IL PUNTO DI MARCO ZACCHERA
Eritrea
VERBANIA - In questi ultimi anni moltissimi
eritrei hanno lasciato il loro paese e, attraversato mezzo continente africano,
hanno disperatamente cercato – quasi sempre clandestinamente – di entrare in
Italia. Pochi hanno un’idea di cosa stia succedendo in questo paese, già colonia
italiana dal 1879 all’ultima guerra. Se l’Italia se ne occupasse un po’ di più
denunciando a chiare lettere la realtà terribile della dittatura “socialista”
del “presidente” Isaias Afewerki
non solo renderebbe giustizia a decine di migliaia di rifugiati e a migliaia
di ammazzati, ma tutti comprenderebbero che serve a poco cercare di fermare
la gente sui gommoni se i paesi occidentali non hanno il coraggio di intervenire
con fermezza in una situazione drammatica, dove i diritti umani sono un “optional”
e dove non si contano gli episodi di violenza e repressione in un paese in mano
ad una dittatura sanguinaria. Ripristiniamo la libertà in Eritrea e nessuno
dovrà più scappare! Lo dobbiamo a quella nazione: nel 1939 a L’Asmara erano
censiti 53.000 italiani su 98.000 abitanti, oggi sono quasi tutti scappati,
eppure ancora oggi questa è una città “italiana” dove (almeno gli anziani) parlano
la nostra lingua e l’architettura, le case, la disposizione delle piazze richiama
le cittadine italiane di mezzo secolo fa. Ma il presidente Isaias
nel frattempo - pur governando un paese ridotto ad essere tra i più poveri del
mondo - è riuscito a litigare e far la guerra con tutti i vicini: Sudan, Etiopia,
perfino con Gibuti e in Eritrea regna con il terrore. Un regime che insegue
anche gli emigrati che sono fuggiti dal paese e sarebbe interessante che la
Farnesina verificasse quanto si deve pagare - più o meno ufficialmente - un
visto presso le autorità eritree in Italia… Anche l’ambasciatore d’Italia tempo
fa è stato espulso perché aveva “osato” protestare per atteggiamenti contrari
ad ogni forma di diritto internazionale. Eppure l’Eritrea è membro dell’ONU,
ma non risultano iniziative in materia di richiamo al rispetto di diritti umani
né tanto meno adeguate sanzioni. Eppure l’Italia dovrebbe avere più affetto
verso questo paese, più attenzione. non fosse perché decine di migliaia di eritrei
in anni passati hanno combattuto, lottato, vissuto con gli italiani che avevano
portato il paese non solo ad una certa floridezza economica, ma soprattutto
realizzato opere pubbliche imponenti e creato un rapporto non da dominatori
ma di aperta collaborazione che infatti è proseguita per decenni anche dopo
l’indipendenza e perfino la guerra con l’Etiopia negli anni ‘80. Ho conosciuto
alcuni ascari che ancora pochi anni fa vivevano grazie ad una magra pensione
di guerra e che amaramente ripetevano (in italiano!) “ Ci avete abbandonati…”
Ma al mondo ci sono tiranni che godono del benevolo silenzio dei media e l’Eritrea
ne è un esempio: perfino su Wikipedia, illustrando
il paese, non si fa neppure parola di quello che da anni laggiù sta purtroppo
avvenendo. (Marco Zacchera-Il Punto*/Inform)
*Deputato piemontese del Pdl, presidente del Comitato permanente della Camera per gli Italiani all’estero, sindaco di Verbania