PARTITI
Marco Minoletti e Michele Schiavone
(mozione Franceschini in Svizzera): Per dare un futuro
a questa storia!
La settimana scorsa Dario Franceschini,
intervenendo alla Festa Democratica di Genova, ha dato il via alla fase congressuale
che ci porterà alle elezioni primarie. Elezioni, destinate ad aprire un nuovo
capitolo nella storia politica italiana. I suoi obbiettivi sono chiari: contrastare
la deriva democratica del Paese innescata dalla nuova variante dell'autoritarismo
di matrice berlusconiana, vanificare le parole d'ordine della destra, difendere
la Democrazia , il Parlamento e la Costituzione , dare una linea politica precisa
al centrosinistra costruendo un'opposizione realmente propositiva, sostenere
valori, principi umani e civili che, in un'epoca di desolidarizzazione
diffusa, di intolleranza sociale e religiosa e di presenzialismo assolutizzante
e narcisista, parrebbero altrimenti votati al Nulla.
Al di là degli esiti del Congresso il vincitore, come
ha ricordato lo stesso Franceschini, c'è già ed è
il Partito democratico! Infatti, un dato è certo: il Pd sta progressivamente
ridisegnando la storia politica, etica e civile di una nazione, l'Italia, in
un contesto in cui il sistema partitico è allo sbando e la credibilità dei suoi
politici di professione è ridotta ai minimi storici. Franceschini,
ponendosi nel solco tracciato da Romano Prodi e Walter Veltroni, ha scritto
un programma che, con chiarezza, coraggio e senza ipocrisie dà corpo e anima
alla vocazione innovatrice e riformatrice del Pd, tracciandone le linee politiche
guida.
Egli si colloca nell’area storico-politica dell’era post-moderna
ed è un leader, che ha saputo superare i limiti del far politica imposti dalle
ormai desuete griglie ideologiche tardo novecentesche di destra e sinistra,
vale a dire è un leader caratterizzato dai tratti dell’anti-ideologia e del
pragmatismo. Non a caso si è rivolto più all’universo della società civile e
della gente comune che a quello degli attori consumati dalla politica e invisi
al cittadino stanco di rimediare sempre e ovunque per salvare il Paese
dagli errori delle speculazioni finanziarie altrui, stanco di veder arretrare
di giorno in giorno i margini di possibilità di un’esistenza dignitosa, stanco
degli imbonitori politici che cercano di mescolare acqua e olio, stanco di sentire
i vari attori della scena politico -spettacolare che si scambiano accuse velleitarie
di "fascista " e "comunista" in spregio dell’ovvia constatazione
- dettata dal buon senso e dal verdetto della storia - che indica chiaramente
che né il fascismo né il comunismo rappresentano il futuro.
A Dario Franceschini è richiesto,
in questa delicata fase di transizione politica, un grande sforzo: far attecchire
le radici dell’albero democratico nato dai semi dell’identità di nuovi valori
etico/politici e dalla volontà di ispirare fiducia in una classe dirigente nuova
e differente, in grado di porre al centro delle proprie aspirazioni ideali politici
e valoriali rivolti al bene della collettività e non all'utile personale. Per
far ciò Franceschini ha indicato come intende
risolvere al più presto i problemi di carattere strutturale e organizzativo
che impediscono alle varie anime del Partito di pervenire a quella sintesi superiore,
indispensabile alla sua crescita, senza che ciò significhi rinunciare al confronto
dialettico e al conflitto interno. Si tratta di un processo politico a largo
raggio: quello dei tempi lunghi, già a suo tempo pronosticato da Prodi e Veltroni.
Franceschini può vincere poiché possiede tutte
le caratteristiche del leader in grado di coinvolgere il partito ed imprimere
quel tanto auspicato "nuovo corso" al di là delle inutili divisioni,
retaggio di un passato che non vuole morire.
Franceschini è il leader in grado di far compiere
al Pd quel salto di qualità che gli consentirà di riempire il vuoto che lo separa
dalle mancate promesse d’innovazione e di cambiamento, calamitando nella sua
orbita anche quelle fasce di potenziali elettori che si muovono nel limbo dell’incertezza
e che sono più sensibili ai messaggi semplici e all’aura e alla fisiognomica
dei contendenti. La società dello spettacolo, la scienza della pubblicità e
il presentismo epocale richiedono i loro tributi.
Pensare d’impostare la campagna congressuale in maniera
classica, cioè, mobilitando lo zoccolo duro dell’elettorato fedele ai singoli
degli ex schieramenti può solo significare la sconfitta del Progetto. La scommessa
a cui siamo chiamati è di una portata storica senza precedenti. All'estero,
come qualcuno ha scritto, siamo capaci di sorprese!
Franceschini, nella sua veste di segretario, ha
saputo valorizzare "gli avamposti del Pd all’estero". Non a caso il
Pd - estero negli ultimi mesi è stato in prima linea nel ciclo di lotte innescato
dalla scriteriata manovra di razionalizzazione selvaggia messa in atto dal Governo
di destra. Il Pd all'estero si è battuto in favore dei corsi di Lingua e cultura
italiana, contro lo smantellamento della rete consolare, a sostegno dei connazionali
indigenti e a favore dei processi di integrazione.
Franceschini è il candidato alla segreteria nazionale
che, meglio di ogni altro, ha compreso quel quid di valore aggiunto rappresentato
dal Pd-estero. L’innovazione del Pd al di fuori dei
confini nazionali non può e non deve limitarsi alla sola creazione dei circoli
esteri, ma deve considerarli una punta di diamante all’interno del fragile scenario
politico europeo in costruzione, ponendosi in un ascolto attento ed accogliendone
i suggerimenti, in quanto i circoli sono inseriti in contesti socio-culturali
diversi e quindi in grado d’innestare nell’albero in crescita nuovi stimoli
e nuovi contenuti. All'estero l’affermazione di Dario Franceschini è già da inscriversi nell'ordine delle cose,
perché chi vive al di là dei confini nazionali ha colto lo spessore e la genuinità
del suo programma.
In Europa, in contesti nazionali altamente stratificati
e altamente mobili, la campagna a favore di Dario Franceschini e del Partito democratico avrà come slogan: Per
dare un futuro a questa storia! Con un chiaro e ovvio riferimento allo slogan
Liberiamo il futuro. In Europa il Pd – che è l’espressione socio-politica più
compiuta dell’associazionismo – sarà propositivo se continuerà a radicarsi tra
la gente, se sarà vicino, come sinora ha fatto, ai problemi dei cittadini, diventando
un punto di riferimento e di incontro tra le generazioni cercando soluzioni
realistiche a tutte le loro aspettative a breve e lungo termine, appunto...
per dare un futuro a questa storia fatta non solo di sacrifici ma anche di belle
imprese comuni! Perchè anche noi ci sentiamo e vogliamo agire da cittadini
responsabili. (Marco Minoletti e Michele Schiavone,
mozione Franceschini in Svizzera)
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