetto, Ivana Utrera di Cordoba e Marco Rossi di Mar del Plata, il vice presidente vicario dell’Assemblea dei Toscani all’Estero Lorenzo Murgia ha sottolineato sia l’importanza  di far conoscere agli attuali e ai futuri ambasciatori della toscanità nel mondo le realtà territoriali, ambientali e agricole della regione d’origine, sia l’esigenza di avviare nuove collaborazioni fra più Regioni in modo da poter far sintesi e di proiettare verso l’estero le rispettive eccellenze.  

Silvia Bartolini, presidente della Consulta degli Emiliano Romagnoli nel mondo, ha evidenziato la necessità di mettere a disposizione dei circoli all’estero servizi utili che consentano di attualizzare l’immagine che gli italiani nel mondo hanno delle loro regioni d’origine. “Ad esempio - ha proseguito la Bartolini - noi abbiamo costituito una radio che si ascolta attraverso internet che si rivolge ai nostri circoli e lavoriamo ad una rete di giovani redattori che dall’estero ci mandano informazioni sulle attività delle associazioni e viceversa, mettendo in atto uno scambio informativo”. Anche la Bartolini ha auspicato un coordinamento in questo settore fra le varie regioni.

Paolo Chiappini, direttore della Fondazione Sistema Toscana, ha illustrato la partecipazione dei toscani all’estero al prossimo Festival della Creatività  che si svolgerà a Firenze dal 15 al 18 ottobre. In pratica uno stage collettivo per i giovani corregionali nel mondo, fondato sull’innovazione e sulle nuove metodiche consentite dalla comunicazione via internet, a cui farà seguito, nel mese di dicembre,  un seminario volto alla creazione di una redazione che lavorerà in rete per far conoscere quanto oggi sta realizzando la Regione per l’ambiente, il territorio e la cultura .

Stefano Giovannelli, direttore di Toscana Promozione, si è soffermato su di un programma operativo, da concretizzare nel 2010, che si prefigge di fare dei giovani toscani all’estero  dei “business a angels”.  “La Toscana - ha detto  Giovannelli - rappresenta uno straordinario equilibrio  di sviluppo economico, coesione sociale e tutela dell’ambiente.  Ma ogni sistema, anche quello toscano, ha bisogno di relazioni. E chi  meglio dei giovani toscani all’estero possono facilitare queste relazioni, che si basano sulla fiducia? Il progetto  - ha aggiunto - darà dunque la possibilità a un certo numero di ragazzi di frequentare specifici corsi formativi in Toscana al fine di imparare a diventare imprenditori in prima persona o per supportare le aziende italiane che vogliano investire all’estero”. Anche Alessandro Colombini, presidente Giovani Imprenditori Confindustria Toscana, ha evidenziato la necessità d’intrecciare la spinta all’innovazione delle aziende della regione con le competenze e le eccellenze dei giovani toscani nel mondo. Nuove generazioni  che possono dare un contributo fondamentale all’internazionalizzazione delle aziende e dei prodotti toscani.

Giordano Pascucci, presidente della Confederazione italiana Agricoltori, ha dal canto suo chiesto attente politiche di inclusione sociale per gli immigrati che rendano meno difficoltoso l’afflusso di forze lavoro verso settori essenziali come quello agricolo. Un’agricoltura, quella toscana, basata sulla biodiversità e sulla ricchezza del territorio che potrebbe trovare nei toscani all’estero un prezioso all’alleato per quanto riguarda la proiezione dei prodotti nel mondo.

Gianfranco Corrieri, direttore del Centro Diffusione Imprenditoriale della Toscana (CEDIT), ha auspicato la realizzazione di progetti autonomi che partano dalla formazione dei toscani all’estero e siano supportati da un’ampia rete, formata da giovani imprenditori, dalle università e dalle istituzioni.

Dopo il saluto di Federico Carletti, presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Massimo Vedovelli, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, ha segnalato l’esigenza di accertare, per quanto riguarda la diffusione dell’italiano nel mondo, quale sia la situazione linguistica delle giovani generazioni italiane all’estero. Un contesto su cui l’Università di Siena sta già preparando uno studio che, al fine di adattare l’offerta formativa,  mira a definire il profilo linguistico di giovanissimi connazionali nel mondo. Vedovelli ha anche auspicato un migliore uso delle avanzate tecnologie che consentono la formazione linguistica on line dei connazionali all’estero.

Il coordinatore continentale dei toscani dell’Australia e del Sud Africa Enrico Belli, parlando a nome anche degli altri coordinatori, ha sottolineato la necessità di preparare i giovani all’estero, che saranno i comunicatori del futuro,  ad essere ambasciatori della toscanità nel mondo. Un impegno, in primo luogo formativo, che consentirà a questi ragazzi di parlare della loro regione d’origine con cognizione di causa e che darà i suoi risultati tra 10 o 15 anni.  

Ricordiamo inoltre gli interventi della coordinatrice continentale dei giovani toscani del Sud Africa e dell’Australia Sara Lucchesi Cheong, che ha evidenziato l’esigenza di continuare a lavorare per la formazione delle nuove generazioni, magari in coordinamento fra varie regioni, e di Dino Nardi, componente del Comitato di Presidenza del Cgie per l’Europa e il Nord Africa , che ha segnalato le problematiche per gli italiani all’estero derivanti dai tagli delle risorse per l’insegnamento della lingua italiana all’estero e dall’annunciato progetto di chiusura di numerosi uffici consolari nel mondo e in particolare in Europa.

“In passato nella borsa dei toscani emigrati all’estero – ha affermato il presidente della Regione Martini nell’intervento conclusivo - c’era sopratutto tanta nostalgia. Oggi, accanto al ricordo del passato e all’attaccamento alle radici, deve esserci del’altro. Non si può vivere solo di memoria e di ricordo, valori che vanno assolutamente conservati, ma si deve guardare al futuro. I giovani toscani, discendenti di terza o quarta generazione degli emigranti, saranno gli ‘ambasciatori’ della Toscana all’estero. Per questo c’è bisogno di investire su di loro per favorire la conoscenza, non solo della lingua italiana, ma anche di quello che è la Toscana odierna, con il suo patrimonio di valori storici ma anche con la sua capacità di creare innovazione” . Martini ha anche ricordato come oggi la  Toscana disponga, prima fra le regione italiane, di una nuova legge che disciplina in un solo testo tutte le sue attività internazionali (legge n.26 del 22 maggio 2009) . All’interno della normativa il titolo IV, che è interamente dedicato alle attività per i corregionali nel mondo, prevede la sostituzione dell’attuale Consiglio dei Toscani all’estero con  l’Assemblea dei Toscani all’estero. (Goffredo Morgia - Inform)


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