INFORM - N. 159 - 2 settembre 2009


STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Per il mensile della SAIG “La notizia di Ginevra” ed il settimanale “La Pagina di Zurigo”

Intervista all’ambasciatore Laura Mirachian

Una donna a capo della Missione Permanente d’Italia presso l’ONU e le altre Organizzazioni Internazionali in Ginevra

 

GINEVRA - Nel maggio 2009 l’ambasciatore Laura Mirachian viene nominata rappresentante permanente d’Italia presso l’ONU e le altre Organizzazioni Internazionali a Ginevra, per sostituire Giovanni Caracciolo di Vietri nominato ambasciatore d’Italia in Francia.

Per la prima volta nella storia della diplomazia italiana, una donna rappresenta l’Italia in una delle più importanti sedi diplomatiche internazionali.

Nata a Padova ne 1948, Laura Mirachian gode di un’esperienza diplomatica di grande spessore arricchita durante i 35 anni di carriera nella diplomazia italiana. Sensibile ai principi fondamentali della solidarietà, il nostro ambasciatore si presenta come una donna umile e generosa, dagli inconfondibili valori umani, che si rivelano oggetto di orgoglio per tutti gli italiani di questo Cantone.

Eccellenza, dopo l’esperienza come Primo Consigliere, dal 1987 al 1992 a Ginevra, cos’è  cambiato in termini di considerazione dell’Italia presso questa importante organizzazione mondiale che è l’ONU ?

“È cambiato molto ma, al contempo c’è una linea di continuità rispetto alla nostra politica. Le organizzazioni internazionali e il sistema delle Nazioni Unite in modo particolare, sono sempre stati una priorità per la politica estera italiana e continuano ad esserlo. Noi stiamo prendendo molte iniziative, anche ai margini della prossima riunione dell’Assemblea Generale a New York, che dimostrano l’interesse prioritario che ha l’Italia per le Nazioni Unite.

Noi pensiamo che le Nazioni Unite abbiano e continuino ad avere un ruolo primario nella convivenza e nel dialogo fra i popoli. L’unica sede, di carattere universale, in cui tutti possono dialogare. L’Italia vuole avere il ruolo che le spetta, di grande Paese. Dico per inciso che siamo, mediamente, in tutte le Agenzie Nazioni Unite, incluse tutte quelle di Ginevra, il sesto Paese contributore, e allora il nostro contributo  non può essere solo un contributo finanziario ma anche un contributo in termini di valori e  di iniziative. In questo contesto voglio citare la grande campagna che stiamo facendo contro la pena di morte, che ha grande seguito  anche nei Paesi che l’hanno mantenuta, ma che sono arrivati a sospendere le esecuzioni, quindi  ad applicare una moratoria sulla pena di morte. Nelle prossime occasioni ci sarà sicuramente una campagna per la valorizzazione del ruolo delle donne. Molto presto organizzeremo a Roma una conferenza con la partecipazione anche dei protagonisti delle Nazioni Unite. Una grande conferenza proprio per sponsorizzare un avanzamento del ruolo delle donne nella società. Lo faremo anche invitando rappresentanti di Paesi che non sono necessariamente all’avanguardia su questo fronte. Ci sono tante altre cose che stiamo facendo, una di queste riguarda proprio Ginevra. Si tratta della partecipazione attiva al Consiglio per i Diritti Umani, che è stato istituito di recente e che ha sede a Ginevra, cui l’Italia partecipa assieme ad altri quarantasei Paesi e che si è dato obiettivi molto ambiziosi: aiutare tutti i Paesi a raggiungere determinati traguardi in materia di diritti umani;  tutti i Paesi si sono messi d’accordo per assoggettarsi ad uno scrutino; l’Italia sarà scrutinata nel mese di febbraio.

Questo è un settore di grandissima importanza che ormai sta prendendo piede come uno dei settori preminenti per il lavoro di Ginevra e credo che rispecchi bene quali sono i nostri obiettivi ed il nostro impegno qui a Ginevra, tutelare e far conoscere nel mondo le  libertà democratiche ed i grandi principi che i nostri padri scrissero nella nostra Costituzione e in quella famosa Carta dei Diritti Umani nel 1948 che, ogni tanto, tutti noi dimentichiamo.

Principi molto semplici: nessuna  discriminazione, rispetto dei diritti per gli altri, metodologia di pace nella gestione degli affari internazionali. Il Consiglio dei Diritti Umani è uno dei principali impegni di un Ambasciatore a Ginevra.”

Dopo i notevoli sforzi fatti dall’ONU in tanti settori, cosa si prospetta, in futuro, per la pace nel Mondo ?

“Siamo in un periodo molto interessante delle relazioni internazionali, perché stiamo passando da quella che è stata l’organizzazione dei tempi della guerra fredda, in cui c’erano due fronti contrapposti, con tutto quello che implicava in termini di rischio di confrontazione, ad un periodo in cui si ricercano equilibri con la partecipazione dei grandi Paesi Emergenti e di tutti i Continenti, inclusa l’Africa.  Non c’è più una logica di contrapposizione, c’è piuttosto una logica di collaborazione ed ecco che le Nazioni Unite rapresentano la sede primaria di dialogo. Come si sa, moltissime sono le operazioni collettive di peace keeping  per il mantenimento della pace nelle aree più problematiche del mondo. Sempre più frequentemente, sotto l’egida delle Nazioni Unite.

L’Italia ha un ruolo preminente in molte di queste operazioni di pace, alcune delle quali molto difficili. Penso all’Afghanistan, a quello che è stato negli ultimi anni l’Irak, al Medio Oriente. Per noi è anche un modo per comunicare con il resto del mondo, in aree più lontane e più remote con culture diverse. L’obiettivo è quello di aiutare questi Paesi a superare le loro crisi in un contesto di dialogo internazionale. Queste sono le caratteristiche delle Nazioni Unite oggi”. 

La Sua nomina a capo della Rappresentanza permanente d'Italia presso le Organizzazioni Internazionali in Ginevra, segna una svolta delle donne ad incarichi diplomatici di rilievo, con quale spirito affronta questa ulteriore responsabilità ?

“Intanto vi ringrazio per aver chiamato “svolta” questa mia nomina a Ginevra. Non lo so se è una svolta, certamente anche nella diplomazia italiana le donne si stanno facendo strada. Sono molto grata alla gerarchia del mio Ministero, al Ministro Frattini ed al Governo per questo compito. Devo dire che in questa Rappresentanza Permanente qui a Ginevra lavorano altre colleghe donne più giovani di me, che hanno posti di rilevante responsabilità, per esempio nel settore umanitario o altri settori delicati come, in questo momento, quello dell’immigrazione. Le donne stanno ormai emergendo come protagoniste. E’ l’impegno delle donne stesse e l’evoluzione della società italiana che porta a questi splendidi risultati.”

Qual è la Sua opinione sull’importanza della comunità italiana che risiede all’estero ?

 “La comunità italiana all’estero è un fattore prezioso per l’Italia, talmente prezioso che è stato deciso di ampliare i ranghi del nostro Parlamento proprio in rappresentanza delle Comunità Italiane all’estero. Noi consideriamo, ed io ne sono convinta, che i nostri connazionali all’estero sono un “ponte” nelle due direzioni, per la comunicazione con il Paese ospite e per far conoscere l’Italia nel mondo. Abbiamo il piacere di registrare che le nostre comunità sono sempre state e continuano ad essere comunità laboriose e che fanno onore all’Italia.

Questo è motivo di compiacimento per noi, ma è anche un onore per gli stessi componenti delle comunità italiane che, sovente, partivano da condizioni molto sfortunate e svantaggiate. Eppure, la maggioranza dei nostri connazionali è riuscita a farsi strada, a costruirsi un benessere per le proprie famiglie e a portare alta la Bandiera dell’Italia.”

La S.A.I.G. ringrazia S.E. Laura Mirachian con l’augurio di buon lavoro e una gradevole permanenza  fra gli italiani del Cantone di Ginevra. (Carmelo Vaccaro e Ilenia La Spina)

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