RASSEGNA STAMPA
Dal
“Corriere della Sera.it”
Respinta l’ipotesi di una strisciata monocolore
in onore della rivoluzione islamica. La pattuglia acrobatica firmerà
la performance con i colori della bandiera italiana. «Altrimenti non voliamo»
MILANO - Il fumo verde ci sarà. Ma non da solo. Ci saranno anche il bianco e il rosso. Le Frecce Tricolori terranno regolarmente la loro esibizione a Tripoli. Ma nonostante le ripetute richieste delle autorità libiche, la performance si concluderà con i colori della bandiera italiana e non con quella del Paese africano. Va bene il dovere dell'ospitalità, ma la pattuglia acrobatica resta un orgoglio nazionale. E da sempre conclude le proprie evoluzioni disegnando nel cielo i colori della patria. La conferma arriva direttamente dal comandante delle Frecce, il maggiore Massimo Tammaro, che all'Apcom che nonostante le esigenze di protocollo la firma degli Aermacchi dell'aeronautica militare resterà quella di sempre. Niente monocolore, dunque, in omaggio all'islam e alla «rivoluzione verde» condotta da Gheddafi nel 1969. Anche perché, ha aggiunto lo stesso Tammaro all'Ansa, in caso contrario «non ci alzeremo in volo». E questo perché, ha riferito, le autorità libiche continuano a chiedere alle Frecce il fumo verde o in alternativa di nessun colore.
«L'OMAGGIO DEGLI ITALIANI» - Intanto, la città è blindata e pronta per i festeggiamenti A ogni angolo di strada e sulle facciate degli edifici sul lungomare ci sono luminarie, bandiere e maxi-affissioni che celebrano ’Al Fatah’, «la conquista» del primo settembre di quarant’anni fa. Il colonnello ha voluto fare le cose in grande. A partire dalle 16, secondo il programma ufficiale, sfileranno schieramenti di fanteria e della marina, nuclei di sommozzatori, mezzi corazzati terrestri e cingolati. Alla parata saranno presenti i leader dell’Unione Africana, tra cui il presidente sudanese Omar al-Bashir e altri capi di Stato come il venezuelano Hugo Chavez. In questo contesto, l’esibizione delle Frecce - insieme agli aerei militari di altri paesi come Francia, Portogallo e Serbia - assumerà, nell’ottica libica, un forte significato simbolico. Lo stesso Gheddafi lo ha sottolineato, domenica, nell’incontro con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per il Giorno dell’amicizia italo-libica (come riporta l’agenzia Jana): «I piloti italiani che in passato venivano a bombardare la città di Tripoli - ha osservato il colonnello - oggi vengono a congratularsi con il popolo libico per i 40 anni della Rivoluzione».
LA «DIPLOMAZIA
COMMERCIALE» - Berlusconi, che ha lasciato
EUROPA ASSENTE
- Alla cerimonia di Tripoli non ci saranno nemmeno gli altri leader europei,
che hanno preferito tenersi alla larga dopo la scarcerazione per motivi umanitari,
la scorsa settimana, da parte delle autorità scozzesi di Al Megrahi, l’ex agente
dei serivizi libici condannato all’ergastolo per l’attentato di Lockerbie del
1988, costato la vita a 270 persone. L’accoglienza riservata da centinaia di
libici a Megrahi, malato terminale di cancro alla prostata (l’uomo è stato ricoverato
ieri sera, e stando a fonti libiche sarebbe in fin di vita), dopo il rientro
in patria ha scatenato cori di disapprovazione nella comunità internazionale.
Il governo inglese aveva espresso la sua indignazione e Gordon Brown aveva avvertito
Tripoli che l’eventuale presenza, poi smentita, di Al Megrahi alle celebrazioni
in onore di Gheddafi avrebbe provocato un incidente diplomatico. Ora
COREOGRAFIE IN PIAZZA - Tornando alle celebrazioni di Tripoli, dopo la parata proseguiranno alle 19.30 con la cena dell’Iftar (che al tramonto interrompe il digiuno del Ramadan) in una mega-piattaforma galleggiante. In serata, poi, dalle 21.30 sarà la volta di un maestoso spettacolo nella centralissima Piazza Verde sulla storia libica degli ultimi 5mila anni (dai fenici ai romani, fino alla civiltà araba): circa 300 tecnici stanno lavorando da due settimane all’allestimento dell’imponente coreografia con cammelli, cavalli, elefanti, palloni aerostatici e 400 artisti, fra attori e ballerini. Pubblico previsto: 250mila persone. (Corriere della Sera.it, 1 settembre 2009)
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