VI GIORNATA DEI TOSCANI ALL’ESTERO
A Montepulciano il dibattito sulla promozione
delle eccellenze toscane nel mondo
Claudio Martini : “Dobbiamo investire sui
giovani di terza o quarta generazione perché saranno gli ‘ambasciatori’ della
Toscana all’estero”
MONTEPULCIANO – La sesta Giornata dei Toscani all’estero si è aperta, domenica 6 settembre, con il corteo che ha visto sfilare, per le vie di Montepulciano, i gonfaloni della Regione, dei comuni e delle province e dai labari delle associazioni di emigranti. Dietro di loro, oltre alla banda musicale di Montepulciano, le massime autorità della regione e degli enti locali e i rappresentanti dei toscani nel mondo. Il corteo è partito da Piazza Grande ed ha concluso il suo percorso presso la sala polivalente dove si è svolto il dibattito sul tema della Giornata: “ L’ambiente, la cultura ed il territorio come promozione delle eccellenze della Toscana all’estero”.
L’incontro è entrato nel vivo con l’indirizzo di saluto del sindaco del Comune di Montepulciano Andrea Rossi che ha ricordato come, nonostante la ferita del distacco dalla propria terra, i toscani nel mondo “abbiano saputo trasmettere i valori, la civiltà, la passione politica e sociale che da secoli caratterizzano le nostre comunità consentendo la costruzione di ponti e canali di collegamento con paesi lontani, altrimenti difficilmente realizzabili”. Il sindaco ha sottolineato la necessità di accogliere l’immigrazione, evitando di rintanarsi nei propri confini, e quella di valorizzare la diversità linguistica e culturale degli italiani nel mondo che rappresentano simboli non nostalgici di attaccamento alla nazione d’origine. L’importanza della diversità è stata sottolineata anche da Simone Bezzini, presidente della Provincia di Siena, che ha evidenziato come i toscani all’estero, un esercito pacifico fatto di uomini e donne che parlano lingue diverse e che sono accomunati dalla volontà di non dimenticare la loro terra, abbiano conquistato, con il loro valore, talento ed impegno, la stima in tutti i continenti diventando essi stessi ambasciatori della Toscana nel mondo. Bezzini ha anche espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Regione per l’integrazione e i diritti degli immigrati. Una realtà che va vista come un fattore d’arricchimento e non alla stregua di un’emergenza sociale.
Dopo il breve
saluto del vice segretario del Cgie Andrea Amaro (all’incontro era presente
anche il segretario nazionale della Filef Rodolfo Ricci), che ha lodato l’impegno
della Toscana in favore delle collettività all’estero, Claudio Martini, presidente
della Regione Toscana, ha rilevato come ormai, dopo la fasi dedicate alla conoscenza
reciproca, alla valorizzazione delle nuove generazione e alla promozione della
lingua italiana, sia necessario introdurre, nel rapporto fra
Fasto Giovanelli, presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, ha illustrato il progetto “Orizzonti circolari”- ambasciatori della Toscana nel mondo”. Un’iniziativa, realizzata insieme alla regione Emilia Romagna, che mira a formare giovani residenti all’estero - 15 ragazzi stanno attualmente portando avanti questo tirocinio - sulle eccellenze culturali, ambientali ed economiche delle due regioni. Giovanelli ha spiegato come questa iniziativa sia anche volta a dare nuova linfa vitale, almeno per alcuni periodi dell’anno, ai tanti borghi del territorio che, a causa del calo delle risorse umane, rischiano di essere abbandonati.
Dopo le testimonianze di due ragazzi che stanno prendendo parte a questo progetto, Ivana Utrera di Cordoba e Marco Rossi di Mar del Plata, il vice presidente vicario dell’Assemblea dei Toscani all’Estero Lorenzo Murgia ha sottolineato sia l’importanza di far conoscere agli attuali e ai futuri ambasciatori della toscanità nel mondo le realtà territoriali, ambientali e agricole della regione d’origine, sia l’esigenza di avviare nuove collaborazioni fra più Regioni in modo da poter far sintesi e di proiettare verso l’estero le rispettive eccellenze.
Silvia Bartolini,
presidente della Consulta degli Emiliano Romagnoli nel mondo, ha evidenziato
la necessità di mettere a disposizione dei circoli all’estero servizi utili
che consentano di attualizzare l’immagine che gli italiani nel mondo hanno delle
loro regioni d’origine. “Ad esempio - ha proseguito
Paolo Chiappini,
direttore della Fondazione Sistema Toscana, ha illustrato la partecipazione
dei toscani all’estero al prossimo Festival della Creatività che si svolgerà
a Firenze dal 15 al 18 ottobre. In pratica uno stage collettivo per i giovani
corregionali nel mondo, fondato sull’innovazione e sulle nuove metodiche consentite
dalla comunicazione via internet, a cui farà seguito, nel mese di dicembre,
un seminario volto alla creazione di una redazione che lavorerà in rete per
far conoscere quanto oggi sta realizzando
Stefano Giovannelli,
direttore di Toscana Promozione, si è soffermato su di un programma operativo,
da concretizzare nel 2010, che si prefigge di fare dei giovani toscani all’estero
dei “business a angels”. “
Giordano Pascucci, presidente della Confederazione italiana Agricoltori, ha dal canto suo chiesto attente politiche di inclusione sociale per gli immigrati che rendano meno difficoltoso l’afflusso di forze lavoro verso settori essenziali come quello agricolo. Un’agricoltura, quella toscana, basata sulla biodiversità e sulla ricchezza del territorio che potrebbe trovare nei toscani all’estero un prezioso all’alleato per quanto riguarda la proiezione dei prodotti nel mondo.
Gianfranco Corrieri, direttore del Centro Diffusione Imprenditoriale della Toscana (CEDIT), ha auspicato la realizzazione di progetti autonomi che partano dalla formazione dei toscani all’estero e siano supportati da un’ampia rete, formata da giovani imprenditori, dalle università e dalle istituzioni.
Dopo il saluto di Federico Carletti, presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Massimo Vedovelli, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, ha segnalato l’esigenza di accertare, per quanto riguarda la diffusione dell’italiano nel mondo, quale sia la situazione linguistica delle giovani generazioni italiane all’estero. Un contesto su cui l’Università di Siena sta già preparando uno studio che, al fine di adattare l’offerta formativa, mira a definire il profilo linguistico di giovanissimi connazionali nel mondo. Vedovelli ha anche auspicato un migliore uso delle avanzate tecnologie che consentono la formazione linguistica on line dei connazionali all’estero.
Il coordinatore continentale dei toscani dell’Australia e del Sud Africa Enrico Belli, parlando a nome anche degli altri coordinatori, ha sottolineato la necessità di preparare i giovani all’estero, che saranno i comunicatori del futuro, ad essere ambasciatori della toscanità nel mondo. Un impegno, in primo luogo formativo, che consentirà a questi ragazzi di parlare della loro regione d’origine con cognizione di causa e che darà i suoi risultati tra 10 o 15 anni.
Ricordiamo inoltre gli interventi della coordinatrice continentale dei giovani toscani del Sud Africa e dell’Australia Sara Lucchesi Cheong, che ha evidenziato l’esigenza di continuare a lavorare per la formazione delle nuove generazioni, magari in coordinamento fra varie regioni, e di Dino Nardi, componente del Comitato di Presidenza del Cgie per l’Europa e il Nord Africa , che ha segnalato le problematiche per gli italiani all’estero derivanti dai tagli delle risorse per l’insegnamento della lingua italiana all’estero e dall’annunciato progetto di chiusura di numerosi uffici consolari nel mondo e in particolare in Europa.
“In passato nella
borsa dei toscani emigrati all’estero – ha affermato il presidente della Regione
Martini nell’intervento conclusivo - c’era sopratutto tanta nostalgia. Oggi,
accanto al ricordo del passato e all’attaccamento alle radici, deve esserci
del’altro. Non si può vivere solo di memoria e di ricordo, valori che vanno
assolutamente conservati, ma si deve guardare al futuro. I giovani toscani,
discendenti di terza o quarta generazione degli emigranti, saranno gli ‘ambasciatori’
della Toscana all’estero. Per questo c’è bisogno di investire su di loro per
favorire la conoscenza, non solo della lingua italiana, ma anche di quello che
è