INFORM - N. 159 - 2 settembre 2009


RASSEGNA STAMPA

Da La Stampa.it

Malta soccorre in mare cento somali

Anche Frattini contro i portavoce Ue

Barroso: «Per noi il caso è chiuso»

 

Le forze armate maltesi hanno salvato nelle prime ore di questa mattina un gruppo di 84 immigrati somali che avevano segnalato di essere in pericolo per via delle pessime condizioni del tempo sul Mediterraneo. Secondo i militari di Malta, il gruppo, che era a bordo di una barca di 10 metri a circa 75 miglia nautiche da Lampedusa, era composto di 53 uomini, due bambini e 29 donne, alcune delle quali incinte, e la loro condizione viene definita «abbastanza buona».

Il portavoce delle forze armate maltesi ha confermato che la segnalazione di un gruppo di immigrati che era in pericolo era stata fatta da un somalo che vive a Malta. Il suo allarme è stato poi passato al Jesuit Refugee Service di Malta, che ha girato la segnalazione al rappresentante locale dell’Unhcr, che ha poi informato la Sala Operative delle forze maltesi verso le 17 di ieri. La Sala Operativa ha quindi contattato gli immigrati a bordo alla barca in avaria con un telefono satellitare, scoprendo in tal modo che sul natante si trovavano anche molte donne e due bambini.

La barca con gli immigrati è stata localizzata da una motovedetta maltese alle ore 22.21 di ieri sera a circa 75 miglia nautiche dall’isola di Lampedusa. Con le condizioni meteo a mare che stavano sempre peggiorando, con le condizioni del mare a Forza 5 dal sud-est, e con delle donne incinte a bordo, la barca si stava riempiendo di acqua molto rapidamente« ha spiegato il portavoce maltese.

Intanto il ministro Frattini ha commentato questa mattina le parole di ieri del premier Silvio Berlusconi sulle esternazioni dei portavoce europei dopo le polemiche sul dossier immigrazione: «Dato che le prese di posizione di portavoce e commissari Ue sono lo strumento per innescare polemiche domestiche credo che il presidente della Commissione e il suo portavoce possano assumere un più forte coordinamento verso i mezzi di informazione». «Se non si tirasse sempre per la giacchetta ora l’Onu, ora l’Ue, ora l’Alto commissariato per i Rifugiati per sterili polemiche interne non ci sarebbe bisogno dei richiami di Berlusconi», ha aggiunto il capo della diplomazia italiana.

Non tarda ad arrivare la replica del portavoce del presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso: «Per noi il caso con l'Italia è chiuso». E ancora: «I portavoce della Commissione Europea sono i microfoni che diffondono la voce del livello politico» di Bruxelles. Manuel Barroso ha respinto con fermezza l’idea che le dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi possano avere in alcun modo intimidito i portavoce dell’eurogoverno. Laitenberger ha ribadito la collegialità dell’esecutivo europeo ed ha poi sottolineato come Barroso sia un «sostenitore intransigente» delle prerogative delle istituzioni europee. La Commissione Europea, ha proseguito, lavora con i mass media in modo «trasparente e aperto». È un «diritto-dovere», ha aggiunto Laitenberger, che deriva da quanto previsto nei trattati. (La Stampa.it, 2.7.2009)

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