INFORM - N. 154 - 26 agosto 2009


IL PUNTO DI MARCO ZACCHERA

Eritrea

 

VERBANIA - In questi ultimi anni moltissimi eritrei hanno lasciato il loro paese e, attraversato mezzo continente africano, hanno disperatamente cercato – quasi sempre clandestinamente – di entrare in Italia. Pochi hanno un’idea di cosa stia succedendo in questo paese, già colonia italiana dal 1879 all’ultima guerra. Se l’Italia se ne occupasse un po’ di più denunciando a chiare lettere la realtà terribile della dittatura “socialista” del “presidente” Isaias Afewerki non solo renderebbe giustizia a decine di migliaia di rifugiati e a migliaia di ammazzati, ma tutti comprenderebbero che serve a poco cercare di fermare la gente sui gommoni se i paesi occidentali non hanno il coraggio di intervenire con fermezza in una situazione drammatica, dove i diritti umani sono un “optional” e dove non si contano gli episodi di violenza e repressione in un paese in mano ad una dittatura sanguinaria. Ripristiniamo la libertà in Eritrea e nessuno dovrà più scappare! Lo dobbiamo a quella nazione: nel 1939 a L’Asmara erano censiti 53.000 italiani su 98.000 abitanti, oggi sono quasi tutti scappati, eppure ancora oggi questa è una città “italiana” dove (almeno gli anziani) parlano la nostra lingua e l’architettura, le case, la disposizione delle piazze richiama le cittadine italiane di mezzo secolo fa. Ma il presidente Isaias nel frattempo - pur governando un paese ridotto ad essere tra i più poveri del mondo - è riuscito a litigare e far la guerra con tutti i vicini: Sudan, Etiopia, perfino con Gibuti e in Eritrea regna con il terrore. Un regime che insegue anche gli emigrati che sono fuggiti dal paese e sarebbe interessante che la Farnesina verificasse quanto si deve pagare - più o meno ufficialmente - un visto presso le autorità eritree in Italia… Anche l’ambasciatore d’Italia tempo fa è stato espulso perché aveva “osato” protestare per atteggiamenti contrari ad ogni forma di diritto internazionale. Eppure l’Eritrea è membro dell’ONU, ma non risultano iniziative in materia di richiamo al rispetto di diritti umani né tanto meno adeguate sanzioni. Eppure l’Italia dovrebbe avere più affetto verso questo paese, più attenzione. non fosse perché decine di migliaia di eritrei in anni passati hanno combattuto, lottato, vissuto con gli italiani che avevano portato il paese non solo ad una certa floridezza economica, ma soprattutto realizzato opere pubbliche imponenti e creato un rapporto non da dominatori ma di aperta collaborazione che infatti è proseguita per decenni anche dopo l’indipendenza e perfino la guerra con l’Etiopia negli anni ‘80. Ho conosciuto alcuni ascari che ancora pochi anni fa vivevano grazie ad una magra pensione di guerra e che amaramente ripetevano (in italiano!) “ Ci avete abbandonati…” Ma al mondo ci sono tiranni che godono del benevolo silenzio dei media e l’Eritrea ne è un esempio: perfino su Wikipedia, illustrando il paese, non si fa neppure parola di quello che da anni laggiù sta purtroppo avvenendo. (Marco Zacchera-Il Punto*/Inform)

*Deputato piemontese del Pdl, presidente del Comitato permanente della Camera per gli Italiani all’estero, sindaco di Verbania


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